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Art. 2907 codice civile: Attività giurisdizionale

Alla tutela giurisdizionale dei diritti provvede l’autorità giudiziaria su domanda di parte e, quando la legge lo dispone, anche su istanza del pubblico ministero o d’ufficio.

La tutela giurisdizionale dei diritti, nell’interesse delle categorie professionali, è attuata su domanda delle associazioni legalmente riconosciute, nei casi determinati dalla legge e con le forme da questa stabilite (1).


Commento

(1) Quando un soggetto subisce la lesione di un suo diritto ha il potere di chiedere allo Stato di intervenire per la sua tutela: ha, cioè, il potere di azione [v. Cost. 24], mediante il quale egli trasferisce in giudizio tale conflitto d’interessi. Colui che esercita l’azione si chiama attore; colui contro il quale l’azione viene esercitata, si chiama convenuto. Per proporre una domanda è necessario avervi interesse ed occorre che vi sia una relazione tra l’interesse ed il diritto che si fa valere in giudizio. Il convenuto si difenderà mediante eccezioni (ogni mezzo utile a contestare il fondamento della domanda dell’attore).

 

 


Giurisprudenza annotata

Attività giurisdizionale

In materia di pubblico impiego privatizzato, il datore di lavoro pubblico ha un'ampia potestà discrezionale nella scelta dei soggetti ai quali conferire incarichi dirigenziali, cui corrisponde, in capo a coloro che aspirano all'incarico, una posizione qualificabile come di interesse legittimo di diritto privato, riconducibile, quanto alla tutela giudiziaria, nella più ampia categoria dei "diritti" di cui all'art. 2907 cod. civ. (Nella specie, la S.C., nel confermare la sentenza di merito, ha escluso che alla revoca anticipata da un incarico dirigenziale presso una ASL conseguisse il diritto alla rinnovazione della nomina in favore dello stesso dirigente, a cui poteva riconoscersi soltanto il diritto al risarcimento del danno subito a causa dell'illegittimità della revoca dell'incarico, avvenuta tre mesi prima della scadenza). Rigetta, App. Milano, 30/10/2007

Cassazione civile sez. lav.  18 giugno 2014 n. 13867  

 

La norma contenuta nell'art. 99 c.p.c. dispone che chi vuol far valere un diritto in giudizio deve proporre domanda al giudice competente; tale disposizione si collega all'altra contenuta nell'art. 2907 comma 1 c.c. - secondo cui alla tutela giurisdizionale dei diritti provvede l'autorità giudiziaria su domanda di parte – e le condizioni dell'azione devono essere accertate dal giudice d'ufficio indipendentemente dal comportamento processuale del convenuto che può non contestare la verità di certi fatti allegati da parte dell'attore a fondamento della domanda.

Tribunale Nocera Inferiore  05 maggio 2014 n. 728  

 

La giurisdizione amministrativa sulle controversie inerenti a procedure concorsuali per l'assunzione, contemplata dall'art. 63 comma 4, d.lg. 30 marzo 2001 n. 165, è limitata a quelle che iniziano con l'emanazione di un bando e sono caratterizzate dalla valutazione comparativa dei candidati e dalla compilazione finale di una graduatoria, la cui approvazione, individuando i vincitori, rappresenta l'atto terminale del procedimento, cosicchè non vi resta compresa la fattispecie dell'inserimento in apposita graduatoria di tutti coloro che siano in possesso di determinati requisiti, anche derivanti dalla partecipazione a concorsi, e che è preordinata al conferimento dei posti lavoro che si renderanno disponibili; ciò perchè l'assenza di un bando, di una procedura di valutazione e, soprattutto dell'atto di approvazione, colloca l'ipotesi fuori della fattispecie concorsuale e comporta che sia il giudice ordinario a tutelare la pretesa all'inserimento e alla collocazione in graduatoria, pretesa che ha ad oggetto la conformità a legge degli atti di gestione nella graduatoria utile per l'eventuale assunzione; si è infatti in presenza di atti i quali, esulando da quelli compresi nelle procedure concorsuali per l'assunzione nè potendo essere ascritti ad altre categorie di attività autoritativa (identificate dall'art. 2 comma 1, cit. d.lg. n. 165 del 2001), non possono che restare inclusi tra le determinazioni assunte con la capacità e i poteri del datore del lavoro privato (art. 5 comma 2, cit. d.lg. n. 165 del 2001) di fronte ai quali sono configurabili soltanto diritti soggettivi e la tutela di cui all'art. 2907 c.c.

T.A.R. Campobasso (Molise) sez. I  17 ottobre 2013 n. 601

 

Non rientra nella giurisdizione amministrativa la controversia che, avendo ad oggetto la possibilità, o meno, di modificare determinate graduatorie ad esaurimento mediante l'attribuzione ad alcuni docenti di punteggi aggiuntivi dagli stessi maturati e agli stessi già riconosciuti in altre graduatorie ad esaurimento (relative ad altre classi di concorso), riguarda, in sostanza, l'accertamento del diritto al collocamento nella graduatoria con precedenza rispetto ad altri docenti. Ciò perché l'assenza di un bando, di una procedura di valutazione e, soprattutto, dell'atto di approvazione, colloca la fattispecie in esame al di fuori della materia concorsuale e comporta che sia il g.o. a valutare la pretesa allo spostamento del punteggio aggiuntivo da una graduatoria all'altra, pretesa che ha ad oggetto, in sostanza, la conformità a legge degli atti di gestione nella graduatoria utile per l'eventuale assunzione. Né la suddetta conclusione può mutare in relazione alla circostanza che il divieto di effettuare il suddetto spostamento è previsto da un d.m. (d.m. 8 aprile 2009 n. 42) che reca i criteri di massima concernenti l'integrazione e l'aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente per il biennio 2009-2011. Si è, infatti, in presenza di un atto che, esulando da quelli compresi nelle procedure concorsuali per l'assunzione, né potendo essere ascritto ad altre categorie di attività autoritativa (identificate dal d.lg. n. 165 del 2001, art. 2 comma 1) non può che restare compreso tra le determinazioni assunte con la capacità e i poteri del datore del lavoro privato (d.lg. n. 165 del 201) di fronte alle quali sono configurabili soltanto diritti soggettivi e la tutela di cui all'art. 2907 c.c.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. III  01 febbraio 2013 n. 1110  

 

Non rientra nella giurisdizione amministrativa la controversia che, avendo ad oggetto la possibilità, o meno, di modificare determinate graduatorie ad esaurimento mediante l'attribuzione ad alcuni documenti di punteggi aggiuntivi dagli stessi maturati e agli stessi già riconosciuti in altre graduatorie ad esaurimento (relative ad altre classi di concorso), riguarda, in sostanza, l'accertamento del diritto al collocamento nella graduatoria con precedenza rispetto ad altri docenti. Ciò perché l'assenza di un bando, di una procedura di valutazione e, soprattutto, dell'atto di approvazione colloca la fattispecie in esame al di fuori della materia concorsuale e comporta che sia il g.o. a valutare la pretesa allo spostamento del punteggio aggiuntivo da una graduatoria all'altra; pretesa che ha ad oggetto, in sostanza, la conformità a legge degli atti di gestione nella graduatoria utile per l'eventuale assunzione. Né la suddetta conclusione può mutare in relazione alla circostanza che il divieto di effettuare il suddetto spostamento è previsto da un decreto ministeriale (d.m. 8 aprile 2009 n. 42) che reca i criteri di massima concernenti l'integrazione e aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente per il biennio 2009-2011. Si è infatti in presenza di un atto che, esulando da quelli compresi nelle procedure concorsuali per l'assunzione, né potendo essere ascritto ad altre categorie di attività autoritativa, non può che restare compreso tra le determinazioni assunte con la capacità e i poteri del datore di lavoro privato, di fronte alle quali sono configurabili soltanto diritti soggettivi e la tutela di cui all'art. 2907 c.c.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. III  06 dicembre 2012 n. 10188  

 

Con riferimento al contratto di lavoro a tempo determinato stipulato dalla P.A. con soggetti privati e suscettibile di rinnovo alla scadenza del termine (nella specie, contratto stipulato dal Ministero degli Affari Esteri con esperti nel settore della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, ai sensi dell'art. 12, l. n. 49 del 1987), la discrezionalità della P.A. nella decisione di rinnovare o meno il rapporto contrattuale si esplica in regime privatistico, trattandosi di esercizio di un'attività esplicabile anche da soggetti privati nella fase dell'instaurazione o dell'attuazione di rapporti obbligatori, sicché la posizione autoritativa e discrezionale dell'ente (futuro o attuale) datore di lavoro può essere assimilata a quella dell'impren ditore e, correlativamente, la posizione soggettiva spettante al privato — ed eventualmente lesa — deve qualificarsi come interesse legittimo di diritto privato, da riportare, quanto alla tutela giudiziaria, nella più ampia categoria dei «¿diritti¿» di cui all'art. 2907 c.c.; ne consegue che la controversia instaurata dal privato in ipotesi di mancato rinnovo del contratto scaduto appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. I  05 novembre 2012 n. 9032

 

La titolarità dell'azione del p.m. in sede civile è eccezionale, derogando al principio della domanda di parte (cd. principio dispositivo), e la regola della tipicità, contenuta negli art. 69 c.p.c. e 2907 c.c., porta ad escludere interpretazioni estensive o analogiche, avendo tali enunciati carattere imperativo; ne consegue che, fuori dalle ipotesi tassativamente previste, il p.m. non ha potere di azione e tanto meno d'impugnazione. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso del p.m. avverso il decreto di liquidazione del compenso ad un consulente tecnico, emesso dal tribunale nell'ambito della fase esecutiva, posteriore all'omologazione, di una procedura di concordato preventivo).

Cassazione civile sez. I  16 ottobre 2012 n. 17764  

 

Ai sensi del combinato disposto degli art. 99 c.p.c. e 2907, comma 1, c.c., le condizioni dell’azione devono essere accertate dal giudice d’ufficio, indipendentemente dal comportamento processuale del convenuto, che può (come nel caso di specie) non contestare la verità di certi fatti allegati da parte dell’ attore a fondamento della domanda. Quello che importa tener presente è che l’art. 115 c.p.c. pone il divieto dell’utilizzazione del sapere privato del giudice e della ricerca d’ufficio della verità oltre il “thema decidendum” ed il “thema probandum”; il giudice deve giudicare “secundum alligata et probata”.

Tribunale Nocera Inferiore  29 agosto 2012 n. 691  

 

Non rientra nella giurisdizione amministrativa, ma in quella del giudice ordinario, la controversia avente ad oggetto la possibilità, o meno, di modificare determinate graduatorie ad esaurimento mediante l'attribuzione ad alcuni docenti di punteggi aggiuntivi dagli stessi maturati ed agli stessi già riconosciuti in altre graduatorie ad esaurimento (relative ad altre classi di concorso), riguardando, in sostanza, l'accertamento del diritto al collocamento nella graduatoria con precedenza rispetto ad altri docenti. Ciò perché l'assenza di un bando, di una procedura di valutazione e, soprattutto, dell'atto di approvazione, colloca la fattispecie in esame al di fuori della materia concorsuale e comporta che sia il giudice ordinario a valutare la pretesa allo spostamento del punteggio aggiuntivo da una graduatoria all'altra, pretesa che ha ad oggetto, in sostanza, la conformità a legge degli atti di gestione della graduatoria utile per l'eventuale assunzione. Né la suddetta conclusione può mutare in relazione alla circostanza che il divieto di effettuare il suddetto spostamento è previsto da un d.m. che reca i criteri di massima concernenti l'integrazione e l'aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente per il biennio 2009 — 2011. Si è, infatti, in presenza di un atto che, esulando da quelli compresi nelle procedure concorsuali per l'assunzione, né potendo essere ascritto ad altre categorie di attività autoritativa (identificate dal d.lg. n. 165 del 2001, art. 2 comma) non può che restare compreso tra le determinazioni assunte con la capacità e i poteri del datore di lavoro privato di fronte alle quali sono configurabili soltanto diritti soggettivi e la tutela di cui all'art. 2907 c.c.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. III  08 giugno 2012 n. 5202  

 



 
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