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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2789 codice civile: Rivendicazione della cosa da parte del creditore pignoratizio

Il creditore che ha perduto il possesso della cosa ricevuta in pegno, oltre le azioni a difesa del possesso, può anche esercitare l’azione di rivendicazione, se questa spetta al costituente (1).


Commento

Creditore pignoratizio: [v. 2748]; Possesso: [v. Libro III, Titolo VIII]; Azioni a difesa del possesso: [v. Libro III, Titolo VIII, Capo III].

 

Azione di rivendicazione: azione che il proprietario può esercitare contro chiunque possieda o detenga un suo bene, senza titolo, per ottenere una sentenza che accerti chi sia il proprietario del bene e condanni chi lo possiede alla restituzione.

 

Costituente: debitore concedente il pegno.

 

(1) Le azioni possessorie, ossia l’azione di manutenzione [v. 1170] e quella di reintegrazione [v. 1168-1169] spettano al creditore pignoratizio; l’azione di rivendicazione spetta allo stesso soltanto se può essere esercitata dal concedente. Pertanto, il creditore non può avvalersi dell’azione di rivendicazione quando: a) sia stato lo stesso concedente che abbia alienato al terzo il bene pignorato; b) il debitore concedente abbia acquistato il bene oggetto di pegno a non domino ed in mala fede, perché in tal caso egli non ne ha acquistato la proprietà.

 

L’articolo si fonda sull’esigenza di provvedere alla tutela del creditore pignoratizio che perda il possesso del bene pignorato. Egli potrà quindi esercitare, oltre all’azione contrattuale rispetto al concedente che si sia reimpossessato del bene, anche l’azione possessoria e petitoria.

 



 
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