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Art. 2784 codice civile: Nozione

Il pegno (1) è costituito a garanzia dell’obbligazione dal debitore o da un terzo per il debitore.

Possono essere dati in pegno i beni mobili, le universalità di mobili, i crediti e altri diritti aventi per oggetto beni mobili (2).


Commento

Garanzia: [v. 1179]; Obbligazione: [v. Libro IV, Titolo I].

 

Pegno: diritto reale [v. Libro III, Titolo II] di garanzia avente la funzione di assicurare la soddisfazione di un credito. Con il (—) infatti la cosa mobile rimane riservata al soddisfacimento del creditore (pignoratizio), che, in caso di inadempimento del debitore, si soddisferà sul bene a preferenza degli altri creditori.

 

Terzo: soggetto estraneo al rapporto obbligatorio, che intercorre tra il debitore e il creditore.

 

(1) Il pegno si costituisce con contratto o con atto unilaterale che devono rivestire forma scritta. Esso appartiene alla categoria dei diritti reali su cosa altrui, e di conseguenza fanno capo ad esso i caratteri dell’assolutezza, dell’immediatezza e dell’accessorietà in quanto esso deve necessariamente accedere ad un credito esistente e valido. È possibile inoltre un pegno a garanzia di un credito futuro.

 

(2) Al comma 2 l’articolo indica i beni che possono essere oggetto di pegno. Dai beni mobili [v. 812] vanno esclusi i beni mobili registrati [v. 815], per i quali la garanzia si attua attraverso iscrizione o trascrizione. Oggetto di pegno possono essere anche beni futuri, beni altrui e beni in comunione, ciò per applicazione analogica di quanto disposto per l’ipoteca agli artt. 2822-2823 e 2825. Oggetto, si è detto, di pegno può essere anche l’universalità di mobili, ad esempio l’azienda.

 

Il pegno si costituisce con la consegna del bene al creditore garantito (creditore pignoratizio). Il fondamento del pegno va rinvenuto, come per l’ipoteca [v. 2808], nell’attribuzione al creditore di una causa legittima di prelazione [v. 2741]; il creditore non entra, cioè, in concorso con i creditori chirografari (il cui diritto non è assistito da alcuna garanzia), ma ha il diritto di far valere per intero il suo credito sul bene oggetto di prelazione: gli altri creditori concorrono proporzionalmente.


Giurisprudenza annotata

Pegno

La posizione del debitore e quella del terzo che ha costituito il pegno è differenziata, in quanto la prelazione pignoratizia determina il mero adempimento del debito originario da parte del terzo, restando irrilevante il fatto che quest'ultimo possa poi agire in regresso nei confronti del debitore, posto che a tale rapporto il creditore rimane estraneo.

Cassazione civile sez. II  12 ottobre 2012 n. 17477  

 

In tema di pegno, allorchè il giudice concluda per l'invalidità sul piano del contenuto dello stesso, ex art. 1418 c.c., nessun privilegio può essergli riconosciuto.

Cassazione civile sez. I  11 luglio 2012 n. 11651  

 

È corretta la decisione emessa in appello che ha escluso la ricorrenza di un pegno irregolare, perché qualora il cliente della banca vincoli, a garanzia del proprio adempimento, un titolo di credito o un documento di legittimazione individuati quale un libretto di deposito al risparmio, anche al portatore, senza conferire alla banca il potere di disporre del relativo diritto, non ricorre l'ipotesi di pegno irregolare e si rientra invece nella disciplina del pegno regolare (art. 1997, 2784 e ss. c.c.).

Cassazione civile sez. I  12 settembre 2011 n. 18597  

 

Il terzo datore di pegno, che abbia concesso garanzia (nella specie, sulla partecipazione sociale di s.r.l.) al creditore per l'adempimento delle obbligazioni del mutuatario, è privo della legittimazione ad impugnare la sentenza pronunciata in ordine alla validità ed all'esecuzione del contratto di mutuo, dal momento che egli partecipa al giudizio soltanto come terzo datore di pegno, come tale destinato a subire gli effetti della pronuncia tra le parti del contratto dal quale discende l'obbligo presidiato dalla garanzia reale.

Cassazione civile sez. I  14 ottobre 2010 n. 21252  

 

Nel pegno rotativo, l'espressa previsione che la sostituzione dei beni oggetto di garanzia sia accompagnata dalla consegna, e che i beni in sostituzione non abbiano valore superiore ai precedenti, non costituiscono elementi essenziali del patto richiesti a pena di nullità, ma solo condizioni di opponibilità ai terzi del diritto di prelazione del creditore su quanto ricevuto in pegno.

Cassazione civile sez. III  26 gennaio 2010 n. 1526  

 

In tema di pegno a garanzia di crediti, il principio di accessorietà desumibile dall'art. 2784 c.c. comporta la nullità per difetto di causa dell'atto costitutivo della prelazione stipulato in relazione ad un credito non ancora esistente, ma non esclude, in applicazione analogica dell'art. 2852 c.c., l'ammissibilità della costituzione della garanzia a favore di crediti condizionali o che possano eventualmente sorgere in dipendenza di un rapporto già esistente; in quest'ultimo caso, peraltro, è necessaria, ai fini della validità del contratto, la determinazione o la determinabilità del credito, la quale postula l'individuazione non solo dei soggetti del rapporto, ma anche della sua fonte; ferma restando la validità e l'efficacia del contratto inter parte, comunque, la mera determinabilità del rapporto comporta l'inopponibilità del pegno agli altri creditori (ivi compreso il curatore, in caso di fallimento del soggetto che abbia costituito la garanzia), qualora, dovendo trovare applicazione l'art. 2787, comma 3, c.c., manchi la sufficiente indicazione del credito garantito.

Cassazione civile sez. I  25 marzo 2009 n. 7214  

 

Il pegno di un libretto di deposito bancario al portatore, costituito a favore della banca depositaria che lo ha emesso, si configura come pegno irregolare soltanto allorché sia conferita espressamente alla banca la facoltà di disporre del relativo diritto; l'attribuzione di tale facoltà, peraltro, non fa venir meno la finalità di garanzia del pegno, almeno nella fase della costituzione, verificandosi la funzione solutoria soltanto nella successiva fase di escussione della garanzia, sia pure attraverso un meccanismo semplificato di «autosoddisfazione», che sottrae il creditore alla necessità di procedere in via esecutiva salvo l'obbligo di restituire l'eccedenza.

Cassazione civile sez. I  15 febbraio 2008 n. 3794  

 

Qualora il cliente della banca vincoli, a garanzia del proprio adempimento, un titolo di credito o un documento di legittimazione individuati, quale un libretto di deposito a risparmio (rispettivamente al portatore o nominativo), e non conferisca alla banca medesima la facoltà di disporre del relativo diritto, si esula dall'ipotesi di pegno irregolare, come delineata dall'art. 1851 c.c. (in riferimento all'art. 1846 c.c.), e si rientra nella disciplina del pegno regolare (art. 1997 e 2784 e ss c.c.), in base alla quale la banca garantita non acquisisce la somma portata dal titolo o dal documento, con l'obbligo di riversare o scomputare il relativo ammontare, ma è tenuta a restituire il titolo o il documento stesso. In tal caso, pertanto, difettano i presupposti per la compensazione dell'esposizione passiva del cliente con una corrispondente obbligazione pecuniaria della banca.

Tribunale Bari sez. I  05 marzo 2007 n. 598  

 

Qualora il cliente della banca vincoli, a garanzia del proprio adempimento, un titolo di credito od un documento di legittimazione individuati, quale un libretto di deposito a risparmio (rispettivamente al portatore o nominativo), e non conferisca alla banca medesima la facoltà di disporre del relativo diritto, si esula dall'ipotesi del pegno irregolare, come delineata dall'art. 1851 c.c. (in riferimento all'art. 1846 c.c.) e si rientra nella disciplina del pegno regolare (art. 1997 e 2784 ss. c.c.), in base alla quale la banca garantita non acquisisce la somma portata dal titolo o dal documento, con l'obbligo di riversare o scomputare il relativo ammontare, ma è tenuta a restituire il titolo od il documento stesso. In tale caso, pertanto, difettano i presupposti per la compensazione dell'esposizione passiva del cliente con una corrispondente obbligazione pecuniaria della banca.

Tribunale Bari sez. I  05 marzo 2007 n. 598  

 

Il pegno costituito da un terzo a favore del creditore non può essere fatto valere da quest'ultimo nel fallimento del debitore come causa di prelazione relativa al credito verso il debitore stesso.

Cassazione civile sez. I  25 maggio 2004 n. 10012  

 

Il cosiddetto "pegno rotativo" - che si realizza quando, nella convenzione costitutiva della garanzia, le parti abbiano previsto la possibilità di sostituire i beni originariamente oggetto della garanzia medesima, sicché la sostituzione non determina effetti novativi sul rapporto iniziale - deve ritenersi legittimo a condizione che esso risulti da atto scritto avente data certa (da una convenzione, cioè, che preveda espressamente un siffatto meccanismo di sostituzione dei beni dati in pegno), che il bene originariamente oggetto del pegno sia stato consegnato al creditore pignoratizio, e che il bene offerto in sostituzione abbia un valore non superiore a quello del primo.

Cassazione civile sez. I  05 marzo 2004 n. 4520  

 

La costituzione in pegno, a garanzia dell'apertura di un credito bancario, di titoli acquistati con l'utilizzazione (mediante emissione di un assegno) della apertura di credito garantita non rappresenta un abuso al di fuori della funzione strumentale tipica del pegno, dato che il danaro con cui i titoli sono stati acquistati costituisce un'entità diversa da questi ultimi e considerato che le ragioni che hanno indotto la parte ad effettuare quelle operazioni sono irrilevanti ai fini della conclusione del rapporto.

Cassazione civile sez. I  04 febbraio 2000 n. 1225  



 
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