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Art. 2855 codice civile: Estensione degli effetti dell’iscrizione

L’iscrizione del credito fa collocare nello stesso grado le spese dell’atto di costituzione d’ipoteca, quelle dell’iscrizione e rinnovazione e quelle ordinarie occorrenti per l’intervento nel processo di esecuzione. Per il credito di maggiori spese giudiziali le parti possono estendere l’ipoteca con patto espresso, purché sia presa la corrispondente iscrizione (1).

Qualunque sia la specie d’ipoteca, l’iscrizione di un capitale che produce interessi fa collocare nello stesso grado gli interessi dovuti, purche’ ne sia enunciata la misura nell’iscrizione. La collocazione degli interessi è limitata alle due annate anteriori e a quella in corso al giorno del pignoramento, ancorché sia stata pattuita l’estensione a un maggior numero di annualità; le iscrizioni particolari prese per altri arretrati hanno effetto dalla loro data.

L’iscrizione del capitale fa pure collocare nello stesso grado gli interessi maturati dopo il compimento dell’annata in corso alla data del pignoramento, però soltanto nella misura legale e fino alla data della vendita.


Commento

Grado: [v. 2852]; Rinnovazione: [v. 2847]; Processo di esecuzione: [v. 2749]; Interessi: [v. 2788]; Pignoramento: [v. 2912].

 

Patto espresso: accordo che risulti da una dichiarazione manifesta delle parti.

 

(1) La norma attiene all’estensione degli effetti dell’iscrizione ipotecaria agli accessori (spese ed interessi) del credito principale. Nel comma 1 si parla soltanto delle spese. Si deve trattare di spese dotate di accessorietà in relazione al credito. Soltanto alle spese indicate dalla norma va applicata l’estensione di cui al comma 1: per altre spese è possibile estendere la garanzia ipotecaria attraverso un patto espresso.

 

L’estensione della garanzia ipotecaria alle spese trova il suo fondamento nell’esigenza di evitare che le spese gravino sul creditore ipotecario, che le anticipa, determinando una diminuzione della garanzia del credito.

 


Giurisprudenza annotata

Ipoteca

Ai sensi del comma 3 dell'art. 2855 c.c., sono assistiti dal privilegio ipotecario pure gli interessi di qualunque natura e cioè, non rilevando se qualificabili come corrispettivi o moratori, e al tasso legale via via vigente, maturati successivamente all'annata in corso al momento del pignoramento (ovvero in caso di credito azionato con intervento nel processo esecutivo, al momento di questo) fino alla vendita del bene oggetto di ipoteca.

Cassazione civile sez. III  31 ottobre 2014 n. 23164  

 

Qualora nella nota di iscrizione ipotecaria non vi sia l'indicazione del tasso convenzionale, l'unico tasso di interesse applicabile è quello legale, ai sensi dell'art. 2855, comma 2, c.c.

Tribunale Vicenza  03 ottobre 2014

 

Ai sensi del terzo comma dell'art. 2855 cod. civ., sono assistiti dal privilegio ipotecario anche gli interessi, al tasso legale via via vigente, che siano maturati successivamente all'annata in corso al momento del pignoramento, ovvero al momento dell'intervento in giudizio (per i crediti azionati a norma dell'art. 105 cod. proc. civ.), e sino alla vendita del bene oggetto di ipoteca, qualunque natura essi abbiano, moratoria o corrispettiva, non potendosi escludere i primi, sia per l'impossibilità di operare una lettura dell'art. 2855 cod. civ. che correli il comma terzo al secondo (che fa riferimento ai soli interessi corrispettivi), sia perché dal termine dell'annata in corso al momento del pignoramento possono decorrere solo quelli moratori. Cassa con rinvio, Trib. Milano, 30/11/2009

Cassazione civile sez. III  28 luglio 2014 n. 17044  

 

Ai sensi del comma terzo dell'art. 2855 c.c., sono assistiti dal privilegio ipotecario - oltre le specifiche spese (per l'atto di costituzione dell'ipoteca volontaria, per l'iscrizione e la rinnovazione dell'ipoteca, quelle ordinarie per l'intervento nel processo esecutivo), non solo il capitale iscritto (nei limiti dell'iscrizione e del credito effettivamente esistente) ed i soli interessi corrispettivi maturati sul capitale iscritto nell'annata in corso al momento del pignoramento (o, in caso di azionamento del credito in via di intervento, al momento di questo) e nel biennio anteriore, purché ne sia enunciata la misura, ma - pure gli interessi, di qualunque natura - e cioè, non rilevando se qualificabili come corrispettivi o moratori - ed al tasso legale via via vigente, maturati successivamente all'annata in corso al momento del pignoramento, ovvero, in caso di azionamento del credito in via di intervento, al momento di questo, sino alla vendita del bene oggetto di ipoteca.

Cassazione civile sez. III  28 luglio 2014 n. 17044  

 

In caso di iscrizione di ipoteca per un capitale, l'estensione del privilegio ipotecario agli interessi, secondo le condizioni indicate dall'art. 2855, secondo e terzo comma, c.c. - richiamati dagli artt. 54, terzo comma, e 55, primo comma, della legge fallimentare - è limitata ai soli interessi corrispettivi, con conseguente esclusione di quelli moratori, dovendosi ritenere l'espressione "capitale che produce interessi" circoscritto ai soli interessi che costituiscono remunerazione del capitale medesimo, senza che, neppure in via analogica, possano ritenersi in essi inclusi quegli interessi che trovano il loro presupposto nel ritardo imputabile al debitore.

Cassazione civile sez. I  31 maggio 2013 n. 13831  

 

In tema di formazione dello stato passivo, dalla ritenuta revocabilità dell'iscrizione ipotecaria giudiziale derivano, da un lato, l'inutilizzabilità delle disposizioni dettate dall'art. 2855 c.c., e, dall'altro, l'applicabilità della disciplina sancita dall'art. 55 l. fall., con la conseguente sospensione del corso degli interessi. Cassa e decide nel merito, Trib. Massa, 26/10/2010

Cassazione civile sez. I  04 aprile 2013 n. 8246  

 

In caso di iscrizione di ipoteca per un capitale, l'estensione del privilegio ipotecario agli interessi, secondo le condizioni indicate dall'art. 2855, commi 2 e 3, c.c., è limitata ai soli interessi corrispettivi, con conseguente esclusione di quelli moratori, dovendosi ritenere l'espressione «capitale che produce interessi» circoscritto ai soli interessi che costituiscono remunerazione del capitale medesimo, senza che, neppure in via analogica, possano ritenersi in essi inclusi quegli interessi che trovano il loro presupposto nel ritardo imputabile al debitore. (Conferma Trib. Milano 11 agosto 2009 n. 10430).

Cassazione civile sez. III  15 gennaio 2013 n. 775  

 

Secondo quanto disposto dagli artt. 2788 e 2855 c.c., la prelazione ipotecaria per gli interessi maturati dopo la scadenza dell'annualità in corso al giorno del pignoramento e fino alla data di vendita ha riguardo solo gli interessi legali di cui all'art. 1284 c.c., essendo escluso, quindi, ogni riferimento a saggi di interesse stabiliti in misura superiore da norme speciali

Cassazione civile sez. III  15 gennaio 2013 n. 775  

 

In tema di ammissione al passivo fallimentare del credito per i.v.a. la misura legale alla quale rinvia l'art. 2749, comma 2, ai fini dell'individuazione dei limiti della collocazione privilegiata del credito per interessi deve intendersi riferita, al pari di quella prevista dagli art. 2788 e 2855 c.c. per i crediti pignoratizi e ipotecari, non già al saggio di interesse stabilito dalla legge che disciplina il singolo credito ma a quello previsto dall'art. 1284 c.c.; quest'ultimo è destinato a trovare applicazione nella situazione di concorso con altri creditori derivante dall'apertura di una procedura concorsuale, avuto riguardo alla natura speciale della l.fall., che disciplina in via generale gli effetti derivanti dall'accertamento giudiziale dello stato d'insolvenza, e alla conseguente prevalenza del richiamo in essa contenuto alla disciplina dettata dal codice civile sul riferimento ad altri tassi eventualmente previsti da leggi speciali.

Cassazione civile sez. I  20 dicembre 2012 n. 23657  

 

In tema di ammissione al passivo fallimentare, la misura legale cui rinvia l'art. 2749, comma 2, c.c. ai fini dell'individuazione dei limiti della collocazione privilegiata del credito per interessi deve intendersi riferita, al pari di quella prevista dagli art. 2788 e 2855 c.c. per i crediti pignoratizi e ipotecari, non al saggio d'interesse stabilito dalla legge che disciplina il singolo credito, ma a quello stabilito in via generale dall'art. 1284 c.c., atteso che il richiamo dell'art. 54 l. fall. alla disciplina del codice civile prevale sul riferimento a tassi diversi contenuto in leggi speciali (nella specie, art. 30 del d.P.R. n. 602 del 1973).

Cassazione civile sez. I  27 settembre 2012 n. 16480  

 

In tema di ammissione al passivo fallimentare del credito per imposta sul valore aggiunto, la misura legale, alla quale rinvia l'art. 2749, comma 2, c.c. ai fini dell'individuazione dei limiti della collocazione privilegiata del credito per interessi, deve intendersi riferita, al pari di quella prevista dagli art. 2788 e 2855 c.c. per i crediti pignoratizi ed ipotecari, non già al saggio d'interesse stabilito dalla legge che disciplina il singolo credito, ma a quello previsto in via generale dall'art. 1284 c.c.; quest'ultimo è infatti destinato a trovare applicazione nella situazione di concorso con altri creditori derivante dall'apertura di una procedura concorsuale, avuto riguardo alla natura speciale della legge fallimentare, che disciplina in via generale gli effetti derivanti dall'accertamento giudiziale dello stato d'insolvenza, ed alla conseguente prevalenza del richiamo in essa contenuto alla disciplina dettata dal codice civile sul riferimento ad altri tassi eventualmente previsti da leggi speciali (come nella specie, l'art. 30 del d.P.R. n. 602 del 1973).

Cassazione civile sez. I  21 settembre 2012 n. 16084  

 

Ai fini della collocazione di tutti gli interessi contemplati nell'art. 2855 c.c. nello stesso grado del capitale, è possibile che il creditore indichi nella nota d'iscrizione una somma riferita agli interessi stessi, sia limitandola a quelli convenzionali c.d. triennali, sia comprendendovi gli interessi legali ai sensi del comma 3 della menzionata norma, ovvero aggiungendo un'ulteriore somma da riferire a questi ultimi interessi; in queste ipotesi il creditore non potrà pretendere l'estensione della garanzia oltre la somma iscritta, ai sensi dei commi 2 e 3 dell'art. 2855 c.c., restando la prelazione limitata alle somme specificatamente indicate nella nota. Ne consegue che, nel caso in cui, invece, il creditore ipotecario voglia avvalersi delle deroghe che le norme richiamate prevedono alla regola dell'inestensibilità dell'ipoteca agli accessori, lo stesso dovrà, nella medesima nota d'iscrizione, enunciare che il credito è produttivo d'interessi e ne dovrà indicare il tasso

Cassazione civile sez. VI  06 marzo 2012 n. 3494  

 



 
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