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Art. 2884 codice civile: Cancellazione ordinata con sentenza

La cancellazione deve essere eseguita dal conservatore, quando è ordinata con sentenza passata in giudicato o con altro provvedimento definitivo emesso dalle autorità competenti (1).


Commento

(1) La norma disciplina l’ipotesi in cui il creditore non voglia prestare il consenso alla cancellazione dell’iscrizione ipotecaria. In tal caso, è possibile chiedere la cancellazione attraverso una sentenza che accerti l’esistenza di una causa estintiva dell’obbligazione.

Occorre una sentenza passata in giudicato. Oggetto di tale sentenza dovrà essere l’estinzione del credito garantito o dell’ipoteca. La legittimazione ad agire spetta al debitore, al terzo acquirente del bene ipotecato, al terzo datore d’ipoteca e a tutti coloro che possono essere pregiudicati dalla permanenza della iscrizione ipotecaria.

 


Giurisprudenza annotata

Ipoteca, cancellazione

Il disposto degli art. 2883 e 2884 c.c. induce a ravvisare la legittimazione passiva rispetto alla domanda di cancellazione della trascrizione ipotecaria proprio in capo ai soggetti che l’ordinamento individua come capaci di rendere il consenso alla sua cancellazione, ovvero al creditore beneficiario della trascrizione medesima. Non potendo essere evocato in lite al fine di ottenere lo specifico adempimento in questione il debitore che I”ipoteca stessa ha concesso se non nel caso in cui si pretenda l’adempimento della obbligazione assunta nei confronti del creditore e del terzo, acquirente del bene ipotecato, laddove abbia assunto nei suoi confronti l’obbligo di creare le condizioni necessarie e sufficienti al consenso alla cancellazione.

Tribunale Nocera Inferiore sez. II  15 maggio 2013 n. 424  

 

L'iscrizione di ipoteca legale, che sia stata operata sulla base di un decreto ingiuntivo dichiarato provvisoriamente esecutivo costituisce mero atto di esecuzione, per cui ne deve essere ordinata la cancellazione, anche di ufficio, qualora il titolo, per qualsiasi causa, divenga inefficace, con disposizione che va resa nello stesso provvedimento con cui viene accertata la sopravvenuta inefficacia. Rigetta, App. Venezia, 01/08/2007

Cassazione civile sez. III  13 giugno 2014 n. 13547  

 

Dal momento che, in virtù del disposto dell’art. 2884 c.c., la cancellazione dell’iscrizione ipotecaria deve essere necessariamente ordinata con sentenza, non può farsi luogo, in via provvisoria, ad alcuna pronuncia inibitoria e/o coercitiva che sia equipollente alla cancellazione stessa: di conseguenza, non può essere disposta la cancellazione del vincolo ipotecario mediante un provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c..

Tribunale Avellino  09 maggio 2014

 

Qualora, in forza del provvedimento di omologa della separazione personale, sia stata iscritta ipoteca giudiziale sugli immobili di proprietà di uno dei coniugi a garanzia degli obblighi di mantenimento su di lui gravanti, ai fini dell'accoglimento della domanda di cancellazione dell'ipoteca, quest'ultimo è tenuto a provare di aver sempre regolarmente adempiuto i predetti obblighi, circostanza da cui può ragionevolmente desumersi l'insussistenza del pericolo di inadempimento (nella specie, è stata ritenuta insufficiente la dimostrazione dell'adempimento delle obbligazioni, previste nelle condizioni della separazione, aventi ad oggetto l'acquisto dell'abitazione familiare e degli arredi necessari per il godimento della stessa, non avendo l'attore allegato alcun documento idoneo a dimostrare la regolarità dei versamenti degli assegni di mantenimento).

Tribunale Roma  17 marzo 2014

 

In tema di cancellazione dell'ipoteca per ordine del giudice, ai sensi dell'art. 2884 c.c., è necessaria l'esistenza di una statuizione giurisdizionale passata in cosa giudicata (o, comunque, di provvedimento definitivo) e, dunque, di una decisione dotata del massimo di intangibilità, mentre non può utilmente farsi ricorso ad un provvedimento cautelare, essendo, come noto, finalizzato esclusivamente ad assicurare in via meramente provvisoria, temporanea e strumentale, gli effetti della decisione su una determinata questione di merito.

Tribunale Nola  16 gennaio 2014

 

Il disposto degli art. 2883 e 2884 c.c. induce a ravvisare la legittimazione passiva rispetto alla domanda di cancellazione della trascrizione ipotecaria proprio in capo ai soggetti che l’ordinamento individua come capaci di rendere il consenso alla sua cancellazione, ovvero al creditore beneficiario della trascrizione medesima. Non potendo essere evocato in lite al fine di ottenere lo specifico adempimento in questione il debitore che I”ipoteca stessa ha concesso se non nel caso in cui si pretenda l’adempimento della obbligazione assunta nei confronti del creditore e del terzo, acquirente del bene ipotecato, laddove abbia assunto nei suoi confronti l’obbligo di creare le condizioni necessarie e sufficienti al consenso alla cancellazione.

Tribunale Nocera Inferiore sez. II  15 maggio 2013 n. 424  

 

Qualora sia stata iscritta ipoteca giudiziale in forza di una sentenza di primo grado, poi confermata in appello, la cassazione con rinvio della sentenza d'appello, non determinando alcun effetto sulla pronuncia di primo grado, ai fini dell'art. 336, comma 2, c.p.c., non incide in nessun modo sulla legittimità dell'iscrizione ipotecaria. Ne consegue che deve essere rigettata, per inesistenza del diritto fatto valere, la domanda, proposta dalla parte che abbia ottenuto la cassazione con rinvio, volta ad ottenere, in base all'art. 389 c.p.c., la cancellazione dell'ipoteca e il risarcimento dei danni per la pretesa illegittimità dell'iscrizione, senza che abbia rilievo al riguardo il disposto dell'art. 2884 c.c., il quale si riferisce al giudizio in cui viene chiesta la cancellazione dell'ipoteca e determina il momento in cui essa sia eseguibile, e non regola, invece, l'incidenza sull'ipoteca delle vicende del giudizio che abbia dato luogo all'iscrizione.

Cassazione civile sez. III  20 novembre 2012 n. 20315  

 

Il disposto di cui all’art. 2884, c.c., non può che trovare applicazione con esclusivo riferimento alla sola ipotesi contemplata da detta norma, di cancellazione del vincolo ipotecario e non anche di riduzione dello stesso, da cui consegue che in linea di principio deve ritenersi ammissibile il ricorso cautelare d'urgenza volto a conseguire un ordine di riduzione dell'ipoteca iscritta su un numero di beni spropositato o per un valore eccessivo, tenuto altresì conto che la riforma del procedimento cautelare di cui alla l. n. 80 del 2005 ha previsto all’art. 669-octies, comma 6 , c.p.c., la possibilità che i provvedimenti emessi in via cautelare, quando risultino idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito, acquistino efficacia definitiva, essendo meramente facoltativa l’instaurazione del giudizio di merito.

Tribunale Bari sez. IV  15 novembre 2008

 

Sebbene la cancellazione del vincolo ipotecario non possa essere disposta mediante un provvedimento d'urgenza ex art. 700 c.p.c., in quanto ne è presupposto, ai sensi dell'art. 2884 c.c., una sentenza passata in giudicato o un altro provvedimento definitivo, è nondimeno ammissibile, nel silenzio del legislatore sulla questione, tale rimedio cautelare nel caso in cui venga richiesta la riduzione dell'ipoteca.

Corte appello Milano sez. I  14 ottobre 2008

 

Non è possibile disporre la cancellazione dell'ipoteca giudiziale con provvedimento ex art. 700 c.p.c., tenuto conto del disposto dell'art. 2884 c.c. e dell'irreversibilità degli effetti della cancellazione.

Tribunale Arezzo  20 marzo 2008

 

La provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo e l'ipoteca giudiziale conseguente che sia stata iscritta sulla sua scorta sono destinate a cedere non solo di fronte ad un accertamento negativo del diritto di credito fatto valere con la domanda di ingiunzione, ma anche dinanzi ad un accertamento negativo circa i presupposti del procedimento di ingiunzione e, perciò, la loro inefficacia si determina anche in conseguenza dell'estinzione del giudizio civile di opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo dichiarata per effetto del trasferimento dell'azione civile nel processo penale scelto dal creditore-opposto, che impedisce, la possibilità che si possa pervenire ad una decisione di merito, dal momento che il suddetto trasferimento comporta che il giudice penale debba decidere del diritto al risarcimento del danno prodotto dal reato, non delle questioni processuali relative alla proponibilità della domanda di ingiunzione. Pertanto, siccome l'iscrizione di ipoteca è consentita dalla provvisoria esecutorietà del decreto e ne costituisce atto di esecuzione, che, però, nell'ipotesi di trasferimento dell'azione civile in sede penale, non può sopravvivere al venir meno del titolo su cui si fonda, ne deriva che la cancellazione dell'ipoteca stessa deve essere ordinata già con la sentenza che accerta l'inefficacia del decreto, e lo può essere anche di ufficio.

Cassazione civile sez. III  21 novembre 2006 n. 24746  

 

La cancellazione del vincolo ipotecario non può essere disposta mediante un provvedimento ex art. 700 c.p.c., dato che necessita, ai sensi dell'art. 2884 c.c., di una sentenza passata in giudicato o di altro provvedimento definitivo, potendosi, al più, ammettere l'esperibilità del rimedio cautelare esclusivamente nel caso in cui venga richiesta la riduzione restrittiva dell'ipoteca, in considerazione del fatto che la riduzione non equivale ad una cancellazione, ma piuttosto ad una "rettifica" tendente a correggere l'eccedenza dell'iscrizione.

Tribunale Bari sez. lav.  17 novembre 2005



 
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