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Art. 2869 codice civile: Estinzione dell’ipoteca per fatto del creditore

L’ipoteca costituita dal terzo si estingue se, per fatto del creditore, non può avere effetto la surrogazione del terzo nei diritti, nel pegno, nelle ipoteche e nei privilegi del creditore.


Giurisprudenza annotata

Fallimento

In materia di fallimento, i titolari di diritti di prelazione su beni immobili compresi nel fallimento a garanzia di crediti vantati verso debitori diversi dal fallito non debbono nè possono avvalersi del procedimento di verificazione e di formazione dello stato passivo; peraltro, poiché gli organi del fallimento devono verificare, in sede diversa dalla formazione del passivo, la garanzia ipotecaria in relazione alla sua validità, attualità, opponibilità, non revocabilità, è legittimo il decreto del giudice delegato che si limiti ad accertare il diritto del creditore ipotecario iscritto di soddisfare il suo credito sul solo ricavato della vendita dell'immobile gravato dell'ipoteca concessa in suo favore dal fallito.

Cassazione civile sez. I  24 novembre 2000 n. 15186

 

 

Ipoteca

La disciplina contenuta nell'art. 1957 c.c., secondo la quale il creditore per conservare la fideiussione deve agire contro il debitore principale entro sei mesi dalla scadenza dell'obbligazione, non trova applicazione, in quanto norma eccezionale, per il diverso caso dell'ipoteca concessa da un terzo a garanzia del debito altrui.

Corte appello Milano  29 dicembre 1992

 

Quando il medesimo creditore sia assistito da ipoteche concesse dal debitore e da un terzo, il soddisfacimento dell'intero credito, nei limiti di cui all'art. 2855 c.c. attraverso la espropriazione forzata - individuale o concorsuale - in danno del debitore estingue anche l'ipoteca del terzo datore, alla quale egualmente si applica la disposizione suddetta. Pertanto, il creditore non può agire nei confronti del terzo datore di ipoteca per conseguire il pagamento di interessi esclusi dalla prelazione, in quanto relativi ad annualità non assistite dalla garanzia ipotecaria concessa dal debitore e ciò neppure attraverso una diversa imputazione del pagamento coattivo, che non è consentita nè nei confronti del debitore, nè nei confronti del terzo datore di ipoteca, poiché i criteri di imputazione di cui agli art. 1193 e 1194 c.c. si applicano solo ai pagamenti eseguiti volontariamente.

Cassazione civile sez. I  30 marzo 1981 n. 1815  



 
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