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Art. 2768 codice civile: Crediti dipendenti da reato

Per i crediti dipendenti da reato hanno privilegio sulle cose sequestrate lo Stato e le altre persone indicate dal codice penale, secondo le disposizioni del codice stesso e del codice di procedura penale (1).


Commento

Privilegio: [v. 2745].

 

Reato: ogni fatto umano al quale l’ordinamento ricollega una sanzione penale, vale a dire una pena inflitta dall’Autorità giudiziaria a seguito di un procedimento giurisdizionale (cd. pena criminale).

 

Sequestro: misura cautelare reale consistente nella imposizione di un vincolo di indisponibilità sulle cose che ne sono oggetto o nel loro spossessamento [v. c.p. 189].

 

(1) La norma in esame richiama il privilegio previsto nel codice penale agli artt. 189 e 190, in riferimento ai crediti derivanti da reato. Ne sono oggetto le cose mobili già sequestrate.

 

Grazie alla norma i crediti in esame sono privilegiati, per effetto del sequestro, rispetto ad altri crediti di data anteriore e a tutti i crediti sorti successivamente.

 


Giurisprudenza annotata

Crediti dipendenti da reato

In tema di concordato fallimentare, l'art. 127 l. fall. prevede che hanno diritto al voto i creditori indicati nello stato passivo reso esecutivo ex art. 97 l. fall., e non solo quelli chirografari ovvero i privilegiati che abbiano rinunciato alla causa di prelazione; per questi ultimi, tuttavia, l'esercizio del diritto di voto è efficace quando la proposta ne preveda il pagamento integrale se rinunciano alla prelazione, ovvero il pagamento parziale, per provata incapienza del bene gravato ed ai sensi dell'art. 124, comma 3, l. fall., ovvero nessun trattamento come privilegiati, a causa della totale insussistenza o incapienza del bene gravato della garanzia. (Principio affermato dalla S.C. con riguardo al voto di Comuni, creditori privilegiati ex art. 2768 c.c., senza però che nella massa attiva fossero stati rinvenuti beni del debitore oggetto di sequestro conservativo a garanzia del risarcimento dei danni subiti dalle parti offese da reati di cui il fallito era responsabile civile).

Cassazione civile sez. I  10 febbraio 2011 n. 3274  

 

L'ammissione al passivo del fallimento del responsabile civile, per il credito da risarcimento del danno da reato, richiesta dalla parte offesa in via privilegiata ai sensi dell'art. 2768 c.c., che riconosce il diritto alla prelazione sui beni formanti oggetto di sequestro penale, può essere disposta, in via provvisoria, in attesa del passaggio in giudicato della sentenza penale relativa al procedimento in cui la misura cautelare è stata disposta, a condizione che l'istante provi l'esistenza di un processo penale in corso, la qualità giuridica di responsabile civile da reato del fallito, la costituzione di parte civile della parte offesa istante e la partecipazione al giudizio penale del responsabile civile, mentre non è necessaria l'esatta indicazione della norma che riconosce il privilegio quando siano stati allegati e provati i fatti costitutivi del credito.

Cassazione civile sez. I  22 ottobre 2010 n. 21722  

 

I crediti dello Stato per spese processuali penali conseguenti ad un reato commesso prima della dichiarazione di fallimento dell'imputato e per il quale sia intervenuta sentenza di condanna dopo tale dichiarazione possono essere insinuati al passivo fallimentare in quanto di natura concorsuale.

Tribunale Ascoli Piceno  20 agosto 1982



 
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