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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2778 codice civile: Ordine degli altri privilegi sui mobili

Salvo quanto è disposto dall’articolo 2777, nel concorso di crediti aventi privilegio generale o speciale sulla medesima cosa, la prelazione si esercita nell’ordine che segue:

1) i crediti per contributi ad istituti, enti o fondi speciali – compresi quelli sostitutivi o integrativi – che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, indicati dall’articolo 2753;

2) i crediti per le imposte sui redditi immobiliari, indicati dall’articolo 2771, quando il privilegio si esercita separatamente sopra i frutti, i fitti e le pigioni degli immobili;

4) i crediti per prestazioni e spese di conservazione e miglioramento di beni mobili, indicati dall’articolo 2756;

5) i crediti per le mercedi dovute ai lavoratori impiegati nelle opere di coltivazione e di raccolta, indicate dall’articolo 2757;

6) i crediti per sementi e materie fertilizzanti e antiparassitarie e per somministrazione di acqua per irrigazione, nonchè i crediti per i lavori di coltivazione e di raccolta indicati dall’articolo 2757. Qualora tali crediti vengano in concorso tra loro, sono preferiti quelli di raccolta, seguono quelli di coltivazione e, infine, gli altri crediti indicati dallo stesso articolo;

7) i crediti per i tributi indiretti, indicati dall’articolo 2758, salvo che la legge speciale accordi un diverso grado di preferenza, e i crediti per le imposte sul reddito, indicati dall’articolo 2759;

8) i crediti per contributi dovuti a istituti ed enti per forme di tutela previdenziale e assistenziale indicati dall’articolo 2754, nonchè gli accessori, limitatamente al cinquanta per cento del loro ammontare, relativi a tali crediti ed a quelli indicati dal precedente n. 1) del presente articolo;

10) i crediti dipendenti da reato, indicati dall’articolo 2768, sulle cose sequestrate, nei casi e secondo l’ordine stabiliti dal codice penale e dal codice di procedura penale;

11) i crediti per risarcimento, indicati dall’articolo 2767;

12) i crediti dell’albergatore, indicati dall’articolo 2760;

13) i crediti del vettore, del mandatario, del depositario e del sequestratario, indicati dall’articolo 2761;

14) i crediti del venditore di macchine o della banca per le anticipazioni del prezzo, indicati dall’articolo 2762;

15) i crediti per canoni enfiteutici, indicati dall’articolo 2763;

16) i crediti del locatore e i crediti del concedente dipendenti dai contratti di mezzadria e colonia, indicati rispettivamente dagli articoli 2764 e 2765;

17) i crediti per spese funebri, d’infermita’, per somministrazioni ed alimenti, nell’ordine indicato dall’articolo 2751;

18) i crediti dello Stato per tributi diretti, indicati dal primo comma dell’articolo 2752;

19) i crediti dello Stato indicati dal terzo comma dell’articolo 2752;

20) i crediti degli enti locali per tributi, indicati dal quarto comma dell’articolo 2752.


Commento

Privilegio generale: [v. 2746] Privilegio speciale: [v. 2746]; Istituti, enti o fondi speciali: [v. 2753]; Assicurazione: [v. Libro IV, Titolo III, Capo XX]; Tributi indiretti: [v. 2772]; Tutela previdenziale e assistenziale: [v. 2754]; Reato: [v. 2768]; Vettore: [v. 1678]; Mandato: [v. Libro IV, Titolo III, Capo IX]; Depositario: [v. 1768]; Sequestratario: [v. 1799]; Canone enfiteutico: [v. 960]; Locatore: [v. 1575]; Mezzadria: [v. 2141]; Colonia: [v. 2165]; Credito per alimenti: [v. 2751].

 

Concorso: insistenza contemporanea, nel caso in esame, di più crediti privilegiati, sugli stessi beni [v. 2741].

 

Prelazione: ordine da seguire, ovvero priorità da assegnare, nella soddisfazione dei rispettivi crediti, ai creditori ugualmente garantiti.

 

Tributi diretti: tributi che colpiscono redditi e patrimoni, intesi come manifestazioni immediate o dirette della capacità contributiva [v. Cost. 53].

 

Enti locali: enti pubblici che operano in un ristretto ambito territoriale e per il perseguimento di interessi eminentemente locali.

 

Fondamento della norma è quello di porre un ordine da seguire obbligatoriamente in caso di concorso di più crediti privilegiati.


Giurisprudenza annotata

Ordine degli altri privilegi sui mobili

In tema di imputazione di pagamento, qualora un datore di lavoro abbia una pluralità di debiti verso un ente previdenziale, il pagamento parziale va imputato alla estinzione del debito relativo alle sanzioni civili, in quanto credito meno garantito, piuttosto che al capitale rappresentato dalle contribuzioni omesse, poiché il primo è assistito da un privilegio, per ordine di soddisfazione e per entità dell'importo coperto, pari a metà (artt. 2754 e 2778 n. 8 cod. civ.), suvvalente rispetto al secondo, assistito da privilegio di grado poziore e per l'intero importo (artt. 2753 e 2778 n. 1 cod. civ.). Cassa e decide nel merito, App. Firenze, 05/08/2008

Cassazione civile sez. lav.  06 maggio 2014 n. 9648  

 

Qualora un datore di lavoro abbia una pluralità di debiti verso un ente previdenziale, il pagamento parziale va imputato alla estinzione del debito relativo alle sanzioni civili, in quanto credito meno garantito, piuttosto che al capitale rappresentato dalle contribuzioni omesse: essendo il primo assistito da un privilegio, per ordine di soddisfazione e per entità dell'importo coperto, pari a metà (artt. 2754 e 2778 n. 8 c.c.), suvvalente rispetto al secondo, assistito da privilegio di grado poziore e per l'intero importo (artt. 2753 e 2778 n. 1 c.c.).

Cassazione civile sez. lav.  06 maggio 2014 n. 9648  

 

Non è ammissibile la proposta di concordato preventivo che, anche senza richiesta di transazione fiscale, preveda il pagamento solo parziale del credito Iva e per ritenute non versate, sia perché il pagamento integrale di tali tributi è previsto anche per il procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento, sia perché l'art. 182 ter l. fall. è norma successiva che deroga alla precedente regola fissata nell'art. 2778 c.c.

Tribunale Vicenza  18 aprile 2013

 

In sede di ammissione al passivo fallimentare, il privilegio di prelazione previsto dall'art. 2778 n. 1, c.c. (per i crediti per contributi ad istituti, enti o fondi speciali compresi quelli sostitutivi o integrativi che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, indicati dall'art. 2753 c.c.) e dal n. 8 (per i crediti per contributi dovuti a istituti ed enti per forme di tutela previdenziale e assistenziale indicati dall'art. 2754 c.c., nonché gli accessori, limitatamente al cinquanta per cento del loro ammontare), si applica, senza alcun limite temporale, ai crediti Inail per premi, per effetto dell'art. 4 d.l. n. 338 del 1989, conv. in l. n. 389 del 1989.

Cassazione civile sez. lav.  15 luglio 2010 n. 16593  

 

In tema di credito per pene pecuniarie in materia di Iva, la natura afflittiva e personale della sanzione, che in generale esclude la natura privilegiata del credito, cede a fronte dell'art. 62, comma 3, del d.P.R. n. 633 del 1972, il quale prevede che i crediti dello Stato per le imposte, le pene pecuniarie e le soprattasse dovute ai sensi di quel decreto hanno privilegio generale sui beni mobili del debitore, con grado successivo a quello indicato al n. 15) dell'art. 2778 c.c., e che anche in caso di infruttuosa esecuzione sui mobili, gli stessi crediti sono collocati sussidiariamente sul prezzo degli immobili con preferenza rispetto ai creditori chirografari, ma dopo i crediti indicati al primo e comma 2 dell'art. 66 della legge n. 153 del 1969.

Cassazione civile sez. I  18 settembre 2008 n. 23808  

 

Ai fini dell'ammissione al passivo fallimentare, i crediti del professionista per rivalsa i.v.a. e per il rimborso del contributo integrativo da versarsi alla Cassa di previdenza avvocati (sugli affari soggetti ad i.v.a.) hanno una collocazione diversa da quella spettante al credito per le corrispettive prestazioni professionali, atteso che i primi due crediti non costituiscono semplici accessori di quest'ultimo, ma conservano rispetto a lui una loro distinta individualità, che è confermata dalla diversa disciplina dei privilegi che li assistono. Pertanto, il credito per la prestazione professionale, che può essere accertato anche con prova testimoniale, può essere ammesso allo stato passivo del fallimento in grado privilegiato ex art. 2751 bis n. 2 c.c. con la graduazione prevista dall’art. 2777 comma 2 lett. b, il credito per la cassa avvocati può essere ammesso allo stato passivo in chirografo (non godendo di alcun privilegio), mentre il credito per rivalsa i.v.a., può essere ammesso in privilegio ai sensi dell'art. 2758 comma 2 c.c., con la graduazione di cui all’art. 2778 n. 7 c.c.

Tribunale Tivoli  16 maggio 2007

 

Sono manifestamente inammissibili, per difetto di rilevanza, le questioni di legittimità costituzionale, da un lato, degli art. 1917, commi 1 e 2, c.c., e 42, 46, comma 1, e 111 l. fall., nella parte in cui non consentono al dipendente danneggiato da infortunio sul lavoro, derivante da una violazione del dovere di sicurezza, l'esercizio dell'azione diretta contro la compagnia assicuratrice del datore di lavoro e, quindi, in ipotesi di fallimento la prededuzione del relativo credito, che viene invece posposto alla previa falcidia dei crediti della procedura, e, dall'altro lato, degli art. 2751-bis, 2767 e 2778, n. 11, c.c. e 111 l. fall., nella parte in cui non pongono in primo grado il privilegio del credito da risarcimento del danno del lavoratore, quando abbia subito un infortunio sul lavoro, e lo ammettono al privilegio generale sui mobili in concorso con crediti di lavoro retributivi, contributivi e risarcitori non da infortunio. Atteso che unico possibile oggetto del giudizio a quo è l'ammissione al passivo del credito azionato ed il suo rango, non è in alcun modo rilevante la questione relativa all'azionabilità diretta, da parte del danneggiato, del suo credito risarcitorio nei confronti dell'assicuratore né, ancor meno ed a prescindere da ogni rilievo circa la sua fondatezza, una questione di assimilabilità del credito da infortunio del fallito verso l'assicuratore al suo debito verso il danneggiato.

Corte Costituzionale  28 dicembre 2006 n. 457

 

È manifestamente inammissibile, in quanto estranea all'oggetto del giudizio a quo, la questione di legittimità costituzionale degli art. 2751 bis, n. 1, 2767 e 2778, n. 11, c.c. e 111 l. fall., nella parte in cui non pongono in primo grado il privilegio del credito da risarcimento del danno del lavoratore, quando abbia subito un infortunio sul lavoro, e lo ammettono al privilegio generale sui mobili in concorso con crediti di lavoro retributivi, contributivi e risarcitori non da infortunio, in rif. art. 2, 3, 24, 32, 36, 41 Cost.

Corte Costituzionale  28 dicembre 2006 n. 457



 
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