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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2840 codice civile: Certificato dell’iscrizione

Eseguita l’iscrizione, il conservatore restituisce al richiedente uno degli originali della nota, certificando, in calce al medesimo, la data e il numero d’ordine dell’iscrizione (1).

I titoli consegnati al conservatore sono custoditi secondo quanto è disposto dall’art. 2664 (2).


Commento

Iscrizione: [v. 2808]; Conservatore: [v. 2658].

 

(1) La restituzione della nota al richiedente va fatta allo scopo di provare l’avvenuta iscrizione. In caso di incongruenza tra nota e iscrizione, prevale l’iscrizione, salvo eventuali responsabilità del conservatore.

 

(2) Il deposito avviene negli archivi immobiliari.


Giurisprudenza annotata

Trascrizioni

La trascrizione nei registri immobiliari è informata al criterio nominativo e le annotazioni sono, conseguentemente, eseguite con riguardo ai soggetti ai quali si riferiscono, da identificarsi con tutti i relativi dati anagrafici, ragion per cui un atto concernente un negozio immobiliare risulta legalmente occulto ai terzi se viene annotato nel conto di un soggetto diverso da quello al quale lo stesso si riferisce. Pertanto, la questione della validità della trascrizione nel caso di un errore sulla persona al quale l'atto è riferito si può, di conseguenza, configurare solo nell'ipotesi in cui l'inesatta indicazione delle sue generalità non abbia importato l'annotazione dell'atto in un conto diverso da quello della persona al quale lo stesso era correlato; al contrario, non può discorrersi di una trascrizione valida nel caso in cui l'atto sia stato annotato, per effetto dell'inesattezza di uno o più dati anagrafici, nel conto di altra persona, giacché, in tal caso, il terzo non è in grado di conoscere, secondo gli ordinari criteri di tenuta dei registri immobiliari e di ricerca della condizione dei beni immobili in relazione al loro regime di circolazione, l'esistenza di tale atto.

Cassazione civile sez. II  07 giugno 2013 n. 14440  

 

 

Prescrizioni e decadenze

La spontaneità del pagamento del debito prescritto e la conseguente impossibilità ex art. 2840 c.c. di ripetizione delle somme versate per tale titolo debbono ritenersi escluse nel caso di previa costituzione in mora da parte del creditore mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto. Conseguentemente non è spontaneo e dà diritto alla ripetizione il pagamento di un obbligazione tributaria prescritta effettuato dal contribuente dopo la notificazione dell'avviso di accertamento e la liquidazione dell'imposta.

Cassazione civile sez. I  08 agosto 1978 n. 3856  



 
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