Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 2838 codice civile: Somma per cui l’iscrizione è eseguita

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Se la somma di danaro non è altrimenti determinata negli atti in base ai quali è eseguita l’iscrizione o in atto successivo, essa è determinata dal creditore nella nota per l’iscrizione.

Qualora tra la somma enunciata nell’atto e quella enunciata nella nota vi sia divergenza, l’iscrizione ha efficacia per la somma minore (1).

Commento

Iscrizione: [v. 2808].

 

(1) L'articolo offre un rimedio per ovviare alla indeterminatezza del titolo con riguardo all’ammontare della somma per cui si vuole effettuare l’iscrizione.

 

Il fondamento della norma va rinvenuto nel fine di evitare questioni tra il creditore ed il debitore successivamente alla iscrizione ipotecaria.

Giurisprudenza annotata

Fallimento

Ai fini dell'ammissione al passivo fallimentare, l'istanza di insinuazione del credito tributario assistito da ipoteca ex art. 77 del d.P.R. n. 602 del 1973 deve essere valutata con riferimento agli art. 2808, 2809 e 2838 c.c., concernenti gli effetti dell'iscrizione ipotecaria, e non con riferimento all'art. 2752 c.c., concernente l'ipotesi — del tutto diversa — del credito tributario assistito da privilegio generale mobiliare.

Cassazione civile sez. I  11 ottobre 2012 n. 17378  

 

L'atto costitutivo di ipoteca giudiziale, il quale sia revocabile ex art. 67 n. 4 l. fall., è inopponibile alla massa non soltanto per quanto concerne l'effetto della prelazione ipotecaria, ma anche quando esso sia invocato a fondamento del credito di rimborso delle spese di iscrizione. L'esclusione di tale credito può essere effettuata dal giudice delegato in sede di verifica dei crediti, anche se il creditore ne abbia chiesto l'insinuazione soltanto in via chirografaria.

Cassazione civile sez. I  17 giugno 1994 n. 5875  

 

 

Ipoteca

In tema di riduzione d'ipoteca giudiziale, l'apprezzamento del giudice del merito in ordine alla congruità della somma indicata dal creditore a norma dell'art. 2838 c.c. non è censurabile in Cassazione, se ispirato ad esatti criteri giuridici ed immune da vizi di motivazione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, nel valutare la congruità della somma per cui era stata presa ipoteca a seguito di sentenza di condanna generica al risarcimento dei danni, aveva preso in considerazione la liquidazione del danno emergente dalla successiva sentenza di primo grado sul quantum e la rivalutazione spettante al creditore su detta liquidazione).

Cassazione civile sez. I  27 luglio 1994 n. 7025  

 

L'iscrizione ipotecaria in base alla sentenza attributiva dell'assegno di divorzio, che l'art. 8 comma 2 della l. 1 dicembre 1970 n. 898, prevede senza indicare alcun criterio per la determinazione della somma per cui può essere presa, può essere fatta per la somma indicata dal creditore (art. 2838 c.c.), con la possibilità per il debitore di chiederne la riduzione con ricorso al giudice, il quale non gode di discrezionalità piena, ma deve applicare criteri che facciano riferimento ad elementi obiettivi, quali le tabelle previste dal r.d. 9 ottobre 1922 n. 1403 per la costituzione delle rendite vitalizie immediate. La prelazione così precostituita dal creditore dell'assegno può essere fatta valere solo nei limiti delle rate scadute e non pagate e non incide sulla disponibilità del bene ipotecato e sulla capacità di essere garanzia di future obbligazioni, restando anzi soggetta alla riduzione ai sensi del comma 2 dell'art. 2873 c.c. dopo l'estinzione di un quinto della somma capitalizzata.

Cassazione civile sez. I  29 gennaio 1980 n. 679  



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