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Art. 2852 codice civile: Grado dell’ipoteca

L’ipoteca prende grado dal momento della sua iscrizione (1), anche se è iscritta per un credito condizionale (2). La stessa norma si applica per i crediti che possano eventualmente nascere in dipendenza di un rapporto già esistente.


Commento

Ipoteca: [v. 2808]; Iscrizione: [v. 2808].

 

Grado: ordine di preferenza fra varie ipoteche iscritte sullo stesso bene, determinato dal numero d’ordine ottenuto al momento dell’iscrizione.

 

Credito condizionale: si dice di un credito sottoposto a condizione [v. 1353 ss.].

 

(1) La norma prevede, nella sua prima parte, un ordine tra le ipoteche, determinato dalla successione cronologica delle iscrizioni: tale ordine va seguito nel soddisfacimento dei creditori.

 

(2) Oltre alle condizioni sospensive e risolutive, rientrano nell’ambito di applicazione della norma anche le ipotesi di credito sottoposte a condicio iuris, in cui è la legge a far dipendere l’efficacia del negozio da un evento futuro ed incerto.

 


Giurisprudenza annotata

Ipoteca

Deve escludersi la possibilità di un'ipoteca per crediti meramente futuri che non hanno fondamento in un rapporto già in essere, mentre deve ammettersi, a norma dell'art. 2852 cod. civ., la costituzione di ipoteca per crediti eventuali, che possano nascere in dipendenza di un rapporto già esistente, a condizione che il titolo ne individui gli estremi.(Nella specie la S.C. ha ritenuto l'ipoteca validamente concessa, in relazione ad un contratto di mutuo fondiario, a garanzia di tutte le obbligazioni, principali ed accessorie, nascenti dallo stesso contratto, così come l'obbligazione di corrispondere la maggiorazione dovuta per il rischio cambio in riferimento ad obbligazioni in valuta estera). Rigetta, Trib. Terni, 20/09/2007

Cassazione civile sez. III  27 agosto 2014 n. 18325  

 

In tema di credito fondiario e con riguardo alla disciplina dettata dall'art. 3 d.P.R. 21 gennaio 1976 n. 7 (applicabile "ratione temporis"), deve ritenersi, in base ai principi generali ricavabili dall'art. 2852 c.c. (non derogati dalla disciplina suddetta) in tema di ipoteca per crediti condizionali, che l'ipoteca indicata nel comma 1 del citato art. 3 - destinata a garantire un credito futuro, che nascerà a condizione dell'effettiva erogazione della somma mutuata -, ha effetti e prende grado al momento dell'iniziale iscrizione e non già al momento della successiva annotazione nei registri della quietanza relativa all'erogazione della somma mutuata, annotazione che assolve ad una funzione meramente accessoria e servente rispetto all'iscrizione originaria.

Cassazione civile sez. I  24 febbraio 2004 n. 3613  

 

La garanzia ipotecaria, in quanto riferibile soltanto a crediti già esistenti, ovvero a crediti futuri, purché dipendenti da rapporti già esistenti (art. 2852 c.c.), non può essere validamente concessa, in sede di apertura di credito "di firma", con la quale la banca si impegni a prestare fideiussione in favore di terzi che si rendano eventualmente creditori del cliente, al fine di assicurare prelazione al diritto di regresso che la banca acquisirà in caso di rilascio di quella fideiussione e di pagamento di quei terzi, atteso che tale credito di regresso si collega solo in via mediata ed indiretta al contratto in corso al tempo dell'ipoteca medesima, non trovando titolo ed origine causale in detto contratto, e, quindi, non è qualificabile come credito da esso dipendente.

Cassazione civile sez. I  23 marzo 1994 n. 2786  

 

La garanzia ipotecaria, in quanto riferibile soltanto a crediti già esistenti, ovvero a crediti futuri, purché dipendenti da rapporti già esistenti (art. 2852 c.c.), non può essere validamente concessa, in sede di apertura di credito "di firma", con la quale la banca si impegni a prestare fideiussione in favore di terzi che si rendano eventualmente creditori del cliente, al fine di assicurare prelazione al diritto di regresso che la banca stessa acquisirà in caso di rilascio di quella fideiussione e di pagamento di quei terzi, atteso che tale credito di regresso si collega solo in via mediata ed indiretta al contratto in corso al tempo dell'ipoteca medesima, non trovando titolo ed origine causale in detto contratto, e, quindi, non è qualificabile come credito da esso dipendente.

Cassazione civile sez. I  23 marzo 1994 n. 2786  

 

 

Pegno

In tema di pegno a garanzia di crediti, il principio di accessorietà desumibile dall'art. 2784 c.c. comporta la nullità per difetto di causa dell'atto costitutivo della prelazione stipulato in relazione ad un credito non ancora esistente, ma non esclude, in applicazione analogica dell'art. 2852 c.c., l'ammissibilità della costituzione della garanzia a favore di crediti condizionali o che possano eventualmente sorgere in dipendenza di un rapporto già esistente; in quest'ultimo caso, peraltro, è necessaria, ai fini della validità del contratto, la determinazione o la determinabilità del credito, la quale postula l'individuazione non solo dei soggetti del rapporto, ma anche della sua fonte; ferma restando la validità e l'efficacia del contratto inter parte, comunque, la mera determinabilità del rapporto comporta l'inopponibilità del pegno agli altri creditori (ivi compreso il curatore, in caso di fallimento del soggetto che abbia costituito la garanzia), qualora, dovendo trovare applicazione l'art. 2787, comma 3, c.c., manchi la sufficiente indicazione del credito garantito.

Cassazione civile sez. I  25 marzo 2009 n. 7214  



 
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