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Art. 2791 codice civile: Pegno di cosa fruttifera

Se è data in pegno una cosa fruttifera, il creditore, salvo patto contrario, ha la facoltà di fare suoi i frutti (1), imputandoli prima alle spese e agli interessi e poi al capitale.


Commento

Frutti: [v. 820]; Creditore pignoratizio: [v. 2748]; Interessi: [v. 2788].

 

Cosa fruttifera: cosa idonea a produrre frutti naturali o civili [v. 820].

 

Facoltà: situazioni giuridiche soggettive attive; non sono dotate di autonomia ma costituiscono uno dei contenuti o rappresentano espressioni di una situazione soggettiva attiva principale o complessa (diritto reale, potestà).

 

(1) Per «far propri i frutti», il creditore dovrà procedere alla vendita degli stessi secondo le modalità di cui agli artt. 2796-2797; potrà, tuttavia, appropriarsene direttamente quando il valore degli stessi sia stato precedentemente stimato.

 

La norma trova applicazione anche se il bene diventa fruttifero dopo la costituzione del pegno.


Giurisprudenza annotata

Pegno su cosa fruttifera

In materia di pegno irregolare di denaro, la circostanza che il creditore, avendo acquisito la disponibilità del denaro, si trovi a godere degli interessi, fa sì che il ricavato debba essere imputato a deconto prima delle spese, poi degli interessi e poi del capitale dovuti dal debitore (come si argomenta dall'art. 2791 c.c.), ma non sospende automaticamente il corso degli interessi sul debito garantito, il cui tasso, peraltro, non necessariamente corrisponde a quello degli interessi che maturano sulle somme date in pegno.

Cassazione civile sez. I  15 febbraio 2008 n. 3794  



 
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