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Art. 288 codice civile

ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 10 DICEMBRE 2012, N. 219


Giurisprudenza annotata

Filiazione

Ritenuto che la tutela del figlio costituisce il fine dell'istituto della legittimazione ex art. 280 c.c. ed il criterio specifico ed esclusivo posto alla base dell'accertamento discrezionale del giudice ex art. 284 c.c., il gravissimo ostacolo alla stipula del matrimonio tra i genitori naturali, non è integrato solo da un impedimento di natura oggettiva, potendo anche un ostacolo di carattere soggettivo, non dovuto ad irragionevole, mero capriccio degli stessi, costituire impedimento insuperabile, alle nozze, come accade quando l'ostacolo consista nella volontà dei genitori che, d'accordo nel volere legittimare il figlio, non vogliano, tuttavia, unirsi in matrimonio, fermo restando che il provvedimento di legittimazione debba, anche in questo caso, giovare alla prole.

Tribunale minorenni L'Aquila  15 maggio 2001

 

Per la proposizione della domanda di legittimazione del figlio naturale non occorre dimostrare alcunché, ma soltanto allegare elementi da cui desumere la sua fondatezza; pertanto, ove il ricorrente - dopo il rifiuto dell'ufficiale di stato civile di ricevere l'atto di riconoscimento - chieda di legittimare la figlia naturale non riconosciuta, nata dalla sua unione con una donna da poco tempo deceduta, e deduca che la minore vive, da tempo, come figlia felicemente inserita nella propria famiglia, riconosciuta come tale da tutti i componenti tale nucleo domestico e battezzata con il cognome del ricorrente, non sono necessari ulteriori approfondimenti istruttori od ulteriori elementi probatori, senza che costituisca ostacolo all'accoglimento della domanda la morte della madre, ove il curatore speciale della minore, all'uopo nominato, abbia espresso il proprio assenso, considerato infine che l'interesse della minore deve ritenersi, in linea di principio, assicurato dal conseguimento di uno "status" più ampio e completo, quale è quello che deriva dal conseguimento della condizione di figlia legittima.

Tribunale minorenni Napoli  16 maggio 1996

 

Ove nel procedimento dinanzi al competente tribunale per i minorenni, attivato da un genitore non affidatario per ottenere la legittimazione del figlio naturale nonché la modifica delle condizioni di esercizio dei diritti di vigilanza e di visita nei suoi confronti, sia stato udito e si sia costituito (difendendosi attivamente) anche il genitore affidatario non istante, a beneficio di quest'ultimo - nel giudizio d'appello, instaurato su reclamo del primo - s'impone l'integrazione del contraddittorio in forza dell'art. 331 c.p.c., per il litisconsorzio processuale in tal guisa determinatosi.

Cassazione civile sez. I  06 novembre 1987 n. 8219  

 

È inammissibile il ricorso per cassazione avverso il provvedimento contenuto nella sentenza sulla domanda di legittimazione per provvedimento del giudice con il quale si disciplina il c.d. diritto di visita, trattandosi di provvedimento non decisorio che non inerisce alla sentenza di legittimazione.

Cassazione civile sez. I  06 novembre 1987 n. 8219  

 

Qualora il genitore naturale diverso da quello che abbia proposto la domanda di legittimazione per provvedimento del giudice sia stato chiamato a partecipare al relativo procedimento, assumendo la qualità di parte il giudizio di gravame deve svolgersi in contraddittorio con lo stesso, con la conseguenza che, ove il contraddittorio non sia stato integrato nei suoi confronti, la Corte di cassazione, a seguito di ricorso della parte pretermessa, deve cassare la decisione impugnata e rimettere la causa al giudice dell'impugnazione per l'integrazione del contraddittorio.

Cassazione civile sez. I  06 novembre 1987 n. 8219  

 

È ammissibile il ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che, in sede di gravame, abbia deciso una controversia in tema di legittimazione del figlio naturale per provvedimento del giudice.

Cassazione civile sez. I  06 novembre 1987 n. 8219  



 
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