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Art. 2871 codice civile: Diritti del terzo datore che ha pagato i creditori iscritti o ha sofferto l’espropriazione

Il terzo datore che ha pagato i creditori iscritti o ha sofferto l’espropriazione ha regresso contro il debitore. Se vi sono più debitori obbligati in solido, il terzo che ha costituito l’ipoteca a garanzia di tutti ha regresso contro ciascuno per l’intero (1).

Il terzo datore ha regresso contro i fideiussori del debitore. Ha inoltre regresso contro gli altri terzi datori per la loro rispettiva porzione e può esercitare, anche nei confronti dei terzi acquirenti, il subingresso previsto dal secondo comma dell’art. 2866 (2).


Commento

Regresso (diritto di): diritto di rivalsa che spetta al terzo datore adempiente, nei confronti del debitore, a seguito del pagamento fatto al creditore.

 

(1) L’azione di regresso concessa al terzo datore che abbia pagato i creditori iscritti o abbia subito l’espropriazione, consiste nel diritto di essere rimborsato dal debitore di quanto il terzo abbia versato al creditore. L’azione di regresso è applicazione del generale principio disposto dall’art. 1954. Essa può essere esclusa con un accordo tra creditore e terzo datore d’ipoteca.

 

(2) Il comma 2 prevede la possibilità per il datore d’ipoteca di surrogarsi nelle ipoteche costituite sugli altri beni del debitore, anche se i beni sono stati acquistati da terzi. Occorre, comunque, che l’iscrizione dell’ipoteca del terzo datore sia anteriore alla trascrizione del titolo di acquisto degli acquirenti.


Giurisprudenza annotata

Pegno

Il terzo datore di ipoteca che ha pagato i creditori iscritti o ha sofferto l’espropriazione ha regresso non solo contro il debitore ma anche contro i fideiussori del debitore, nonché contro gli altri terzi datori per la loro rispettiva porzione (art. 2871 c.c.); tale disposizione si applica anche nel caso di terzo datore di pegno sui propri beni anziché di ipoteca, non sussistendo alcuna ragionevole differenza di trattamento in relazione alla natura dei beni oggetto della garanzia reale.

Tribunale Firenze  01 luglio 2014

 

Al terzo datore di pegno, che abbia soddisfatto il creditore, deve riconoscersi l'azione di regresso contro il fideiussore, in applicazione analogica di quanto disposto, in favore del terzo datore d'ipoteca, dall'art. 2871, comma 2, c.c., norma non avente carattere eccezionale e, quindi, non compresa nel divieto, di cui all'art. 14 preleggi, di applicazione oltre i casi ed i tempi in essa considerati.

Cassazione civile sez. III  03 settembre 2007 n. 18522  

 

Il terzo datore di ipoteca, che ha pagato i creditori iscritti o ha sofferto l'espropriazione, ha regresso contro il debitore ai sensi dell'art. 2871 c.c..

Tribunale Monza  09 ottobre 2006

 

La disposizione dell'art. 1953 n. 4 c.c. (c.d. rilievo del fideiussore) - secondo cui il fideiussore, anche prima di aver pagato, può agire contro il debitore perché questi, nei casi tassativamente ivi previsti, gli procuri la liberazione o in mancanza gli presti le necessarie garanzie - non è applicabile, neppure in via analogica, al terzo datore di ipoteca, attese le diversità funzionali e strutturali della fideiussione (garanzia personale con la quale il fideiussore risponde con tutti i suoi beni dell'adempimento del debitore) dall'ipoteca (diritto reale di garanzia in forza del quale il terzo datore risponde solo con il bene assoggettato) e la completezza della disciplina legislativa della prestazione di ipoteca da parte del terzo (art. da 2868 a 2871 c.c.) che non lascia spazio a lacune di sorta.

Cassazione civile sez. III  06 maggio 1994 n. 4420  

 

Il terzo datore di pegno, che abbia soddisfatto il creditore, deve riconoscersi azione di regresso contro il fideiussore, in applicazione inalogica di quanto disposto dall'art. 2871 comma ultimo c.c. in favore del terzo datore d'ipoteca, mentre resta esclusa l'invocabilità dell'art. 1952 c.c., che riguarda il diverso caso del regresso del fideiussore nei confronti del debitore principale.

Cassazione civile sez. I  04 dicembre 1985 n. 6073  

 

 

Fallimento

Il pagamento effettuato dal terzo datore di ipoteca, dopo il fallimento del debitore, sebbene comporti la surrogazione "ex lege" del "solvens" nel diritto di credito e, di conseguenza, la trasmissione, in favore di quest'ultimo dell'ipoteca spettante all'originario creditore, non esclude che, ai fini del suo soddisfacimento in moneta fallimentare, il detto terzo debba comunque presentare istanza di ammissione al passivo della procedura concorsuale - non essendo sufficiente una nuova comunicazione agli organi di tale procedura dell'avvenuto pagamento -, nè che, ai fini del soddisfacimento con fruizione della prelazione propria dell'ipoteca trasferibile in virtù della surrogazione, lo stesso interessato chieda ed ottenga, ai sensi dell'art. 2843 c.c., l'annotazione del trasferimento.

Cassazione civile sez. I  25 luglio 1992 n. 8983  

 

Il terzo datore di pegno, che non abbia ancora soddisfatto il creditore garantito, non è legittimato a proporre insinuazione di credito nel fallimento del debitore, non essendo configurabile in tale fattispecie l'ipotesi del credito condizionale.

Tribunale Milano  17 ottobre 1991

 

L'estinzione per remissione dell'obbligazione a causa dell'esecuzione del concordato fallimentare da parte del debitore comporta, a norma dell'art. 2878 n. 3 c.c. e in mancanza di una deroga espressa quale quella dell'art. 135 l. fall. per l'ipotesi della fideiussione, l'estinzione dell'ipoteca costituita da un terzo per garantire tale obbligazione.

Corte appello Roma  07 ottobre 1986



 
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