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Art. 2776 codice civile: Collocazione sussidiaria sugli immobili

I crediti relativi al trattamento di fine rapporto nonché all’indennità di cui all’articolo 2118 sono collocati sussidiariamente, in caso di infruttuosa esecuzione sui mobili, sul prezzo degli immobili, con preferenza rispetto ai crediti chirografari.

I crediti indicati dagli articoli 2751 e 2751-bis, ad eccezione di quelli indicati al precedente comma, ed i crediti per contributi dovuti a istituti, enti o fondi speciali, compresi quelli sostitutivi o integrativi, che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, di cui all’articolo 2753, sono collocati sussidiariamente, in caso di infruttuosa esecuzione sui mobili, sul prezzo degli immobili, con preferenza rispetto ai crediti chirografari, ma dopo i crediti indicati al primo comma (1).

I crediti dello Stato indicati dal primo e dal terzo comma dell’articolo 2752 sono collocati sussidiariamente, in caso di infruttuosa esecuzione sui mobili, sul prezzo degli immobili, con preferenza rispetto ai crediti chirografari, ma dopo i crediti indicati al comma precedente (2).

 


Commento

Beni mobili: [v. 812]; Beni immobili: [v. 812]; Istituti, enti o fondi speciali: [v. 2753].

 

Trattamento di fine rapporto: indennità di carattere retributivo, dovuta al lavoratore alla cessazione del rapporto di lavoro.

 

Indennità: prestazione avente natura economica; nel caso di specie è la somma di denaro (equivalente all’importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso) che colui che recede dal contratto di lavoro a tempo determinato è tenuto a versare se non rispetta l’obbligo di preavviso.

 

Infruttuosa esecuzione: esecuzione (ovvero azione diretta a soddisfare la pretesa dell’avente diritto) che non dà alcun rendimento, e che quindi non soddisfa il creditore.

 

Chirografario: creditore non assistito da causa legittima di prelazione [v. 2741].

 

(1) La norma dispone che la collocazione sussidiaria dei crediti tutelati da privilegio generale mobiliare può esercitarsi sul prezzo degli immobili a danno dei creditori chirografari, ma non a scapito dei creditori ipotecari [v. 2808].

 

(2) L’ultimo comma della disposizione dispone che i crediti dello Stato di cui all’art. 2752 possono essere soddisfatti sul prezzo degli immobili, in caso di infruttuosa esecuzione sui mobili, ma dopo i crediti di cui agli artt. 2751 e 2753.


Giurisprudenza annotata

Privilegio dei lavoratori

In tema di formazione dello stato passivo, l'insinuazione di un'associazione sindacale per i contributi dovuti dai lavoratori, propri iscritti, dipendenti dell'imprenditore fallito, gode di collocazione privilegiata, poiché il relativo credito sorge a seguito di cessione della retribuzione da parte del lavoratore. Rigetta, App. Cagliari, 07/09/2006

Cassazione civile sez. I  17 aprile 2013 n. 9325  

 

La surroga del Fondo di garanzia gestito dall'Inps, ai sensi dell'art. 2, comma 7, della legge n. 297 del 1982, nel privilegio spettante al lavoratore, ai sensi degli art. 2751 bis e 2776 c.c., consente al medesimo Fondo di essere ammesso nella procedura fallimentare nella stessa posizione che avrebbe assunto il lavoratore e, quindi, non in maniera integrale, ma comprendendo nel credito privilegiato solo gli interessi maturati fino alla vendita nonché la rivalutazione monetaria maturata fino al momento in cui lo stato passivo diventa definitivo, con esclusione degli interessi e della rivalutazione maturati successivamente.

Cassazione civile sez. lav.  27 luglio 2011 n. 16447  

 

In tema di amministrazione straordinaria di grande impresa in crisi (per la disciplina regolata dalla legge n. 95 del 1979), l'ammissione al passivo in prededuzione del credito per trattamento di fine rapporto del lavoratore dipendente, ai sensi dell'equiparazione ai debiti d'impresa così disposta dall'art. 4 del d.l. n. 414 del 1981 (conv. nella legge 544 del 1981), non costituisce titolo preferenziale, in favore di tale creditore, rispetto al credito del Fondo di Garanzia, gestito dall'Inps, e derivante dalla surroga dell'ente previdenziale nel credito pagato ad altri dipendenti — secondo la previsione e con decorrenza dall'entrata in vigore dell'art. 2 l. n. 297 del 1982 — in quanto la norma istitutiva della surroga in questione, benché disponga testualmente l'attribuzione al predetto Fondo del "privilegio" ex art. 2751 bis e 2776 c.c. spettante al lavoratore surrogato sul patrimonio del datore di lavoro, non può che riferirsi all'intera posizione sostanziale e processuale di detto lavoratore, non necessitando l'automatismo di tale surrogazione legale, alla stregua dell'art. 1203, n. 5, c.c., di alcuna diversa ed ulteriore disposizione normativa; con la conseguenza che il Fondo di Garanzia che abbia anticipato il t.f.r. ad altri dipendenti ha diritto ad essere pagato in prededuzione se (come nel caso di specie) tale è la collocazione che, nell'ambito della procedura, spetta al credito dei lavoratori soddisfatti.

Cassazione civile sez. I  03 marzo 2011 n. 5141  

 

Ai fini del sorgere del privilegio immobiliare sussidiario di cui all'art. 2776 c.c. (nel caso di specie per credito di professionista) non è sufficiente la ragionevole certezza "a priori" della incapienza di eventuale esecuzione immobiliare, ma occorre il previo infruttuoso (in tutto o in parte) esperimento di pignoramento o di intervento nell'esecuzione. Il creditore non può giovarsi, per il maturare del requisito di sussidiarietà di cui all'art. 2776 c.c., dell'infruttuoso pignoramento mobiliare eseguito da un altro ereditore.

Corte appello Torino  10 agosto 2004

 

È preclusa all'amministrazione finanziaria, che abbia chiesto l'ammissione al passivo del credito d'imposta con gli "spettanti privilegi fiscali", la successiva istanza di riconoscimento di prelazione ipotecaria sul credito stesso.

Cassazione civile sez. un.  10 marzo 1999 n. 115

 

È inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli art. 2751, 2760 e 2776 c.c. sollevata in riferimento agli art. 2, 3, 29, 30, 31 cost. Di vero, in materia di privilegi non è consentito utilizzare lo strumento del giudizio di legittimità costituzionale per introdurre una causa di prelazione ulteriore con strutturazione di un autonomo modulo normativo che codifichi la tipologia del nuovo privilegio ed il suo inserimento nel sistema di quelli preesistenti, a meno che non si tratti di fattispecie identiche od omogenee a quella cui la causa di prelazione è riferita. Pertanto, non è ammissibile una sentenza additiva richiesta sulla normativa che non prevede come credito privilegiato il credito derivante dall'assegno di mantenimento da corrispondere al coniuge separato o divorziato ed ai figli, in quanto, peraltro, la efficace tutela del credito, affinché lo stesso non sia confuso nella folla dei crediti chirografari, va apprezzata non solo nella sede propria di un auspicabile intervento legislativo, ma già può essere attuata in virtù dell'art. 2751 n. 4 c.c., il quale precede il privilegio per i crediti alimentari che godono il privilegio generale, anche se essi devono essere circoscritti negli ultimi tre mesi.

Corte Costituzionale  04 marzo 1992 n. 84

 

Non è manifestamente infondata, in riferimento agli art. 2, 3, 29, 30 e 31 cost., la questione di legittimità costituzionale degli art. 2751, 2770 e 2776 c.c., nella parte in cui non prevedono che l'assegno di mantenimento (od alimentare) da corrispondere al coniuge divorziato o separato ed ai figli sia munito di privilegio.

Tribunale Roma  03 luglio 1991

 

Non è manifestamente infondata, in riferimento agli art. 2, 3, 29, 30 e 31 cost., la questione di legittimità costituzionale degli art. 2751, 2770 e 2776 c.c. nella parte in cui non prevedono che l'assegno di mantenimento (od alimentare) da corrispondere al coniuge separato o divorziato ed ai figli sia munito di privilegio.

Tribunale Roma  03 luglio 1991

 

È inammissibile la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli art. 2748 comma 2, 2776 e 2777 c.c. in riferimento all'art. 36 cost., nella parte in cui la predetta normativa non attribuisce ai crediti previsti dall'art. 2751 bis n. 1 e 2 c.c. una collocazione preferenziale rispetto ai crediti ipotecari sul prezzo ricavato dalla vendita dei beni immobili del debitore.

Corte Costituzionale  18 giugno 1991 n. 287

 

È manifestamente inammissibile, per carenza di motivazione sulla rilevanza, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2776 c.c., in relazione all'art. 2751 bis n. 2, dello stesso codice sollevata - in riferimento agli art. 1, 4, 35, 36 cost. - "nella parte in cui non prevede che i crediti indicati nell'art. 2751 n. 2 c.c., in caso di infruttuosa esecuzione sui beni mobili, siano collocati sul prezzo degli immobili in via sussidiaria, con preferenza solo rispetto ai debiti chirografari e non pure rispetto ad ogni altro credito anche se assistito da ipoteca". L'ordinanza di rimessione non adduce alcuna motivazione in ordine alla rilevanza della proposta questione, nè contiene il minimo riferimento al caso di specie, eludendo in tal modo il precetto dell'art. 23 l. 11 marzo 1953 n. 87, che fa obbligo al giudice "a quo" di esporre nel provvedimento di rimessione termini e motivi della questione.

Corte Costituzionale  08 marzo 1985 n. 64

 



 
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