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Art. 2788 codice civile: Prelazione per il credito degli interessi

La prelazione ha luogo anche per gli interessi dell’anno in corso alla data del pignoramento o, in mancanza di questo, alla data della notificazione del precetto. La prelazione ha luogo inoltre per gli interessi successivamente maturati, nei limiti della misura legale, fino alla data della vendita.


Commento

Prelazione (cause legittima di): [v. 2741]; Pignoramento: [v. 2912]; Notificazione: [v. 2742]; Vendita: [v. 1470].

 

Interessi: sono una particolare categoria di frutti civili [v. 820] derivanti dal godimento di un altrui capitale [v. 1282].

 

Precetto: atto con cui si chiede al debitore di adempiere entro un certo termine, trascorso il quale si procederà ad esecuzione forzata [v. 2910 ss.].

 


Giurisprudenza annotata

Ipoteca

Il diritto di privilegio scaturente dall'ipoteca si estende agli interessi maturati dopo la scadenza dell'annualità in corso al momento del pignoramento, ma solo nella misura pari al saggio legale di cui all'art. 1284 c.c., e non al diverso saggio d'interesse eventualmente stabilito dalla legge che disciplina il singolo credito.

Cassazione civile sez. III  15 gennaio 2013 n. 775  

 

Secondo quanto disposto dagli artt. 2788 e 2855 c.c., la prelazione ipotecaria per gli interessi maturati dopo la scadenza dell'annualità in corso al giorno del pignoramento e fino alla data di vendita ha riguardo solo gli interessi legali di cui all'art. 1284 c.c., essendo escluso, quindi, ogni riferimento a saggi di interesse stabiliti in misura superiore da norme speciali

Cassazione civile sez. III  15 gennaio 2013 n. 775  

 

 

Fallimento

In tema di ammissione al passivo fallimentare del credito per i.v.a. la misura legale alla quale rinvia l'art. 2749, comma 2, ai fini dell'individuazione dei limiti della collocazione privilegiata del credito per interessi deve intendersi riferita, al pari di quella prevista dagli art. 2788 e 2855 c.c. per i crediti pignoratizi e ipotecari, non già al saggio di interesse stabilito dalla legge che disciplina il singolo credito ma a quello previsto dall'art. 1284 c.c.; quest'ultimo è destinato a trovare applicazione nella situazione di concorso con altri creditori derivante dall'apertura di una procedura concorsuale, avuto riguardo alla natura speciale della l.fall., che disciplina in via generale gli effetti derivanti dall'accertamento giudiziale dello stato d'insolvenza, e alla conseguente prevalenza del richiamo in essa contenuto alla disciplina dettata dal codice civile sul riferimento ad altri tassi eventualmente previsti da leggi speciali.

Cassazione civile sez. I  20 dicembre 2012 n. 23657  

 

In tema di ammissione al passivo fallimentare, la misura legale cui rinvia l'art. 2749, comma 2, c.c. ai fini dell'individuazione dei limiti della collocazione privilegiata del credito per interessi deve intendersi riferita, al pari di quella prevista dagli art. 2788 e 2855 c.c. per i crediti pignoratizi e ipotecari, non al saggio d'interesse stabilito dalla legge che disciplina il singolo credito, ma a quello stabilito in via generale dall'art. 1284 c.c., atteso che il richiamo dell'art. 54 l. fall. alla disciplina del codice civile prevale sul riferimento a tassi diversi contenuto in leggi speciali (nella specie, art. 30 del d.P.R. n. 602 del 1973).

Cassazione civile sez. I  27 settembre 2012 n. 16480  

 

In tema di ammissione al passivo fallimentare del credito per imposta sul valore aggiunto, la misura legale, alla quale rinvia l'art. 2749, comma 2, c.c. ai fini dell'individuazione dei limiti della collocazione privilegiata del credito per interessi, deve intendersi riferita, al pari di quella prevista dagli art. 2788 e 2855 c.c. per i crediti pignoratizi ed ipotecari, non già al saggio d'interesse stabilito dalla legge che disciplina il singolo credito, ma a quello previsto in via generale dall'art. 1284 c.c.; quest'ultimo è infatti destinato a trovare applicazione nella situazione di concorso con altri creditori derivante dall'apertura di una procedura concorsuale, avuto riguardo alla natura speciale della legge fallimentare, che disciplina in via generale gli effetti derivanti dall'accertamento giudiziale dello stato d'insolvenza, ed alla conseguente prevalenza del richiamo in essa contenuto alla disciplina dettata dal codice civile sul riferimento ad altri tassi eventualmente previsti da leggi speciali (come nella specie, l'art. 30 del d.P.R. n. 602 del 1973).

Cassazione civile sez. I  21 settembre 2012 n. 16084

 

Il privilegio ex art. 2752 c.c. che assiste il credito per i.r.pe.g. non si estende ai relativi interessi, pene pecuniarie, soprattasse ed altri accessori perché l'art. 54 l. fall. disciplinando l'estensione in sede fallimentare del diritto di prelazione agli interessi richiama solo gli art. 2788 e 2855 c.c., concernenti i crediti pignoratizi e ipotecari e non anche l'art. 2749 c.c. nè alcuna altra norma tributaria riguardante i crediti privilegiati.

Tribunale Roma  21 settembre 1999

 

Gli interessi, prodotti dai crediti assistiti da privilegio (speciale o generale), per il tempo successivo all'instaurarsi della procedura concorsuale a carico del debitore (nella specie, fallimento) non sono garantiti dal privilegio che tutela il credito per capitale, atteso che l'art. 55, comma 1, l. fall., nel riconoscere tali interessi, fa salvo il comma 3 del precedente art. 54, il quale richiama, per l'estensione del diritto di prelazione agli interessi, solo gli art. 2788 e 2855 c.c. sui crediti pignoratizi ed ipotecari, e non anche l'art. 2749 in tema di crediti privilegiati. è, al riguardo, manifestamente infondata la questione di costituzionalità relativa alle norme richiamate con riferimento agli interessi su crediti vantati dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, atteso che la Corte cost., nel dichiararne la illegittimità con riferimento esclusivo agli interessi dovuti sui crediti dei lavoratori dipendenti nelle varie procedura concorsuali (sentenze n. 300 del 1986, n. 204 del 1989, n. 408 del 1989, n. 567 del 1989), ne ha escluso la incostituzionalità con riferimento ad altri soggetti (ordinanze n. 27 del 1989 e n. 226 del 1989), sul presupposto che il regime degli interessi così come disegnato dal combinato disposto delle norme del codice civile e della legge fallimentare sopra richiamate fosse incompatibile soltanto in relazione all'esigenza di protezione dei lavoratori di cui all'art. 38 Cost. (Nell'affermare il principio di diritto che precede, la S.C. ha, ancora, precisato che l'interesse pubblico alla sussistenza di regolari fonti di finanziamento per l'Inps poteva ritenersi connesso solo mediatamente e strumentalmente con l'interesse dei lavoratori alla fruizione del trattamento previdenziale ed assistenziale).

Cassazione civile sez. I  29 marzo 1999 n. 2997  

 

Gli interessi sui crediti ipotecari o pignoratizi, per gli importi corrispondenti alla differenza fra il tasso convenzionale ed il tasso legale, non possono trovare collocazione chirografaria per il periodo successivo alla dichiarazione di fallimento.

Tribunale Torino  15 dicembre 1997



 
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