codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 2878 codice civile: Cause di estinzione

L’ipoteca si estingue (1):

1) con la cancellazione dell’iscrizione;

2) con la mancata rinnovazione dell’iscrizione entro il termine indicato dall’art. 2847;

3) con l’estinguersi dell’obbligazione (2);

4) col perimento del bene ipotecato, salvo quanto è stabilito dall’art. 2742 (3);

5) con la rinunzia del creditore;

6) con lo spirare del termine a cui l’ipoteca è stata limitata o col verificarsi della condizione risolutiva;

7) con la pronunzia del provvedimento che trasferisce all’acquirente il diritto espropriato e ordina la cancellazione delle ipoteche.


Commento

(1) La norma elenca diverse cause di estinzione dell’ipoteca. L’estinzione consiste nel venir meno di una determinata posizione giuridica, conseguente al verificarsi di determinati presupposti. L’elencazione non ha natura tassativa. Quanto alla cancellazione, essa può essere richiesta soltanto allorché sia estinto integralmente il debito.

 

(2) L’ipoteca si estingue con il venir meno dell’obbligazione in base al principio di accessorietà delle garanzie [v. 1179]. Il pagamento, per estinguere l’ipoteca, deve essere fatto nelle forme di legge: esso può essere effettuato anche dal terzo datore d’ipoteca o dal terzo acquirente del bene ipotecato. Il pagamento con surrogazione previsto dall’art. 1202 non estingue l’ipoteca. L’ipoteca non si estingue in caso di novazione [v. 1230] dell’obbligazione. Si estingue invece in caso di datio in solutum [v. 1197].

La garanzia ipotecaria si estingue inoltre in caso di compensazione [v. 1241].

 

(3) Il perimento del bene si ha quando viene meno totalmente il bene ipotecato nella sua valenza economico-sociale. È fatta salva l’applicazione dell’art. 2742: si tratta di una vera surrogazione dell’indennità alla cosa.

 

 


Giurisprudenza annotata

Cause di estinzione

L'iscrizione di ipoteca legale, che sia stata operata sulla base di un decreto ingiuntivo dichiarato provvisoriamente esecutivo costituisce mero atto di esecuzione, per cui ne deve essere ordinata la cancellazione, anche di ufficio, qualora il titolo, per qualsiasi causa, divenga inefficace, con disposizione che va resa nello stesso provvedimento con cui viene accertata la sopravvenuta inefficacia. Rigetta, App. Venezia, 01/08/2007

Cassazione civile sez. III  13 giugno 2014 n. 13547  

 

Nell'ipotesi di confisca di beni disposta in danno di soggetti indiziati di appartenere ad associazioni di tipo mafioso ai sensi della normativa di settore (articolo 2 ter della legge n. 575 del 1965) previgente all'entrata in vigore del codice delle leggi antimafia (d.lg. n. 159 del 2011), il giudice dell'opposizione di terzo all'esecuzione sull'immobile confiscato non può rigettare l'opposizione - proposta dalle competenti amministrazioni dello Stato che sostenevano l'impignorabilità del bene confiscato - basando la propria decisione esclusivamente sul dato temporale dell'anteriorità dell'iscrizione ipotecaria nei registri immobiliari rispetto alla trascrizione del sequestro (prodromico alla confisca), senza procedere ad alcun accertamento della sussistenza o meno della buona fede in capo al creditore procedente munito di ipoteca. Il predetto giudice del merito, in sede di rinvio, dovrà inoltre applicare lo "ius superveniens" (articolo 1, commi 194-205, della legge n. 228/2012, legge di stabilità 2013), il quale ha disposto il divieto di iniziare o proseguire, a pena di nullità, azioni esecutive, nonché l'estinzione di diritto degli oneri e dei paesi (inclusi l'ipoteca, il sequestro conservativo e il pignoramento) trascritti sui beni confiscati alla data della sua entrata in vigore (1 gennaio 2013), salvo il caso che il cespite confiscato sia stato già trasferito o aggiudicato - anche in via provvisoria - alla predetta data. Il legislatore sembra quindi avere risolto il quesito relativo ai rapporti tra ipoteca e confisca nel senso della prevalenza della misura di prevenzione patrimoniale, indipendentemente dal dato temporale (atteso che la confisca è stata equiparata ad una delle cause di estinzione dell'ipoteca elencate nell'art. 2878 c.c. sicché l'acquisto del bene confiscato, a parte dello Stato, si configura come a titolo originario e non più derivativo), introducendo al contempo una tutela successiva di tipo risarcitorio e concorsuale per compensare il sacrificio inflitto al creditore garantito.

Cassazione civile sez. un.  07 maggio 2013 n. 10532  

 

Dal combinato disposto di cui agli art. 2878, n. 3, e 2880 c.c. si ricava (stante il contenuto e la ratio delle due norme) che all'estinzione dell'obbligazione principale consegue ipso facto l'estinzione di quella di garanzia (cioè dell'ipoteca), mentre il perdurare dell'efficacia di tale obbligazione comporta il permanere in vita della seconda, sino alla scadenza del termine ventennale di prescrizione, senza che assuma rilievo la circostanza per cui il terzo acquirente del bene ipotecato non sia coobbligato insieme con l'emittente del titolo cambiario assistito da garanzia reale.

Cassazione civile sez. III  29 marzo 2012 n. 5049  

 

Il divieto per i creditori di azioni esecutive nei confronti del fallito, ex art. 51 legge fall. e l'obbligo, per quelli che intendano soddisfarsi sul ricavato della liquidazione dei beni del fallito, di proporre, ex art. 52 legge fall., domanda di insinuazione al passivo per l'accertamento dei propri crediti, non escludono, in capo al creditore che non abbia presentato tale domanda, il diritto di promuovere azione esecutiva nei confronti del terzo, già datore di ipoteca su propri beni a garanzia dei debiti del fallito; tuttavia dopo l'omologazione e l'esecuzione del concordato fallimentare, obbligatorio ai sensi dell'art. 135 legge fall. per tutti i creditori anteriori al fallimento, ancorché non abbiano presentato domanda di insinuazione al passivo, il relativo effetto esdebitatorio, cioè di riduzione del credito alla sola percentuale offerta, si applica anche nei confronti del predetto terzo, tenuto nei soli limiti della citata percentuale, poiché né la mancata partecipazione al concorso, che resta facoltativa, produce per il creditore l'estinzione del titolo esecutivo di cui sia eventualmente munito verso il fallito, né il concordato fallimentare opera a sua volta come causa di estinzione, per novazione, del credito stesso, né verso il fallito né verso l'eventuale soggetto obbligato. (Principio affermato dalla S.C. con riguardo all'opposizione all'esecuzione, ritenuta infondata dai giudici di merito, proposta dal terzo datore di ipoteca avverso l'espropriazione contro di lui promossa dalla banca garantita, munita, verso il debitore fallito, di titolo esecutivo costituito da contratto di mutuo notarile).

Cassazione civile sez. I  20 giugno 2011 n. 13447  

 

In tema di concordato fallimentare, non compete al giudice delegato, nella sede della verifica dell'esecuzione dello stesso ai sensi dell'art. 136 legge fall., il potere di ordinare la cancellazione delle ipoteche iscritte sui beni del fallito in data anteriore al fallimento ed a vantaggio di creditori del fallito, da un lato riferendosi la predetta norma alle sole ipoteche iscritte da terzi a garanzia dell'esecuzione del concordato e, dall'altro, non potendosi applicare l'art. 586, comma 1, c.p.c. (cui rinvia l'art. 105 legge fall.), trattandosi di norma sulla espropriazione forzata non richiamata dalla disciplina del procedimento concordatario né applicabile in via analogica; la predetta cancellazione, inoltre, confligge con la norma generale in materia d'ipoteca che, all'art. 2878, n. 3, c.c., prevede che l'estinzione della stessa consegua dall'estinzione dell'obbligazione che essa garantisce.

Cassazione civile sez. I  25 febbraio 2011 n. 4698  

 

Il provvedimento di confisca pronunciato ai sensi dell'art. 2 ter l. n. 575 del 1965 nei confronti di un indiziato di appartenenza a consorteria mafiosa, camorristica o similare, non può pregiudicare i diritti reali di garanzia costituiti sui beni oggetto del provvedimento ablativo, in epoca anteriore all'instaurazione del procedimento di prevenzione, in favore di terzi estranei ai fatti che abbiano dato luogo al procedimento medesimo, senza che possa farsi distinzione in punto di competenza del giudice adito, tra giudice penale e giudice civile; e ciò perche tale diritto reale limitato si estingue per le sole cause indicate dall'art. 2878 cc. La medesima tutela davanti al giudice civile, a maggiore ragione, va riconosciuta all'aggiudicatario - acquirente di un bene in sede di procedura esecutiva forzata immobiliare, la cui posizione, altrimenti sarebbe, senza fondato motivo, irrimediabilmente compromessa.

Cassazione civile sez. III  05 ottobre 2010 n. 20664  

 

Il provvedimento di confisca pronunciato ai sensi dell'art. 2 ter l. 31 maggio 1965 n. 575, non può pregiudicare i diritti reali di garanzia costituiti sui beni oggetto del provvedimento ablativo in epoca anteriore all'instaurazione del procedimento di prevenzione, in favore di terzi estranei ai fatti che abbiano dato luogo al procedimento medesimo, senza che possa farsi distinzione in punto di competenza del giudice adito, tra giudice penale e giudice civile, in quanto tale diritto reale limitato si estingue per le sole cause indicate dall'art. 2878 c.c. Invero, il provvedimento di confisca del bene da parte del giudice penale ha come effetto quello di far acquistare allo Stato la proprietà del bene, a titolo derivativo e non originario, senza pregiudizio dei diritti reali di garanzia costituiti sui beni oggetto del provvedimento ablativo in epoca anteriore, come nel caso di specie, e ciò comporta la persistenza dei diritti sorti in epoca anteriore all'inizio della procedura di irrogazione della misura patrimoniale.

Tribunale Monza sez. III  10 giugno 2010 n. 1788

 

Il provvedimento di confisca non può pregiudicare i diritti reali di garanzia costituiti sui beni oggetto del provvedimento ablativo, in epoca anteriore all'instaurazione del procedimento, in favore di terzi estranei ai fatti che abbiano dato luogo al procedimento medesimo, senza che possa farsi distinzione in punto di competenza del giudice adito, tra giudice penale e giudice civile, perché tale diritto reale limitato si estingue per le sole cause indicate dall'art. 2878 c.c., La medesima tutela davanti al giudice civile, a maggior ragione, va riconosciuta all'aggiudicatario - acquirente di un bene in sede di procedura esecutiva forzata immobiliare - la cui posizione, altrimenti sarebbe, senza fondato motivo, irrimediabilmente compromessa.

Tribunale Bari sez. II  16 aprile 2009

 

Il provvedimento di confisca pronunciato ai sensi dell'art. 2 ter l. n. 575 del 1965 nei confronti di un indiziato di appartenenza a consorteria mafiosa, camorristica o similare, non può pregiudicare i diritti reali di garanzia costituiti sui beni oggetto del provvedimento ablativo, in epoca anteriore all'instaurazione del procedimento di prevenzione, in favore di terzi estranei ai fatti che abbiano dato luogo al procedimento medesimo, senza che possa farsi distinzione in punto di competenza del giudice adito, tra giudice penale e giudice civile, essendo il diritto reale limitato "de quo" un diritto che si estingue per le sole cause indicate dall'art. 2878 c.c. (Nella specie, in esito a una procedura esecutiva immobiliare promossa in forza di un credito ipotecario da un istituto di credito un certo immobile era stato trasferito all'aggiudicatario ma i giudici del merito avevano affermato che il bene era di proprietà dell'Amministrazione dello Stato in quanto sequestrato e poi confiscato a norma della l. n. 575 del 1965 con provvedimento trascritto anteriormente al decreto di trasferimento adottato dal giudice dell'esecuzione. In applicazione del principio di cui sopra la Suprema Corte ha cassato una tale pronuncia perché l'immobile risultava pignorato in epoca anteriore al sequestro e alla confisca).

Cassazione civile sez. III  16 gennaio 2007 n. 845  

 

Va dichiarata estinta, ai sensi dell'art. 2878 n. 4 c.c., l'ipoteca avente ad oggetto l'opera relativa ad una lottizzazione abusiva a causa del perimento del bene ipotecato per la perdita della qualità di bene in senso giuridico e, dunque, della possibilità di costituire oggetto di diritti.

Tribunale Bari sez. III  30 agosto 2004



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti