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Art. 2859 codice civile: Eccezioni opponibili dal terzo acquirente

Se la domanda diretta a ottenere la condanna del debitore è posteriore alla trascrizione del titolo del terzo acquirente, questi, ove non abbia preso parte al giudizio, può opporre al creditore procedente tutte le eccezioni non opposte dal debitore e quelle altresì che spetterebbero a questo dopo la condanna (1).

Le eccezioni suddette però non sospendono il corso dei termini stabiliti per la liberazione del bene dalle ipoteche (2).


Commento

Eccezioni: [v. 2805]; Terzo acquirente: [v. 2858]; Trascrizione: [v. Libro VI, Titolo I].

 

(1) Se il terzo acquirente è stato chiamato in giudizio (diretto ad ottenere la condanna del debitore), potrà opporre al creditore le sole eccezioni che a lui spettano, in surroga, dopo la condanna. Laddove invece il terzo acquirente non abbia preso parte al giudizio, potrà opporre quelle eccezioni che sarebbero spettate al debitore.

 

(2) Il comma 2 è disposto a tutela dei creditori, affinché sappiano se il terzo voglia avvalersi della purgazione [v. 2889].

 

Perché le eccezioni siano opponibili è necessario che la trascrizione relativa all’acquisto del terzo sia anteriore alla domanda volta alla condanna del debitore.

 


Giurisprudenza annotata

Eccezioni opponibili dal terzo

La tutela ordinamentale per il soggetto che non ha potuto essere parte del giudizio di cognizione, attesa la terzietà della posizione giuridica – nel caso di specie, terzo datore di ipoteca – contempera la possibilità di poter opporre al creditore tutte le eccezioni non opposte dal debitore e quelle che spetterebbero dopo la sentenza e ciò secondo il combinato disposto dell’art. 2870 e 2859 c.c.

Tribunale Roma sez. IV  04 marzo 2008 n. 4975  

 

L'acquirente dell'immobile gravato dal privilegio speciale stabilito dall'art. 28 d.P.R. n. 643 del 1972 a garanzia dell'Invim dovuta dal venditore, assumendo una posizione equiparabile a quella del terzo proprietario di immobile gravato da ipoteca ai sensi degli art. 1858 e 2859 c.c., è soltanto soggetto passivo della (eventuale) procedura esecutiva e non anche parte della fase attinente all'accertamento del credito tributario, che si svolge nei confronti dell'alienante, diretto debitore d'imposta, ed al quale l'acquirente rimane estraneo, con la conseguente carenza di legittimazione ad impugnare l'accertamento del valore dell'immobile, che, pertanto deve essergli notificato.

Cassazione civile sez. I  17 aprile 1996 n. 3609  

 

L'acquirente dell'immobile gravato dal privilegio speciale stabilito dall'art. 28 d.P.R. 1971 n. 643 a garanzia del credito per l'INVIM dovuta dal venditore, assumendo una posizione equiparabile a quella del terzo proprietario di immobile gravato da ipoteca ai sensi degli art. 2858, 2859 c.c., è soltanto soggetto passivo della (eventuale) procedura esecutiva e non anche parte della fase attinente all'accertamento del credito tributario, che si svolge nei confronti dell'alienante, diretto debitore d'imposta, ed a cui l'acquirente rimane estraneo con la conseguente carenza di legittimazione ad impugnare l'accertamento del valore dell'immobile.

Cassazione civile sez. I  23 giugno 1990 n. 6387  

 

 

Tributi locali

L'art. 4 del d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 643, disponendo che l'imposta comunale sull'incremento di valore degli immobili è dovuta dall'alienante, indica quest'ultimo quale soggetto passivo del rapporto tributario, mentre i successivi art. 26 e 27 nel prevedere, rispettivamente, il vincolo di solidarietà (soltanto) tra gli alienati e la nullità di qualsiasi patto diretto a trasferire ad altri l'onere dell'imposta, ribadiscono tale esclusiva individuazione e la conseguente negazione della qualità di soggetto passivo del tributo dell'acquirente il quale, proprio perché non è immediatamente obbligato al pagamento dell'Invim, assume la posizione - equiparabile a quella del terzo proprietario di immobile gravato da ipoteca, quando la trascrizione del suo titolo sia successiva alla domanda diretta ad ottenere la condanna del debitore (art.2858 e 2859 c.c.) - di mero soggetto passivo della (eventuale) procedura esecutiva e, come tale, rimane estraneo alla fase attinente all'accertamento attinente al credito tributario che si svolge nei confronti del diretto debitore d'imposta.

Cassazione civile sez. I  17 aprile 1996 n. 3609  

 

L'art. 4 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 643, disponendo che l'imposta comunale sull'incremento di valore degli immobili è dovuta dall'alienante, indica quest'ultimo quale soggetto passivo del rapporto tributario, mentre i successivi art. 26 e 27 nel prevedere, rispettivamente, il vincolo di solidarietà (soltanto) tra gli alienanti e la nullità di qualsiasi patto diretto a trasferire ad altri l'onere dell'imposta, ribadiscono tale esclusiva individuazione e la conseguente negazione della qualità di soggetto passivo del tributo dell'acquirente il quale, proprio perché non è immediatamente obbligato al pagamento dell'INVIM, assume la posizione - equiparabile a quella del terzo proprietario di immobile gravato da ipoteca, quando la trascrizione del suo titolo sia successiva alla domanda diretta ad ottenere la condanna del debitore (art. 2858 e 2859 c.c.) - di mero soggetto passivo della (eventuale) procedura esecutiva e, come tale, rimane estraneo alla fase attinente all'accertamento attinente al credito tributario che si svolge nei confronti del diretto debitore d'imposta.

Comm. trib. centr. sez. VI  12 giugno 1991 n. 4736  

 



 
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