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Art. 2767 codice civile: Crediti per risarcimento di danni contro l’assicurato

Nel caso di assicurazione della responsabilità civile, il credito del danneggiato per il risarcimento ha privilegio sull’indennità dovuta dall’assicuratore (1).


Commento

Assicurazione della responsabilità civile: forma di assicurazione [v. 1882] che mira a tenere indenne l’assicurato dalle conseguenze patrimoniali del danno extracontrattuale [v. 2043] cagionato a terzi.

 

(1) Tale articolo concede al danneggiato un’azione diretta verso l’ente assicuratore, il quale risponde nei limiti del massimale di polizza, ferma restando, naturalmente, la proponibilità dell’azione anche nei confronti dell’autore del sinistro; cfr. artt. 144 e ss., d.lgs. 7-9-2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private).

 

La funzione della norma è quella di privilegiare la soddisfazione della pretesa creditoria vantata dal danneggiato verso l’assicurato responsabile.

 


Giurisprudenza annotata

Crediti per risarcimenti danno

Il privilegio di cui all'art. 2767 c.c., avente ad oggetto l'indennità dovuta dall'assicuratore all'assicurato e la cui previsione è ispirata all'esigenza di sottrarre il terzo al concorso dei creditori chirografari dell'assicurato, trova applicazione solo nel settore dell'assicurazione volontaria e non anche con riguardo all'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, in cui la l. 24 dicembre 1969 n. 990 riconosce al danneggiato l'azione diretta per il risarcimento del danno nei confronti dell'assicuratore; in tale settore, tuttavia, il diritto del Fondo di garanzia per le vittime della strada (gestito dalla Concessionaria servizi assicurativi pubblici, Consap s.p.a.) al rimborso, da parte dell'impresa in liquidazione coatta amministrativa, di quanto pagato a titolo di indennizzo ai soggetti rimasti danneggiati, ai sensi degli art. 3 e 4 d.l. 26 settembre 1978 n. 576 (conv. in l. 24 novembre 1978 n. 738), è assistito dal diverso privilegio speciale sulle riserve tecniche, di cui all'art. 85 d.P.R. 13 febbraio 1959 n. 449 e all'art. 78 comma 4 d.lg. 17 marzo 1995 n. 175, anche per il periodo, come nella specie, antecedente all'entrata in vigore del d.lg. 9 aprile 2003 n. 93.

Cassazione civile sez. I  03 marzo 2010 n. 5172  

 

Nell’ipotesi di fallimento dell’assicurato per la responsabilità civile, l’assicuratore è tenuto a pagare l’intera indennità al fallimento, al passivo del quale viene ammessa la ricorrente danneggiata, con il privilegio di cui all’art. 2767 c.c.

Tribunale Vicenza  30 giugno 2007 n. 1754  

 

Sono manifestamente inammissibili, per difetto di rilevanza, le questioni di legittimità costituzionale, da un lato, degli art. 1917, commi 1 e 2, c.c., e 42, 46, comma 1, e 111 l. fall., nella parte in cui non consentono al dipendente danneggiato da infortunio sul lavoro, derivante da una violazione del dovere di sicurezza, l'esercizio dell'azione diretta contro la compagnia assicuratrice del datore di lavoro e, quindi, in ipotesi di fallimento la prededuzione del relativo credito, che viene invece posposto alla previa falcidia dei crediti della procedura, e, dall'altro lato, degli art. 2751-bis, 2767 e 2778, n. 11, c.c. e 111 l. fall., nella parte in cui non pongono in primo grado il privilegio del credito da risarcimento del danno del lavoratore, quando abbia subito un infortunio sul lavoro, e lo ammettono al privilegio generale sui mobili in concorso con crediti di lavoro retributivi, contributivi e risarcitori non da infortunio. Atteso che unico possibile oggetto del giudizio a quo è l'ammissione al passivo del credito azionato ed il suo rango, non è in alcun modo rilevante la questione relativa all'azionabilità diretta, da parte del danneggiato, del suo credito risarcitorio nei confronti dell'assicuratore né, ancor meno ed a prescindere da ogni rilievo circa la sua fondatezza, una questione di assimilabilità del credito da infortunio del fallito verso l'assicuratore al suo debito verso il danneggiato.

Corte Costituzionale  28 dicembre 2006 n. 457  

 

È manifestamente inammissibile, in quanto estranea all'oggetto del giudizio a quo, la questione di legittimità costituzionale degli art. 2751 bis, n. 1, 2767 e 2778, n. 11, c.c. e 111 l. fall., nella parte in cui non pongono in primo grado il privilegio del credito da risarcimento del danno del lavoratore, quando abbia subito un infortunio sul lavoro, e lo ammettono al privilegio generale sui mobili in concorso con crediti di lavoro retributivi, contributivi e risarcitori non da infortunio, in rif. art. 2, 3, 24, 32, 36, 41 Cost.

Corte Costituzionale  28 dicembre 2006 n. 457  

 

Non è manifestamente infondata la q.l.c. degli art. 2751 bis, 2767 e 2778 n. 11, c.c. e 111 l. fall., nella parte in cui non pongono in primo grado il privilegio del credito da risarcimento del danno del lavoratore, quando abbia subito un infortunio sul lavoro, e lo ammettono al privilegio generale sui mobili in concorso con crediti di lavoro retributivi, contributivi e risarcitori non da infortunio, in riferimento agli art. 2, 3, 24, 32, 36 e 42 cost.

Corte appello Torino  16 novembre 2004

 

Nell'assicurazione della responsabilità civile, nel momento in cui si verifica l'evento dannoso a carico del terzo e sorge nella sua sfera giuridica il diritto al risarcimento, nello stesso momento si attiva il meccanismo della garanzia da parte dell'assicuratore. Pertanto, una volta dichiarato il fallimento dell'assicurato, il credito dell'indennizzo transita automaticamente nell'attivo fallimentare, con la conseguente inapplicabilità del comma 2 dell'art. 1917 c.c. che abilita l'assicuratore, previa comunicazione all'assicurato, a pagare direttamente al terzo danneggiato l'indennità dovuta. Il danneggiato, per contro, è ammesso al passivo fallimentare col privilegio di cui all'art. 2767 c.c. sull'indennizzo predetto.

Corte appello Bologna  15 novembre 1997

 

L'assicurazione del conduttore contro l'incendio della cosa locata non è assicurazione contro i danni di cose, ma assicurazione della responsabilità civile. Nell'ipotesi di fallimento dell'assicurato per la responsabilità civile, l'assicuratore è tenuto a pagare l'intera indennità al fallimento, al passivo del quale il danneggiato è ammesso con il privilegio dell'art. 2767 c.c. Se l'assicuratore, dopo la sentenza di fallimento, effettua il pagamento dell'indennità nei confronti del terzo danneggiato a sensi dell'art. 1917 comma 2 c.c. il curatore potrà richiedere all'assicuratore quanto da lui versato.

Tribunale Ancona  28 ottobre 1980



 
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