codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 2803 codice civile: Riscossione del credito dato in pegno

Il creditore pignoratizio è tenuto a riscuotere, alla scadenza, il credito ricevuto in pegno e, se questo ha per oggetto danaro o altre cose fungibili, deve, a richiesta del debitore, effettuarne il deposito nel luogo stabilito d’accordo o altrimenti determinato dall’autorità giudiziaria. Se il credito garantito è scaduto, il creditore può ritenere del danaro ricevuto quanto basta per il soddisfacimento delle sue ragioni e restituire il residuo al costituente o, se si tratta di cose diverse dal danaro, può farle vendere o chiederne l’assegnazione secondo le norme degli articoli 2797 e 2798 (1).


Commento

Deposito: [v. 1766].

 

Cosa fungibile: è quella che può essere sostituita con altre [v. Libro III, Titolo I].

 

Residuo: ciò che rimane in seguito al soddisfacimento del creditore.

 

(1) Se il credito garantito non è ancora scaduto, il creditore pignoratizio adempie l’obbligo di riscossione del credito ricevuto in pegno e scaduto, instaurando un giudizio di cognizione o di esecuzione, e depositandone poi, l’oggetto a richiesta del debitore. Se, invece, il credito pignoratizio è scaduto, il creditore pignoratizio può trattenere per sé, sul credito dato in garanzia e riscosso, la somma su cui soddisfarsi, se si tratta di denaro; oppure se si tratta di cose diverse, può farla vendere o chiederne l’assegnazione ex artt. 2797-2798.

 


Giurisprudenza annotata

Pegno

Il patto che preveda la facoltà del creditore pignoratizio di provvedere autonomamente alla riscossione dei titoli concessi in pegno alla scadenza e di impiegare gli importi riscossi nell'acquisto di altrettanti titoli della stessa natura, e così di seguito a ogni successiva scadenza dei titoli provenienti dal rinnovo o dai rinnovi, con l'avvertenza che gli importi riscossi e i titoli con essi acquistati restino soggetti all'originario vincolo di pegno, è incompatibile con il pegno irregolare, in quanto la riscossione dei titoli alla scadenza (e non la vendita degli stessi in qualsiasi momento) e l'acquisto di titoli della stessa natura rendono evidente la mera surrogazione dell'oggetto di un pegno regolare e non l'attribuzione alla banca della facoltà di disporre dei titoli. Né ad escludere tale natura è idonea l'inclusione dei titoli in un certificato cumulativo, atteso che la dematerializzazione, pur superando la fisicità del titolo, non è incompatibile con il pegno regolare, consentendone forme di consegna e di trasferimento virtuali, attraverso meccanismi alternativi di scritturazione, senza la movimentazione e senza neppure la creazione del supporto cartaceo. Cassa con rinvio, App. Bologna, 01/06/2007

Cassazione civile sez. I  17 febbraio 2014 n. 3674  

 

Il pegno di credito all'acquisto e alla consegna di titoli non ancora emessi ha natura di pegno di credito futuro, che fino a quando non si verifica la consegna ha effetti obbligatori e non attribuisce prelazione, che sorge solo dopo la specificazione o la consegna. A differenza del pegno di credito alla consegna di denaro o di altra cosa fungibile (art. 2803 c.c.) già esistenti al momento della convenzione, i titoli di Stato, in regime di materializzazione, non sono ancora esistenti fino a quando non viene formato il documento che li incorpora e pertanto, fino a che non viene effettuata l'individuazione non può sussistere la prelazione.

Cassazione civile sez. un.  02 ottobre 2012 n. 16725  

 

Mentre nel caso di pegno irregolare il creditore pignoratizio diventa proprietario della "res" costituita in pegno, ed ha l'obbligo di restituire solo il "tantundem", sicché in caso di inadempimento può compensare il proprio debito restitutorio col credito insoddisfatto, nel caso di pegno regolare di crediti il creditore pignoratizio non diventa proprietario del credito, ma può soltanto riscuoterlo e versare al debitore l'eventuale eccedenza. Ne consegne che, nel caso di pegno regolare di titoli di credito, il pagamento effettuato dal terzo al debitore pignoratizio ha natura solutoria, ed è soggetto all'azione revocatoria fallimentare, ex art. 67 comma 2 r.d. 16 marzo 1942 n. 267. Per stabilire se la costituzione in pegno di denaro o di un titolo di credito abbia natura regolare o irregolare, occorre distinguere: se il denaro o i titoli non sono stati individuati al momento della consegna, ovvero, nonostante la loro individuazione, si è espressamente conferito al creditore pignoratizio il potere di disporne, il pegno ha natura irregolare; se, per contro, il denaro o i titoli sono stati individuati, e senza conferire al creditore pignoratizio la facoltà di disporne il pegno ha natura regolare. Il pegno regolare o irregolare di titoli di credito, qualora il credito garantito ecceda la somma di euro 2, 58, esige "ad substantiam" la forma scritta avente data certa, la quale va provata nei modi previsti dall'art. 2704 c.c. La banca la quale ha emesso un certificato di deposito, costituito in pegno regolare a garanzia di un credito della banca stessa nei confronti del portatore del titolo, nel caso di inadempimento del debitore ha due possibilità: o compensare direttamente il proprio debito cartolare con il credito costituito in pegno; ovvero incassare il titolo costituito in pegno, in virtù del mandato a riscuotere conferitole unitamente alla costituzione della garanzia. In questo secondo caso, però, il pagamento non ha causa compensativa, ma solutoria, ed è quindi soggetto all'azione revocatoria. L'estinzione del credito per compensazione avviene non già per effetto di un atto di volontà, ma discende "ope legis" dal verificarsi dei presupposti legali (coesistenza di reciproci debiti e crediti). Ne consegue che non l'effetto estintivo della compensazione è assoggettabile "ex se" a revocatoria fallimentare, ma soltanto l'atto negoziale che ha prodotto l'effetto compensativo.

Tribunale Cassino  04 luglio 2002

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti