codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 2826 codice civile: Indicazione dell’immobile ipotecato

Nell’atto di concessione dell’ipoteca l’immobile deve essere specificamente designato con l’indicazione della sua natura, del comune in cui si trova, nonché dei dati di identificazione catastale; per i fabbricati in corso di costruzione devono essere indicati i dati di identificazione catastale del terreno su cui insistono.

 


Commento

Identificazione catastale: descrizione dei beni immobili quale risulta dalla indicazione contenuta negli archivi del catasto.

 

L’articolo è un rafforzamento del principio di specialità, volto ad impedire il formarsi di ipoteche su tutti i beni del debitore [v. 2809] (cd. ipoteca generale).

 


Giurisprudenza annotata

Indicazione dell'immobile ipotecato

L'errore contenuto nell'atto di pignoramento sugli elementi identificativi del bene pignorato non è causa di nullità del pignoramento, tranne nel caso in cui comporti incertezza assoluta sul bene stesso. Dichiara inammissibile, Trib. Lecco, 11/10/2011

Cassazione civile sez. VI  31 gennaio 2014 n. 2110  

 

Il contratto che non identifica l'oggetto neppure con il ricorso a terzi, né si desume essere identificato solo nel genere, è nullo per indeterminatezza dell'oggetto.

Tribunale Lamezia Terme  22 luglio 2009

 

Qualora con sentenza sia accertata l'usucapione di un immobile, l'omessa indicazione dei dati catastali nel dispositivo o nella motivazione non si risolve in un vizio della pronuncia per indeterminatezza dell'oggetto, ove dalla stessa risultino certe l'individuazione e la consistenza del bene, atteso che l'identificazione catastale è richiesta al fine di consentire la trascrizione che non ha alcuna efficacia sostanziale, adempiendo alla limitata funzione di rendere l'atto opponibile ai terzi in caso di conflitto tra più acquirenti del medesimo immobile.

Cassazione civile sez. II  11 agosto 2005 n. 16853  

 

All'iscrizione di ipoteca su un edificio in costruzione non può opporsi la precedente trascrizione del contratto di permuta di cosa presente con cosa futura: infatti tale trascrizione non ha efficacia prenotativa e non produce il retroagire del trasferimento della proprietà, che si realizza solo al momento dell'ultimazione dell'opera nei suoi elementi essenziali.

Tribunale Ivrea  09 giugno 2003

 

Va affermata la possibilità di iscrizione ipotecaria su di un fabbricato in corso di costruzione ai sensi degli art. 2825 bis e 2826 c.c. In ogni caso, va tenuto conto non solo della norma generale dell'art. 2823 c.c., secondo cui l'ipoteca su cosa futura può essere validamente iscritta solo quando la cosa è venuta a esistenza, ma anche della norma speciale di cui all'art. 2811 c.c., dettata in tema di accessione, che prevede che l'ipoteca si estende alle altre accessioni dell'immobile ipotecato, con la conseguenza che la valida iscrizione dell'ipoteca sul terreno comporta la successiva estensione anche al fabbricato sopra costruito, ex art. 934 c.c.

Tribunale Ivrea  09 giugno 2003

 

Il requisito della determinatezza o determinabilità dell'oggetto di un contratto preliminare relativo a bene immobile non postula la necessaria indicazione dei numeri del catasto o delle mappe censuarie e di tre almeno dei suoi confini - che sono indicazioni rilevanti ai fini della trascrizione (art. 2659 n. 4 e 2826 c.c.) - quando, pur in mancanza delle dette indicazioni, l'oggetto del contratto può essere determinato in base alle altre clausole del contratto medesimo.

Cassazione civile sez. II  22 giugno 1995 n. 7079  

 

L'indicazione dei confini dell'immobile compravenduto e del Comune nel cui territorio questo si trova, benché richiesta per la trascrizione (art. 2826 c.c. richiamato dall'art. 2659 dello stesso codice), assume nella compravendita, solo la funzione di elemento (o mezzo) di identificazione del bene e deve perciò considerarsi non essenziale (anche se, comunque, opportuna) quando tale bene sia in altro modo con certezza indicato e non vi sia conseguentemente alcuna incertezza sull'oggetto del contratto.

Cassazione civile sez. II  03 settembre 1994 n. 7647  

 

La disposizione dettata in tema di iscrizione ipotecaria dell'art. 2826 c.c. anteriormente alla modifica introdotta dall'art. 13 l. 27 febbraio 1985 n. 52, ed il richiamo che in tema di trascrizione vi fa l'art. 2659 c.c. in virtù dei quali per l'individuazione dell'immobile oggetto dell'atto era necessaria la specificazione di almeno tre dei suoi confini, non esprimono un principio di ordine generale applicabile ogniqualvolta sia necessario procedere all'identificazione di un immobile, ma solo un criterio limitato a quelle fattispecie normative.

Cassazione civile sez. II  16 febbraio 1994 n. 1508  

 

La disposizione dettata in tema di iscrizione ipotecaria dall'art. 2826 c.c. (anteriormente alla modifica introdotta dall'art. 13 l. 27 febbraio 1985, n. 52) ed il richiamo che in tema di trascrizione vi fa l'art. 2659 c.c., in virtù dei quali per l'individuazione dell'immobile oggetto dell'atto era necessaria la specificazione di almeno tre dei suoi confini, non esprimono un principio d'ordine generale applicabile ogni qualvolta sia necessario procedere alla identificazione d'un immobile, ma solo un criterio limitato a quelle fattispecie normative.

Cassazione civile sez. II  19 maggio 1990 n. 4529  

 

Il requisito della determinatezza o determinabilità dell'oggetto di un preliminare di vendita di immobile non postula la specificazione di almeno tre dei suoi confini, trattandosi di indicazione rilevante ai fini della trascrizione (art. 2659 n. 4 e 2826 c.c.), ma non indispensabile per la sicura identificazione del bene, evincibile anche da altri dati.

Cassazione civile sez. III  03 settembre 1985 n. 4588  

 

L'indicazione nell'atto di trasferimento dei confini dell'immobile compravenduto, mentre è prescritta dalla legge solo agli effetti della trascrizione, ed a tal fine è valida e sufficiente (ai sensi degli art. 2826 e 2665 c.c.) anche se incompleta, per gli effetti negoziali e per ogni altro effetto è necessaria unicamente quale mezzo di identificazione dell'immobile stesso, in relazione all'esigenza (ex art. 1346 c.c.) di determinazione o determinabilità dell'oggetto del contratto con la conseguenza che tale esigenza può essere alternativamente soddisfatta anche in diverso modo purché in concreto idoneo, come nel caso di edificio avente propria inequivoca identità strutturale e funzionale, e come tale contrattato nella sua integrità, con la sua specifica correlativa indicazione nell'atto di trasferimento.

Cassazione civile sez. II  10 febbraio 1984 n. 1031  

 

Il requisito della determinatezza o determinabilità dell'oggetto di un preliminare di vendita di immobile non postula la specificazione di almeno tre dei suoi confini, trattandosi di indicazione rilevante ai fini della trascrizione (art. 2659 n. 4 e 2826 c.c.), ma non indispensabile per la sicura identificazione del bene, evincibile anche da altri dati (nella specie, trattandosi di un appartamento, dalla indicazione del piano e del numero interno).

Cassazione civile sez. II  06 giugno 1983 n. 3856  

 

Nei contratti di vendita immobiliare, come in quelli costitutivi di un diritto di usufrutto su un immobile, l'indicazione dei dati catastali non può essere ritenuta senz'altro espressione della volontà delle parti circa l'estensione ed i limiti del bene oggetto del negozio, ma anzi, nel caso di mancata coincidenza tra i confini indicati e i dati catastali riportati, deve essere data preminenza ai primi, a nulla rilevando la norma dell'art. 2826 c.c. - la quale prevede gli elementi necessari per la specifica designazione dell'immobile da assoggettare ad ipoteca poiché essa non conferisce ai numeri del catasto e alle mappe censuarie un'efficacia sostanzialmente diversa da quella riconosciuta ai dati catastali in altre disposizioni del codice.

Cassazione civile sez. II  12 aprile 1983 n. 2583  

 

L'art. 2826 c.c. - che prevede gli elementi necessari per la specifica designazione dell'immobile da assoggettare ad ipoteca e che è richiamato dall'art. 2659 c.c. in tema di nota di trascrizione, - non contiene un principio di ordine generale applicabile tutte le volte in cui sia necessario procedere all'identificazione di un immobile (nella specie, quello relativamente al quale il proprietario domandava la cessazione della proroga legale della locazione, della sua estensione e della sua ubicazione), bensì un criterio limitato a quella fattispecie.

Cassazione civile sez. lav.  14 luglio 1981 n. 4613  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti