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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2817 codice civile: Persone a cui compete.

Hanno ipoteca legale:

1) l’alienante sopra gli immobili alienati per lo adempimento degli obblighi che derivano dall’atto di alienazione (1);

2) i coeredi, i soci e altri condividenti per il pagamento dei conguagli sopra gli immobili assegnati ai condividenti ai quali incombe tale obbligo (2);

3) lo Stato sopra i beni dell’imputato e della persona civilmente responsabile, secondo le disposizioni del codice penale e del codice di procedura penale (3) (4).


Commento

Ipoteca legale: [v. 2808]; Coeredi: [v. 713]; Conguagli: [v. 723, 728].

 

Imputato: colui al quale è contestata la commissione di un reato.

 

Civilmente responsabile (responsabile civile): parte privata, convenuta nel processo penale allorché ricorrano ipotesi di responsabilità civile indiretta, per fatto altrui [v. 2047] derivante da un fatto costituente reato. Il (—) è, quindi, un coobbligato solidale [v. 1292] al risarcimento del danno [v. 1223] insieme all’autore del reato.

 

(1) Il credito garantito attiene all’atto di alienazione in senso lato, escludendo la vendita di cosa altrui [v. 1478] o di cosa futura [v. 1472]. L’ipoteca legale copre tutti i crediti legati all’atto di alienazione. Sono inoltre esclusi dal concetto di alienazione i conferimenti immobiliari relativi a contratti associativi, la vendita alternativa, [v. 1285] e la vendita con patto di riservato dominio [v. 1523].

 

(2) È riconosciuta ipoteca legale, inoltre, a tutela del credito del coerede che abbia ricevuto beni ipotecabili più un conguaglio in denaro. Oggetto dell’ipoteca è l’immobile attribuito al coerede tenuto al conguaglio.

 

(3) Si ritiene che per l’iscrizione dell’ipoteca sui beni dell’imputato non sia necessaria la costituzione di parte civile del danneggiato dal reato.

 

(4) Tale ultimo numero deve ritenersi abrogato ex art. 218, d.lgs. 28-7-1989, n. 271 (Norme di coordinamento del nuovo codice di procedura penale).

 


Giurisprudenza annotata

Fallimento

L'iscrizione di ipoteca ai sensi dell'art. 77 d.P.R. n. 602 del 1973 sugli immobili del debitore e dei coobbligati al pagamento dell'imposta, non è riconducibile all'ipoteca legale prevista dall'art. 2817 c.c., né è a essa assimilabile, mancando un preesistente atto negoziale, il cui adempimento il legislatore abbia inteso garantire. Essa, peraltro, neppure può accostarsi all'ipoteca giudiziale, prevista dall'art. 2818 c.c. con lo scopo di rafforzare l'adempimento di una generica obbligazione pecuniaria e avente titolo in un provvedimento del giudice, in quanto quella in esame si fonda su di un provvedimento amministrativo. Deriva da quanto precede, pertanto, che, non rientrando nel disposto dell'art. 67, comma 1, n. 4, l. fall., l'ipoteca in questione non è suscettibile di revocatoria fallimentare, limitata a quelle volontarie e giudiziali.

Cassazione civile sez. I  03 aprile 2014 n. 7867  

 

L'ipoteca di cui all'art. 77 d.P.R. 602/73 difetta dei caratteri propri dell'ipoteca prevista dall'art. 2817 c.c. ed è, invece, assimilabile all'ipoteca giudiziale (art. 2818 c.c.) con conseguente revocabilità della stessa ai sensi dell'art. 67 comma 1 l.f.

Tribunale Milano sez. II  13 maggio 2012 n. 3050  

 

 

Esattore ed esazioni

L'iscrizione di ipoteca ai sensi dell'art. 77 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602 sugli immobili del debitore e dei coobbligati al pagamento dell'imposta, non è riconducibile all' ipoteca legale prevista dall'art. 2817 c.c., né è ad essa assimilabile, mancando un preesistente atto negoziale, il cui adempimento il legislatore abbia inteso garantire; essa, peraltro, neppure può accostarsi all'ipoteca giudiziale, prevista dall'art. 2818 c.c. con lo scopo di rafforzare l'adempimento di una generica obbligazione pecuniaria ed avente titolo in un provvedimento del giudice, in quanto quella in esame si fonda su di un provvedimento amministrativo. Ne deriva che, non rientrando nel disposto dell'art. 67, comma 1, n. 4, legge fall., l'ipoteca in questione non è suscettibile di revocatoria fallimentare, limitata a quelle volontarie e giudiziali

Cassazione civile sez. I  01 marzo 2012 n. 3232  

 

 

Corte dei conti

Non può essere accolta l'istanza di convalida del sequestro conservativo quando il credito della p.a. nei confronti di un proprio dipendente è già giudizialmente accertato e consacrato in un titolo esecutivo, essendo tale credito già assistito dall'ipoteca legale e giudiziale (art. 2817 n. 4 e 2418 c.c.) ed essendo i beni del debitore già sottoposti ad esecuzione forzata.

Corte Conti sez. II  27 gennaio 1986 n. 14  

 

 

Vendita

Il promissario acquirente non può sospendere il pagamento del prezzo ex art. 1482 c.c., quando l'esistenza della garanzia reale che grava sulla cosa promessa in vendita è a lui nota e, comunque, quando la garanzia si riferisce al debito del promittente venditore per la restituzione del mutuo ipotecario ottenuto per la costruzione del fabbricato oggetto del preliminare di vendita, che il promissario acquirente si è accollato a titolo di parziale corrispettivo. In questa ipotesi, infatti, la cosa non risulta gravata - con potenziale incidenza sugli effetti del preliminare - dalla garanzia per un debito del promittente venditore o di altri soggetti, bensì dalla garanzia per un debito proprio dell'aspirante compratore accollatario, sicché, nei rapporti tra quest'ultimo ed il promittente venditore, essa assolve alla stessa funzione cui corrisponde l'ipoteca legale prevista dall'art. 2817 c.c.

Cassazione civile sez. II  29 maggio 1982 n. 3325  

 

 

Ipoteca

Il conservatore dei registri immobiliari, nel trascrivere una sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c. deve iscrivere d'ufficio l'ipoteca legale che spetta all'alienante ex art. 2817 n. 1 e 2834 c.c. allorché non risulti l'avvenuto integrale pagamento del prezzo dell'immobile trasferito. Se nel contratto preliminare di compravendita, che ha dato luogo al giudizio, era stata prevista la rinuncia all'ipoteca legale, tale clausola non si estende necessariamente alla sentenza (nella specie il giudice non si era pronunciato espressamente sul punto, in carenza di specifica domanda delle parti).

Tribunale Bergamo  29 aprile 1982

 

In caso di mancato pagamento del prezzo da parte del compratore, l'iscrizione d'ipoteca (sull'immobile alienato) a favore del venditore, attribuendo a costui il diritto di espropriare detto bene e di soddisfarsi preferenzialmente sul prezzo ricavato dalla vendita forzata, non comporta, di per se stessa, la perdita, da parte del venditore medesimo, del potere di chiedere la risoluzione per inadempimento del contratto di compravendita, avendo tale rimedio carattere alternativo, e non esclusivo, rispetto a quello dell'adempimento coattivo.

Cassazione civile sez. III  18 giugno 1980 n. 3866  



 
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