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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2814 codice civile: Ipoteca sull’usufrutto e sulla nuda proprietà

Le ipoteche costituite sull’usufrutto si estinguono col cessare di questo. Tuttavia, se la cessazione si verifica per rinunzia o per abuso da parte dell’usufruttuario ovvero per acquisto della nuda proprietà da parte del medesimo, l’ipoteca perdura fino a che non si verifichi l’evento che avrebbe altrimenti prodotto l’estinzione dell’usufrutto (1).

Se la nuda proprietà è gravata da ipoteca, questa, avvenendo l’estinzione dell’usufrutto, si estende alla piena proprietà. Ma nei casi in cui, secondo la disposizione del comma precedente, perdura l’ipoteca costituita sull’usufrutto, l’estensione non pregiudica il credito garantito con l’ipoteca stessa (2).


Commento

Usufrutto: diritto reale di godimento su cosa altrui (cd. ius in re aliena) [v. Libro III, Titolo II] consistente nel diritto di godere della cosa altrui traendo da essa tutte le utilità che può dare compresi i frutti che essa produce, con l’obbligo di non mutarne la destinazione economica [v. 981] e di restituirla al termine [v. 979].

 

Nuda proprietà: diritto di proprietà svuotato di una parte del suo contenuto, ossia del godimento effettivo del bene, che fa capo ad un altro soggetto (usufruttuario).

 

(1) L’ipoteca si estingue, quindi, per cessazione dell’usufrutto a seguito di morte dell’usufruttuario, scadenza del termine convenzionale, prescrizione estintiva [v. 2934] dell’usufrutto, avverarsi della condizione risolutiva [v. 1353], ma non anche nel caso di cessazione dell’usufrutto per rinunzia o abuso dell’usufruttuario o per acquisto della nuda proprietà da parte dello stesso.

 

(2) Nel caso di contemporanea insistenza di diverse ipoteche, l’una sulla nuda proprietà, l’altra sull’usufrutto, il titolare dell’ipoteca sulla nuda proprietà può espropriare l’intero bene, detraendo dalla somma ricavata quella corrispondente al valore dell’usufrutto; non è però ammesso l’inverso.

 


Giurisprudenza annotata

Litisconsortio

Il litisconsorzio necessario ricorre, oltre che per motivi processuali e nei casi espressamente previsti dalla legge, quando la situazione sostanziale plurisoggettiva dedotta in giudizio debba essere necessariamente decisa in maniera unitaria nei confronti di ogni soggetto che ne sia partecipe, onde non privare la decisione dell'utilità connessa con l'esperimento dell'azione proposta, come nella ipotesi in cui la domanda tenda all'adempimento di una prestazione inscindibile. (Sulla base di questo principio, la S.C. ha ritenuto, nel caso in esame, che non sussista una ipotesi di litisconsorzio necessario tra il nudo proprietario e l'usufruttuario, qualora uno di questi agisca nei confronti del terzo per far valere l'inefficacia di una ipoteca iscritta sull'immobile sul quale vantano i rispettivi diritti).

Cassazione civile sez. III  06 agosto 2002 n. 11765  



 
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