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Art. 2880 codice civile: Prescrizione rispetto a beni acquistati da terzi

Riguardo ai beni acquistati da terzi, l’ipoteca si estingue per prescrizione, indipendentemente dal credito, col decorso di venti anni dalla data della trascrizione del titolo di acquisto, salve le cause di sospensione e d’interruzione (1).


Commento

(1) Per comprendere la norma occorre in primo luogo sottolineare che l’ipoteca non si estingue per prescrizione. Essa infatti si estingue solo se si prescrive il credito garantito, essendo la garanzia reale imprescrittibile, fatte salve le operazioni concernenti la rinnovazione di cui all’art. 2847. Quella prevista dalla norma è quindi un’eccezione, relativa all’estinzione per prescrizione dell’ipoteca gravante su beni acquistati da terzi con atto trascritto.


Giurisprudenza annotata

Estinzione delle ipoteche

Dal combinato disposto di cui agli art. 2878, n. 3, e 2880 c.c. si ricava (stante il contenuto e la ratio delle due norme) che all'estinzione dell'obbligazione principale consegue ipso facto l'estinzione di quella di garanzia (cioè dell'ipoteca), mentre il perdurare dell'efficacia di tale obbligazione comporta il permanere in vita della seconda, sino alla scadenza del termine ventennale di prescrizione, senza che assuma rilievo la circostanza per cui il terzo acquirente del bene ipotecato non sia coobbligato insieme con l'emittente del titolo cambiario assistito da garanzia reale.

Cassazione civile sez. III  29 marzo 2012 n. 5049  

 

In tema di ripartizione dell'attivo nel fallimento, posto che il decreto di approvazione dello stato passivo, di cui all'art. 96 legge fall., se non impugnato, preclude ogni questione relativa all'esistenza del credito, alla sua entità, all'efficacia del titolo da cui deriva e all'esistenza di cause di prelazione, la sua intangibilità non ammette il riesame del credito da parte del giudice delegato in sede di finale distribuzione, mediante degradazione a chirografo, di un credito già ammesso in via ipotecaria; ne consegue che nemmeno il mancato rinnovo dell'iscrizione ipotecaria alla scadenza del ventennio dal compimento della prima formalità pubblicitaria, attenendo al solo profilo dell'efficacia e perciò non estinguendo né il titolo ipotecario, né il diritto di credito garantito, costituisce ragione per la degradazione, in quanto in materia non opera l'istituto della prescrizione, e dunque dell'ipotizzabilità della interruzione, con riguardo all'apertura del fallimento, essendo invece sufficiente, perché la garanzia giovi al creditore, che questi abbia richiesto ed ottenuto l'ammissione al passivo del proprio credito, senza che, alla data della domanda, l'iscrizione stessa abbia superato il ventennio, permanendo tale efficacia per tutto il corso della procedura; in questo modo l'istituto si adatta alla sistematica concorsuale, nella quale il creditore, depositata la domanda, consuma il suo potere processuale né ha più il potere o l'onere di intervenire sul diritto d'ipoteca, che cessa di essere nella sua disponibilità una volta ammesso, a differenza di quanto accade nell'esecuzione singolare, in cui l'iscrizione non deve aver superato il ventennio alla data della vendita forzata, che concreta l'espropriazione che il creditore ha diritto di chiedere, mentre nella procedura concorsuale la vendita è disposta su iniziativa del curatore.

Cassazione civile sez. I  01 aprile 2011 n. 7570  



 
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