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Art. 2881 codice civile: Nuova iscrizione dell’ipoteca

Salvo diversa disposizione di legge, se la causa estintiva dell’obbligazione è dichiarata nulla o altrimenti non sussiste ovvero è dichiarata nulla la rinunzia fatta dal creditore all’ipoteca, e l’iscrizione non è stata conservata, si può procedere a nuova iscrizione e questa prende grado dalla sua data (1).


Commento

(1) La disposizione disciplina la particolare ipotesi che si verifica allorché la causa estintiva dell’obbligazione sia invalida, ovvero sia invalida la rinunzia del creditore all’ipoteca. Si ritiene che la disciplina trovi attuazione con riguardo a tutte le cause estintive dell’ipoteca, e non soltanto per quelle disposte direttamente dalla norma. Occorre tuttavia distinguere se, venuta meno la causa di estinzione dell’obbligazione, si sia fatto o meno luogo alla cancellazione dell’ipoteca: a) se la cancellazione non è stata effettuata l’ipoteca continua ad esistere; b) se invece si è effettuata la cancellazione, occorrerà provvedere ad una nuova iscrizione ipotecaria, che prevederà un nuovo grado nell’ordine delle iscrizioni ipotecarie.


Giurisprudenza annotata

Nuova iscrizione d'ipoteca

Il contratto di fideiussione “omnibus”, che contenga una clausola di reviviscenza dell'obbligazione di garanzia per il caso di revoca dei pagamenti effettuati dal debitore garantito, non è affetto da nullità, né è ammissibile per la predetta clausola un'interpretazione analogica del comma 2 dell'art. 1341 c.c., il quale ha carattere tassativo, né ricorre, ai fini di un'interpretazione estensiva, identità di fattispecie con il caso espressamente previsto da tale norma (clausola di limitazione della facoltà di opporre eccezioni), potendo l'eccezione di pagamento essere dedotta solo dopo la revoca del medesimo. (Principio espresso in fattispecie, per obbligazione principale sorta anteriormente alla vigenza della l. n. 154 del 1992, di revocatoria fallimentare delle rimesse in conto corrente eseguite in favore della banca dal debitore principale).

Cassazione civile sez. I  08 febbraio 2008 n. 3011  

 

All'inesistenza, in seno all'ordinamento civilistico, di un generale principio di reviviscenza delle garanzie (reali o personali) allorché esse siano prestate da terzi nel caso di reviviscenza del credito assistito consegue che, in tutte le ipotesi di reviviscenza dell'obbligazione principale per sopravvenuta caducazione di una sua causa estintiva, rivivono, con l'originaria obbligazione, anche le relative garanzie se prestate dal debitore principale, mentre, per ciò che concerne le garanzie prestate da terzi, quale (come nella specie) la garanzia fideiussoria ordinaria, il fenomeno della reviviscenza va senz'altro escluso, non potendo, all'uopo, invocarsi il disposto dell'art. 2881 c.c., dettato, in via eccezionale, con riferimento alla sola ipoteca.

Cassazione civile sez. III  15 novembre 2004 n. 21585  

 

L'inesistenza, nell'ordinamento civilistico, di un principio generale di reviviscenza delle garanzie reali o personali nel caso di reviviscenza del credito assistito, comporta che l'eventuale fideiussione, prestata a garanzia di un credito (nella specie, di un istituto bancario nei confronti del correntista) originariamente estinto mediante pagamento poi revocato a seguito della dichiarazione di fallimento del debitore, non possa legittimamente rivivere parallelamente alla reviviscenza del credito, dacché il principio di accessorietà della fideiussione (del quale sono espressione le disposizioni di cui agli art. 1939, 1941, 1945 c.c.) implica soltanto che, con t'estinzione del rapporto principale, resti travolto anche quello accessorio, ma non anche che, simmetricamente, alla reviviscenza del rapporto principale si accompagni il ripristino della precedente garanzia, non potendo, all'uopo, invocarsi il disposto dell'art. 2881 c.c., dettato, in via eccezionale, con riferimento alla sola ipoteca.

Cassazione civile sez. I  20 dicembre 2002 n. 18156  

 

L'inesistenza, nell'ordinamento civilistico, di un principio generale di reviviscenza delle garanzie reali o personali nel caso di reviviscenza del credito assistito, comporta che l'eventuale fideiussione, prestata a garanzia di un credito (nella specie, di un istituto bancario nei confronti del correntista) originariamente estinto mediante pagamento poi revocato a seguito della dichiarazione di fallimento del debitore, non possa legittimamente rivivere parallelamente alla reviviscenza del credito, dacché il principio di accessorietà della fideiussione (del quale sono espressione le disposizioni di cui agli art. 1939, 1941, 1945 c.c.) implica soltanto che, con l'estinzione del rapporto principale, resti travolto anche quello accessorio, ma non anche che, simmetricamente, alla reviviscenza del rapporto principale si accompagni il ripristino della precedente garanzia, non potendo, all'uopo, invocarsi il disposto dell'art. 2881 c.c., dettato, in via eccezionale, con riferimento alla sola ipoteca.

Cassazione civile sez. I  20 dicembre 2002 n. 18156  

 

A norma dell'art. 2881 c.c., l'ipoteca che è venuta meno a seguito della cancellazione, può essere nuovamente iscritta con un nuovo grado nella prelazione se il titolo giustificativo di essa - nel caso di specie il contratto di mutuo - non è estinto.

Cassazione civile sez. III  02 novembre 2000 n. 14337  

 

Non può affermarsi l'esistenza nell'ordinamento di un principio generale relativo alla reviviscenza della garanzia in generale e di quella fideiussoria in particolare nell'ipotesi in cui venga meno successivamente la causa estintiva dell'obbligazione. La clausola, inserita in un contratto di fideiussione, con la quale si pattuisce la reviviscenza della garanzia nel caso di revoca del pagamento estintivo del debito principale richiede, ai fini della sua validità, la specifica approvazione per iscritto ex art. 1341 comma 2 c.c. in quanto è da qualificare come clausola limitativa della facoltà di opporre eccezioni.

Tribunale Milano  18 gennaio 1993

 

La revoca di pagamento compiuto dal fallito nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento non fa rivivere la garanzia fideiussoria che assisteva il credito.

Tribunale Catania  27 dicembre 1983

 

La revoca del pagamento compiuto dal fallito non fa rivivere la garanzia fideiussoria che assisteva il credito.

Tribunale Catania  27 dicembre 1983

 



 
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