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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2839 codice civile: Formalità per l’iscrizione dell’ipoteca

Per eseguire l’iscrizione deve presentarsi il titolo costitutivo insieme con una nota sottoscritta dal richiedente in doppio originale (1).

La nota deve indicare:

1) il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita e il numero di codice fiscale del creditore, del debitore e dell’eventuale terzo datore di ipoteca; la denominazione o la ragione sociale, la sede e il numero di codice fiscale delle persone giuridiche, delle società previste dai capi II, III e IV del titolo V del libro quinto e delle associazioni non riconosciute, con l’indicazione, per queste ultime e per le società semplici, anche delle generalità delle persone che le rappresentano secondo l’atto costitutivo.

Per le obbligazioni all’ordine o al portatore si devono osservare le norme dell’articolo 2831. Per le obbligazioni all’ordine si deve inoltre esibire il titolo al conservatore, il quale vi annota l’eseguita iscrizione dell’ipoteca. Per le obbligazioni al portatore si deve presentare copia dell’atto di emissione e del piano di ammortamento;

2) il domicilio eletto dal creditore nella circoscrizione del tribunale in cui ha sede l’ufficio dei registri immobiliari (2);

3) il titolo, la sua data e il nome del pubblico ufficiale che lo ha ricevuto o autenticato;

4) l’importo della somma per la quale l’iscrizione è presa;

5) gli interessi e le annualità che il credito produce;

6) il tempo della esigibilità;

7) la natura e la situazione dei beni gravati, con le indicazioni prescritte dall’articolo 2826.


Commento

Iscrizione: [v. 2808]; Ragione sociale: [v. 2292]; Sede: [v. 46]; Associazioni non riconosciute: [v. 36 ss.]; Atto costitutivo: [v. 14]; (Obbligazioni) all’ordine: [v. 2008]; (Obbligazioni) al portatore: [v. 2003]; Ammortamento: [v. 2016]; Domicilio: [v. 43].

 

Titolo costitutivo: è rappresentato dalla legge, nei casi espressamente previsti dal-l’art. 2817 (nell’ipotesi di ipoteca legale); dalla sentenza di condanna al pagamento di una somma o all’adempimento di un’altra obbligazione o al risarcimento dei danni (nell’ipotesi di ipoteca giudiziale); dal contratto o dalla dichiarazione unilaterale di volontà da parte del concedente (nell’ipotesi di ipoteca volontaria).

 

Terzo datore d’ipoteca: colui che concede ipoteca a garanzia del debito di un altro; si tratta di una ipotesi di «responsabilità senza debito».

 

Circoscrizione: indica la sfera di competenza territoriale dei vari uffici giudiziari.

 

Pubblico ufficiale: colui che esercita una funzione legislativa, amministrativa o giudiziaria con o senza rapporto di impiego con lo Stato, temporaneamente o permanentemente (357 c.p.).

 

Esigibilità: possibilità giuridica di pretendere il pagamento del credito.

 

(1) Si ritiene che la mancanza della sottoscrizione della nota comporti la nullità dell’iscrizione.

 

(2) Il domicilio va indicato al fine di compiere le notificazioni. Tale indicazione al pari di quella inerente alla scadenza del debito, non è prescritta a pena di nullità.

 

La norma rappresenta una prescrizione generale in materia di formalità occorrenti ai fini dell’iscrizione ipotecaria ed è diretta ad evitare il pericolo di frodi in danno dei giratari. Tutte le formalità devono essere rispettate a pena di nullità dell’iscrizione ipotecaria.


Giurisprudenza annotata

 

Iscrizione di ipoteca, formalità

In tema di iscrizione di ipoteca e di successiva annotazione della surrogazione, qualora l'adempimento dell'obbligazione sia avvenuto con surrogazione per volontà del debitore, è legittima la sottoscrizione della nota di iscrizione dell'ipoteca da parte del creditore surrogato, potendo essere il richiedente persona diversa dal creditore, ed essendo il richiedente successore nella medesima posizione del creditore originario; l'iscrizione deve peraltro avvenire a favore del creditore originario, quale risultante dal titolo costitutivo presentato, mentre l'annotazione della vicenda surrogatoria a margine dell'iscrizione ipotecaria non può che essere successiva, potendo la trasmissione dell'ipoteca verificarsi solo dopo la sua accensione, che consegue all'iscrizione costitutiva.

Cassazione civile sez. I  25 marzo 2009 n. 7217  

 

In tema di negozi dispositivi dell'ipoteca (presi in considerazione dal comma 1 art. 2843 c.c.) l'annotazione nei registri immobiliari del trasferimento, da farsi a margine dell'iscrizione ipotecaria, ha carattere necessario e, quindi, costitutivo del nuovo rapporto ipotecario dal lato soggettivo, rappresentando un elemento integrativo indispensabile della fattispecie del trasferimento, con l'effetto di sostituire al cedente o surrogante il cessionario o surrogato, non solo nella pretesa di credito (che già opera in ragione del negozio), ma altresì nella prelazione nei confronti dei creditori concorrenti, per cui la mancata annotazione nei confronti dei terzi priva di effetti la trasmissione del vincolo; tuttavia, la regola di efficacia è diversa, avuto riguardo alla distribuzione della somma ricavata dalla esecuzione, non applicandosi anche l'art. 2916 c.c. ma esclusivamente l'art. 2843 c.c., in base al quale viene imposta l'annotazione ai fini identificativi del soggetto cessionario del credito e della garanzia, senza alcuna valenza costitutiva della garanzia in sé, che già è presente ed iscritta; con la conseguenza che tale trasmissione, non determinando alcun pregiudizio per i creditori, è efficace nei confronti di questi ultimi; né sussistono elementi di identità di fattispecie tali da affermare una applicazione, al di fuori della disciplina concorsuale, della più rigorosa norma di cui all'art. 45 l. fall., che non opera distinzioni in seno alle formalità necessarie a rendere opponibili gli atti ai terzi, comprensive dunque non solo di quelle iscrizionali dell'ipoteca, se posteriori al fallimento, ma anche di quelle di annotazione del vincolo in favore di nuovo soggetto.

Cassazione civile sez. I  10 agosto 2007 n. 17644  

 

Sebbene l'ammontare del credito vantato sia di molto superiore, avere iscritto ipoteca su un immobile per un importo limite ed avere «accresciuto» l'oggetto della garanzia ipotecaria su altri cespiti non fa venire meno l'indivisibilità dell'ipoteca e non incide sulla somma per la quale l'iscrizione è presa, con il che l'estensione della nota di iscrizione su altri beni accresce semplicemente l'oggetto della garanzia includendovi altri immobili, oltre a quelli originariamente colpiti. Dunque, le successive iscrizioni ipotecarie eseguite con il deposito in ciascuna Conservatoria dei duplicati della nota originaria non importano alcuna modifica alla somma indicata ex art. 2839, n. 4, c.c.

Tribunale Reggio Emilia sez. I  30 maggio 2005

 

Le agevolazioni tributarie in materia di imposta ipotecaria previste dall'art. 15 d.P.R. n. 601/1973, per te operazioni di credito a medio e lungo termine, non si applicano in relazione alle ipotesi dell'avvenuto rilascio, all'istituto di credito, di cambiati ipotecarie, a garanzia delle restituzioni della somma mutuata, in quanto, per la possibilità di negoziazione e di circolazione dei titoli e la conseguente possibilità, attraverso la girata, di trasferire il diritto di ipoteca su di essi annotato, viene meno ogni collegamento fra la garanzia e l'operazione di finanziamento che il legislatore ha inteso favorire con la disposizione. L' ipoteca annotata sulle cambiati, infatti, come si desume degli art. 2831, comma 2, e 2839, comma 3, c.c., garantisce esclusivamente il diritto che trae origine dal rapporto cartolare, diritto che opera su un piano diverso da quello fondato sul rapporto causate.

Cassazione civile sez. trib.  05 agosto 2002 n. 11684  

 

Le agevolazioni tributarie (nella specie, in materia di imposta ipotecaria) previste dall'art. 15 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 601, per le operazioni di credito a medio e lungo termine non si applicano in relazione all'ipotesi dell'avvenuto rilascio, allo istituto di credito, di cambiali ipotecarie, a garanzia delle restituzioni della somma mutuata, in quanto, per la possibilità di negoziazione e di circolazione dei titoli e la conseguente possibilità, attraverso la girata, di trasferire il diritto di ipoteca su di essi annotato, viene meno ogni collegamento fra la garanzia e l'operazione di finanziamento che il legislatore ha inteso favorire con la disposizione. L'ipoteca annotata sulle cambiali, infatti, come si desume degli art. 2831, comma 2, e 2839, comma 3, c.c., garantisce esclusivamente il diritto che trae origine dal rapporto cartolare, diritto che opera su un piano diverso da quello fondato sul rapporto causale.

Cassazione civile sez. trib.  05 agosto 2002 n. 11684  

 

L'art. 2674 c.c. (nel testo risultante dalla modifica di cui all'art. 5, l. n. 52 del 1985), pur disponendo che il conservatore dei registri immobiliari non possa ricevere note di trascrizione prive delle indicazioni prescritte dagli art. 2659, 2660, 2839 n. 1, 3, 4, 7 c.c., non può essere interpretato nel senso della indiretta estensione, alla nota di trascrizione, della necessità di "indicare l'importo della somma per la quale essa è presa" (prevista dall'art. 2839 n. 4 c.c. per l'iscrizione dell'ipoteca), avendo tale norma il (diverso) significato di imporre al conservatore la ricezione delle sole note (di iscrizione come di trascrizione) che presentino i requisiti per ciascuna di esse rispettivamente prescritti, con la precisazione che, se la mancanza di una previsione specifica, nel senso richiesto dall'art. 2839 n. 4, per la nota di pignoramento trova giustificazione nel fatto che "l'indicazione dell'importo per cui si procede" non sarebbe, in tal caso, in condizione di assolvere ad alcuna utile funzione (essendo il vincolo scaturente dal pignoramento sancito a tutela di tutti i creditori, intervenuti ed interveniendi), risulta di non agevole giustificazione la esclusione di tale disciplina per il sequestro conservativo che, come l'ipoteca, potrebbe necessitare della detta indicazione, una volta che "i limiti di somma entro cui la cautela è stata accordata" concorrano a delimitare l'ambito entro il quale il futuro, eventuale acquisto del terzo debba considerarsi inefficace.

Cassazione civile sez. III  05 agosto 1997 n. 7218  

 

La norma dell'art. 2839 n. 5 c.c. - secondo cui la nota per l'iscrizione dell'ipoteca deve contenere l'indicazione de "gli interessi e le annualità che il credito produce" - si riferisce agli interessi cosiddetti moratori o corrispettivi (art. 1282, 1224 comma 1 c.c.) prodotti dalla somma capitale per la quale la iscrizione è presa, non già agli interessi "compensativi", in quanto questi ultimi costituiscono una componente del danno e non sono prodotti dalla somma rappresentante il credito per "capitale", con la conseguenza che possono essere legittimamente compresi nella somma complessiva indicata dal creditore nella nota medesima (art. 2839 n. 4 c.c.).

Cassazione civile sez. I  27 luglio 1994 n. 7025  

 

La norma dell'art. 2839 n. 5, c.c., secondo cui la nota per l'iscrizione dell'ipoteca deve contenere l'indicazione degli interessi e le annualità che il credito produce si riferisce agli interessi cosiddetti moratori o corrispettivi (art. 1282, 1224, comma 1 c.c.) prodotti dalla somma capitale per la quale l'iscrizione è presa, non già agli interessi "compensativi", in quanto questi ultimi costituiscono una componente del danno e non sono prodotti dalla somma rappresentante il credito per "capitale", con la conseguenza che possono essere legittimamente compresi nella somma complessiva indicata dal creditore nella nota medesima (art. 2839, n. 4 c.c.).

Cassazione civile sez. I  27 luglio 1994 n. 7025  



 
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