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Art. 2795 codice civile: Vendita anticipata

Se la cosa data in pegno si deteriora in modo da far temere che essa divenga insufficiente alla sicurezza del creditore, questi, previo avviso a colui che ha costituito il pegno, può chiedere al giudice l’autorizzazione a vendere la cosa.

Con il provvedimento che autorizza la vendita il giudice dispone anche circa il deposito del prezzo a garanzia del credito. Il costituente può evitare la vendita e farsi restituire il pegno, offrendo altra garanzia reale che il giudice riconosca idonea (1).

Il costituente può del pari, in caso di deterioramento o di diminuzione di valore della cosa data in pegno, domandare al giudice l’autorizzazione a venderla oppure chiedere la restituzione del pegno, offrendo altra garanzia reale che il giudice riconosca idonea.

Il costituente può chiedere al giudice l’autorizzazione a vendere la cosa, qualora si presenti un’occasione favorevole. Con il provvedimento di autorizzazione il giudice dispone le condizioni della vendita e il deposito del prezzo (2).


Commento

Creditore pignoratizio: [v. 2748]; (Perdita o) deterioramento: [v. 2790].

 

Provvedimento di autorizzazione alla vendita: provvedimento cautelare, cioè di tutela anticipata del diritto di credito.

 

Garanzia reale: mezzo diretto a rafforzare la possibilità di soddisfacimento del creditore e si attua creando a favore di quest’ultimo (escludendo il concorso degli altri creditori) un vincolo su alcuni beni del debitore [v. 2784, 2808, 2745].

 

(1) La norma prevede la possibilità per il creditore pignoratizio di chiedere al giudice l’autorizzazione a vendere la cosa, oggetto del pegno, se questa è divenuta insufficiente alla soddisfazione del creditore.

 

(2) Facoltà analoga, quella di richiedere, cioè, la vendita anticipata, è riconosciuta anche al costituente (e non al debitore in quanto tale) ed anche nell’ipotesi in cui la vendita appaia opportuna prevedendosi un possibile ribasso del valore di mercato del bene pignorato.

 

Con la norma si appresta una tutela cautelare al creditore pignoratizio, in caso di insicurezza relativa alla soddisfazione del credito.


Giurisprudenza annotata

Vendita anticipata

Il creditore pignoratizio delle azioni - ancorché, ai sensi dell'art. 2352 c.c., a lui competa, in luogo del socio suo debitore, il diritto di voto (anche) nelle deliberazioni concernenti il cambiamento dell'oggetto o del tipo di società o il trasferimento della sede sociale all'estero - non è legittimato ad esercitare il diritto di recesso di cui all'art. 2437 c.c., configurandosi questo come atto di disposizione in ordine alla partecipazione sociale, di esclusiva spettanza del socio, ed essendo d'altra parte la tutela del creditore pignoratizio affidata, in presenza di una diminuzione del valore delle azioni conseguente a quei deliberati mutamenti societari, all'istituto della vendita anticipata ex art. 2795 c.c.

Cassazione civile sez. I  12 luglio 2002 n. 10144  



 
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