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Art. 2903 codice civile: Prescrizione dell’azione

L’azione revocatoria si prescrive in cinque anni dalla data dell’atto.


Giurisprudenza annotata

Prescrizione dell'azione revocatoria

La prescrizione dell'azione revocatoria volta a far dichiarare inefficace la compravendita di un bene dissimulante una donazione comincia a decorrere dalla declaratoria di simulazione, in quanto solo da tale momento può essere fatto valere il relativo diritto. Rigetta, Milano, 20/04/2012

Cassazione civile sez. VI  16 dicembre 2014 n. 26460

 

In tema di amministrazione straordinaria ai sensi della legge 3 aprile 1979, n. 95, l'azione revocatoria fallimentare è esperibile solo dalla data del decreto che dispone l'apertura della procedura e la nomina del commissario, essendo quest'ultimo l'unico soggetto legittimato all'esercizio della suddetta azione, con la conseguenza che il relativo termine di prescrizione non decorre dalla dichiarazione dello stato di insolvenza, bensì solo dalla data del decreto di nomina del commissario governativo, ossia dal momento in cui, a norma dell'art. 2935 cod. civ., il diritto può essere fatto valere. Rigetta, App. Milano, 06/03/2006

Cassazione civile sez. I  29 luglio 2014 n. 17200  

 

Presupposto per l'esercizio dell'azione revocatoria penale ex art. 192 cod. pen. è la declaratoria di colpevolezza dell'autore del reato, sicché il termine di prescrizione dell'azione decorre dalla data cui risale tale declaratoria e non da quella del compimento dell'atto di disposizione contestato, poiché solo con la prima si identifica il momento in cui l'azione, ai sensi dell'art. 2935 cod. civ., può essere utilmente esercitata, fermo restando che la durata di tale termine, nonché la sua interruzione e sospensione, sono disciplinate dalle regole dettate in via generale dal codice civile in materia di prescrizione, in quanto l'azione in esame è pur sempre riconducibile al più ampio genere della "actio pauliana". Ne consegue che - in applicazione delle regole civilistiche di cui ai commi primo e terzo dell'art. 2045 cod. civ. - il termine di prescrizione è interrotto dall'esecuzione di una misura cautelare o dall'instaurazione di un giudizio risarcitorio e rimane sospeso per tutta la durata del giudizio - civile o penale che sia - destinato a concludersi con la pronuncia del titolo esecutivo che riconosce al danneggiato la qualità di creditore. Cassa e decide nel merito, Trib. Roma, 23/06/2008

Cassazione civile sez. III  31 ottobre 2014 n. 23158  

 

In tema di azione revocatoria, la norma dell'art. 2903 cod. civ. va coordinata con quella prevista dall'art. 2935 cod. civ., secondo cui la prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere. Ne consegue che, nel caso in cui sia esercitata un'azione ex art. 2901 cod. civ. per la revoca di un atto di trasferimento di un immobile, la prescrizione inizia a decorrere non già dalla data di stipulazione ma da quella di trascrizione dell'atto, necessaria affinché il trasferimento sia reso pubblico, conoscibile ai terzi ed a loro opponibile. Cassa con rinvio, App. Brescia, 27/06/2011

Cassazione civile sez. VI  27 maggio 2014 n. 11815  

 

In tema di liquidazione coatta amministrativa, l'art. 203 legge fall. identifica il periodo sospetto per la proposizione dell'azione revocatoria ma non detta il regime dell'esercizio di tale azione, con riguardo al termine di prescrizione - ora di decadenza, alla stregua di quanto sancito dall'art. 69 bis legge fall., introdotto dall'art. 55 d.lg. 9 gennaio 2006 n. 5, inapplicabile alla specie ratione temporis - e alla sua decorrenza. Ne consegue che il menzionato termine, secondo la disciplina anteriore alla riforma, va desunto dall'art. 2903 c.c., e, poiché per l'esercizio dell'azione in parola sono indispensabili la nomina del liquidatore e la dichiarazione giudiziale di insolvenza, per la identificazione del dies a quo occorre far riferimento ai due eventi congiunti dell'accertamento giudiziale predetto e del provvedimento che ordina la liquidazione.

Cassazione civile sez. I  11 gennaio 2013 n. 605  

 

L’art. 69 bis l.f., che prescrive un duplice termine di decadenza di tre anni dal fallimento e comunque di non oltre cinque anni dall’atto, si applica alle revocatorie relative alle procedure aperte dopo il 16 luglio 2006, mentre per la revocatoria fallimentare pregressa si mutuava il termine di prescrizione dall’art. 2903 c.c., stabilito in cinque anni dalla dichiarazione di fallimento.

Tribunale Monza sez. fallimentare  01 ottobre 2012 n. 2410  

 

La disposizione dell'art. 2903 c.c. che stabilisce l'azione revocatoria si prescrive in cinque anni dalla data dell'atto, deve essere interpretata (attraverso il coordinamento con la disposizione generale in tema di prescrizione di cui all'art. 2935 c.c.) nel senso che la prescrizione decorre dal giorno in cui dell'atto è stata data pubblicità ai terzi, in quanto solo da questo momento il diritto può essere fatto valere e l'inerzia del titolare protratta nel tempo assume effetto estintivo.

Tribunale Arezzo  23 marzo 2012

 

In tema di revocatoria fallimentare, il termine per l'esercizio dell'azione, secondo la disciplina ante riforma (il problema è stato risolto con la riforma mediante l'introduzione dell'art. 69 bis fall.), va certamente desunto dalla disciplina generale delle azioni revocatorie di cui all'art. 2903 c.c.; ma detta norma va letta in combinazione con l'art. 2935 c.c., secondo cui la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere. Ne consegue che il termine quinquennale decorre a far tempo dall'apertura del fallimento.

Tribunale Messina sez. II  31 marzo 2011

 

Qualora sia stata proposta un'azione revocatoria ordinaria per fare dichiarare inopponibile ad un singolo creditore un atto di disposizione patrimoniale compiuto dal debitore, a seguito del fallimento del debitore, sopravvenuto in pendenza del relativo giudizio, il curatore può subentrare nell'azione, in forza della legittimazione accordatagli dall'art. 66 l. fall., accettando la causa nello stato in cui si trova. Di conseguenza, trattandosi di un'azione che il curatore trova nella massa fallimentare e che si identifica con quella che i creditori avrebbero potuto esperire prima del fallimento, da un lato la relativa prescrizione, anche nei confronti della curatela, decorre, ai sensi dell'art. 2903 c.c., dalla data dell'atto impugnato, dall'altro l'interruzione della prescrizione, ad opera di uno dei creditori cui il curatore sia subentrato ex art. 66 cit., giova alla massa fallimentare.

Cassazione civile sez. I  28 maggio 2009 n. 12513

 

Ancorché controverso in giurisprudenza, deve ritenersi che il termine quinquennale previsto dall'art. 2903 c.c. per l'esercizio dell'esercizio dell'azione revocatoria (art. 2901 c.c.) decorra non dalla data dell'atto ma dal giorno in cui all'atto stesso sia stata data pubblicità (nella specie, mediante trascrizione).

Tribunale Modena  28 gennaio 2009 n. 84  

 

In tema di liquidazione coatta amministrativa, l'art. 203 l. fall. è deputato a identificare il periodo sospetto per l'esercizio dell'azione revocatoria ma non anche a dettare il regime dell'esercizio di tale azione, del termine della prescrizione - rectius di decadenza, alla luce di quanto dispone l'art. 69 bis, introdotto dall'art. 55 d.lg. n. 5 del 2006 inapplicabile alla specie "ratione temporis" - e della sua decorrenza. Ne consegue che il termine per l'esercizio dell'azione revocatoria - secondo la disciplina anteriforma - va desunto dalla legge generale (art. 2903 c.c.) e, poiché per l'esercizio dell'azione in parola sono indispensabili la nomina del liquidatore, e la dichiarazione giudiziale di insolvenza, per la identificazione del "dies a quo" del corso della prescrizione occorre far riferimento ai due eventi congiunti dell'accertamento giudiziale predetto e del provvedimento che ordina la liquidazione .

Cassazione civile sez. I  18 luglio 2007 n. 15960  

 

La sussistenza di una ipotesi di litisconsorzio necessario tra terzo acquirente e debitore convenuti dal creditore che ha promosso l'azione revocatoria ex art. 2901 c.c., e dunque di inscindibilità della causa così instaurata, comporta che la notifica dell'atto di citazione effettuata dall’attore nei confronti del debitore allorché il termine prescrizionale di cui all'art. 2903 c.c. non era ancora decorso, ha prodotto un valido effetto interruttivo della prescrizione anche per gli eredi del terzo acquirente (già deceduto) - nei riguardi dei quali sia ritualmente e tempestivamente avvenuta l’integrazione del contraddittorio - non potendosi distinguere, a tal fine, tra l'azione proposta nei confronti del terzo acquirente del bene oggetto dell'azione revocatoria e l'azione proposta nei confronti del debitore.

Tribunale Napoli sez. XI  02 maggio 2007

 

In tema di azione revocatoria, il termine di prescrizione decorre, ai sensi dell'art. 2903 c.c., dalla data di stipulazione e non da quella della trascrizione dell'atto dispositivo.

Cassazione civile sez. II  15 febbraio 2007 n. 3379  

 

La disposizione dell'art. 2903 c.c., laddove stabilisce che l'azione revocatoria si prescrive in cinque anni dalla data dell'atto, deve essere interpretata (attraverso il coordinamento con la disposizione generale in tema di prescrizione, di cui all'art. 2935 c.c.) nel senso che la prescrizione decorre dal giorno in cui dell'atto è stata data pubblicità ai terzi, in quanto solo da questo momento il diritto può esser fatto valere e l'inerzia del titolare protratta nel tempo assume effetto estintivo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito sul punto in cui rigettava l'eccezione di prescrizione dell'azione revocatoria ordinaria, ritenendo che la prescrizione iniziasse a correre non dalla stipula dell'atto di costituzione del fondo patrimoniale oggetto di revocatoria, ma dal giorno dell'annotazione dell'atto stesso nei registri dello stato civile).

Cassazione civile sez. III  19 gennaio 2007 n. 1210  

 

La prescrizione dell'azione revocatoria ordinaria, di cui all'art. 66 della l.fall., decorre, ai sensi dell'art. 2903, c.c., dalla data dell'atto da revocare, senza che possa invocarsi, al fine di ritenere una diversa decorrenza per il curatore del fallimento, il disposto dell'art. 2935, c.c., non essendovi alcuna differenza, dal punto di vista oggettivo, tra l'azione revocatoria ordinaria, di cui all'art. 2901, c.c. e quella di cui all'art. 66, legge fall. esercitata dal curatore a seguito della dichiarazione di fallimento, come è dimostrato dalla chiara lettera della legge (art. 66 legge fall.) che abilita il curatore ad agire "secondo le norme del codice civile". La dichiarazione di fallimento del debitore comporta, infatti, soltanto la sostituzione del curatore ai creditori nella legittimazione a proporre l'azione in questione, la devoluzione della cognizione della stessa al tribunale fallimentare e la estensione a vantaggio indistintamente di tutti i creditori degli effetti dell'accoglimento della domanda, senza minimamente incidere sui requisiti sostanziali dell'azione, atteso che, quest’ultima, pur assumendo il carattere di un’azione di massa, resta pur sempre ancorata alle specifiche condizioni previste dall'art. 2901, c.c., il che induce ad escludere che possa configurarsi come azione nuova ed autonoma rispetto a quella già esperibile dai singoli creditori.

Tribunale Bari sez. IV  07 dicembre 2006 n. 3026  

 

Il termine di prescrizione dell'azione revocatoria fallimentare corrisponde al termine quinquennale previsto dall'art. 2903 c.c. per l'azione revocatoria ordinaria, per effetto del rinvio operato dall'art. 2904 c.c.

Tribunale S.Maria Capua V.  25 febbraio 2005

 

L'azione revocatoria fallimentare ex art. 67 l. fall., si prescrive nel termine di cinque anni, in applicazione analogica della norma in tema di durata della prescrizione di cui all'art. 2903 c.c., con decorrenza tuttavia dalla data di apertura del fallimento in applicazione del principio generale fissato dall'art. 2935 c.c. a termine del quale la prescrizione non corre prima che il diritto possa farsi valere, prevalendo tale principio sulla disposizione speciale dettata dal cit. art. 2903 c.c., in tema di decorrenza del termine nella revocatoria ordinaria.

Cassazione civile sez. I  29 agosto 1997 n. 8173  

 

Il termine quinquennale di prescrizione dell'azione revocatoria fallimentare non decorre dalla data dell'atto, come avviene in tema di revocatoria ordinaria, ma dal momento della dichiarazione di fallimento, in applicazione del principio generale che la prescrizione comincia a decorrere dal momento in cui il diritto può essere fatto valere, che non può trovare deroga nella materia fallimentare, senza che si determini il sovvertimento della normativa fallimentare diretta a tutelare la "massa" dei creditori nei termini più severi. Nè, nel caso in cui l'ammissione alla procedura di amministrazione controllata preceda la dichiarazione di fallimento, la decorrenza del termine può farsi risalire all'inizio di detta procedura, poiché l'azione revocatoria costituisce manifestazione di un diritto potestativo proprio del solo curatore fallimentare, e non anche del commissario giudiziale dell'amministrazione controllata, cui spettano unicamente funzioni di controllo dell'attività dell'imprenditore-debitore, fermo restando che il calcolo del termine a ritroso per la determinazione del periodo sospetto decorre invece dalla data di ammissione alla procedura di amministrazione controllata.

Cassazione civile sez. I  06 giugno 1997 n. 5071  

 



 
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