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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2782 codice civile: Concorso di crediti egualmente privilegiati

I crediti egualmente privilegiati concorrono tra loro in proporzione del rispettivo importo.

La stessa disposizione si osserva quando concorrono tra loro più crediti privilegiati ai quali le leggi speciali attribuiscono genericamente una prelazione su ogni altro credito.


Commento

Privilegio: [v. 2745]; Leggi speciali: [v. 2750]; Prelazione: [v. 2778].

 

La norma si riferisce a quei casi in cui la legge riconosca più privilegi senza stabilire un ordine tra essi, ossia all’ipotesi di privilegi cui è attribuito lo stesso grado dalla legge stessa.

 

 


Giurisprudenza annotata

Concorso di crediti ugualmente privilegiati

Nel caso di fallimento del datore di lavoro, ove le somme indicate nel piano di riparto siano insufficienti a soddisfare integralmente i crediti vantati dal lavoratore, le stesse devono essere imputate - a norma del combinato disposto degli art. 2751 bis c.c. (che attribuisce privilegio generale sui mobili, fra l'altro, ai crediti concernenti le retribuzioni dovute al prestatore di lavoro subordinato senza distinguere i crediti a seconda della data di maturazione), 2782 comma 1 c.c. (a norma del quale i crediti ugualmente privilegiati concorrono tra loro in proporzione del rispettivo importo) e 111 r.d. 16 marzo 1942 n. 267 (che stabilisce che il pagamento dei crediti ammessi con prelazione deve avvenire secondo l'ordine assegnato dalla legge) - alla soddisfazione pro quota di tutti i crediti retributivi del prestatore di lavoro, non rilevando la data di maturazione degli stessi; ne consegue che, nel caso di intervento del Fondo di garanzia ai sensi del d.lg. 27 gennaio 1992 n. 80, deve tenersi conto, ai fini della determinazione dell'ammontare delle somme che il Fondo stesso è tenuto a corrispondere, degli importi ricevuti dal prestatore di lavoro in sede di riparto del passivo ed imputabile alle voci coperte dall'intervento del Fondo anche nell'ipotesi in cui vi siano altri crediti del prestatore, maturati precedentemente, e non coperti integralmente in sede di riparto del passivo.

Cassazione civile sez. lav.  21 febbraio 1997 n. 1586  

 

Nel caso di fallimento del datore di lavoro, ove le somme indicate nel piano di riparto siano insufficienti a soddisfare integralmente i crediti vantati dal lavoratore, le stesse devono essere imputate - a norma del combinato disposto degli art. 2751 bis c.c. (che attribuisce privilegio generale sui mobili, fra l'altro, ai crediti concernenti le retribuzioni dovute al prestatore di lavoro subordinato senza distinguere i crediti stessi a seconda della data di maturazione), 2782, comma 1, c.c. (a norma del quale i crediti ugualmente privilegiati concorrono tra loro in proporzione del rispettivo importo) e 111 r.d. 16 marzo 1942 n. 267 (che stabilisce che il pagamento dei crediti ammessi con prelazione deve avvenire secondo l'ordine assegnato dalla legge) - alla soddisfazione pro quota di tutti i crediti retributivi del prestatore di lavoro, non rilevando la data di maturazione degli stessi. Ne consegue che, nel caso di intervento del Fondo di garanzia ai sensi del d.lg. 27 gennaio 1992 n. 80, deve tenersi conto, ai fini della determinazione dell'ammontare delle somme che il Fondo stesso è tenuto a corrispondere, degli importi ricevuti dal prestatore di lavoro in sede di riparto del passivo ed imputabili alle voci coperte dall'intervento del Fondo anche nell'ipotesi in cui vi siano altri crediti del prestatore, maturati precedentemente, e non coperti integralmente in sede di riparto del passivo.

Cassazione civile sez. lav.  21 febbraio 1997 n. 1586  

 

È corretto il piano di riparto con il quale il commissario ometta di predisporre distinte sottomasse, fra aeromobili e altri beni mobili, nel concorso fra privilegi generali (e speciali) spettanti al personale di volo ed ipoteche mobiliari.

Cassazione civile sez. I  24 luglio 1989 n. 3486  

 

La l. 29 luglio 1975 n. 426, modificatrice della disciplina in materia di privilegi è applicabile al credito, sorto anteriormente alla data dell'entrata in vigore della nuova legge, per il quale non sia stata presentata istanza di ammissione al passivo o, se presentata, non sia intervenuto il provvedimento di ammissione al passivo idoneo a determinare una preclusione nell'ambito della procedura fallimentare. La nuova legge è altresì applicabile ai crediti ammessi al passivo che non siano stati ancora soddisfatti attraverso ripartizioni, anche parziali, dell'attivo in base a piano di riparto divenuto definitivo prima dell'entrata in vigore della nuova disciplina.

Cassazione civile sez. I  09 novembre 1978 n. 5113  



 
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