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Art. 283 codice civile

ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 10 DICEMBRE 2012, N. 219


Giurisprudenza annotata

Filiazione

Presupposto necessario della legittimazione del figlio naturale per susseguente matrimonio dei genitori è l'avvenuto riconoscimento del figlio stesso, da parte di entrambi i genitori, nelle forme di cui all'art. 254 c.c. o nell'atto di matrimonio (salva la dichiarazione giudiziale di paternità o maternità). Difettando tale presupposto il figlio resta tale soltanto per il genitore che lo ha riconosciuto, con la conseguenza che il successivo matrimonio di questi non comporta l'inammissibilità, ai sensi dell'art. 253 c.c., dell'azione promossa dal figlio stesso nei confronti di un terzo al fine di ottenere la declaratoria di filiazione naturale.

Cassazione civile sez. I  09 aprile 1992 n. 4351  

 

L'accoglimento della domanda, proposta dalla madre, di legittimare il proprio figlio naturale previamente riconosciuto da entrambi i genitori e portante per ciò il cognome paterno, non comporta per il giudice, che la legittimazione ha concesso, l'obbligo di provvedere anche sul cognome, dal momento che la perdita del cognome paterno e l'assunzione di quello materno è una conseguenza automatica che l'ufficiale dello stato civile trae automaticamente dalla sentenza, sotto il potere di vigilanza della Procura della Repubblica.

Tribunale minorenni Torino  06 novembre 1985

 

 

Matrimonio

Il matrimonio nullo, il quale debba considerarsi contratto in buona fede da almeno uno dei coniugi, in applicazione del principio generale secondo il quale la buona fede si presume fino a prova contraria (principio fissato per il possesso dall'art. 1147 c.c., ma applicabile a tutti i negozi giuridici), spiega gli effetti del matrimonio valido nei confronti, oltre che di detto coniuge, dei figli (art. 128 comma 3 c.c. sul cosiddetto matrimonio putativo). Pertanto, con riguardo a figli naturali riconosciuti e legittimati per susseguente matrimonio, il cui status venga posto in discussione al fine di sostenerne la esclusione da delazione ereditaria, resta irrilevante la deduzione di ragioni di nullità del matrimonio medesimo, quando non si affermi e dimostri la mala fede di entrambi i coniugi, poiché, in difetto di tale allegazione e dimostrazione, l'eventuale nullità del rapporto matrimoniale non è comunque idonea ad escludere gli effetti a norma del citato art. 128 del matrimonio valido in favore dei predetti figli.

Cassazione civile sez. I  23 marzo 1985 n. 2077



 
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