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Art. 2879 codice civile: Rinunzia all’ipoteca

La rinunzia del creditore all’ipoteca deve essere espressa e deve risultare da atto scritto, sotto pena di nullità.

La rinunzia non ha effetto di fronte ai terzi che anteriormente alla cancellazione dell’ipoteca abbiano acquistato il diritto all’ipoteca medesima ed eseguito la relativa annotazione a termini dell’articolo 2843 (1).


Commento

(1) La norma disciplina la rinunzia prevista al n. 5 dell’art. 2878, annoverata tra le cause di estinzione dell’ipoteca. Occorre sottolineare che la rinunzia può essere intesa in un duplice senso: come rinunzia all’iscrizione ipotecaria, che si concreta in una rinunzia al grado, e come rinunzia al titolo ipotecario di concessione. La rinunzia si configura come un atto unilaterale e come atto di straordinaria amministrazione. Non è possibile una rinunzia fatta in base a comportamento concludente, occorrendo sempre un atto scritto per far luogo ad essa.


Giurisprudenza annotata

Rinuncia all'ipoteca

La richiesta di cancellazione dell'ipoteca da parte del creditore, in assenza di consenso del fideiussore che ha adempiuto al pagamento del debito garantito, impedendo la surrogazione nell'ipoteca del fideiussore, configura un'ipotesi di responsabilità contrattuale a carico dello stesso creditore riconducibile al contratto di fideiussione, la quale - per la sua sussistenza in concreto - presuppone un comportamento colpevole ed efficiente del creditore medesimo, nel senso che il fatto generatore della suddetta responsabilità ed idoneo a determinare l'insorgenza del correlato obbligo di risarcimento del danno deve essere a lui direttamente imputabile. Pertanto, trattandosi dell'accertamento di un fatto, non sono applicabili in proposito le preclusioni previste dall'ordinamento per l'ammissibilità della prova testimoniale. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il relativo motivo di ricorso e confermato sul punto l'impugnata sentenza - ritenuta, ancorché con la correzione risultante dal principio affermato, immune dalle violazioni dedotte - con la quale si era provveduto al rigetto della domanda formulata dal fideiussore nei confronti della banca creditrice strutturato sull'accertamento, risultato negativo, dell'imputabilità alla creditrice dell'impossibilità di effettuare la surrogazione da parte del fideiussore e sull'irrilevanza sia della mancata annotazione sia della forma scritta del consenso del fideiussore stesso alla cancellazione dell'ipoteca).

Cassazione civile sez. III  29 marzo 2006 n. 7236  



 
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