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Art. 2911 codice civile: Beni gravati da pegno o ipoteca

Il creditore che ha pegno su beni del debitore non può pignorare altri beni del debitore medesimo, se non sottopone a esecuzione anche i beni gravati dal pegno. Non può parimenti, quando ha ipoteca, pignorare altri immobili, se non sottopone a pignoramento anche gli immobili gravati dall’ipoteca.

La stessa disposizione si applica se il creditore ha privilegio speciale su determinati beni.


Giurisprudenza annotata

Esecuzione forzata

La previsione contenuta nell'art. 2911 c.c. (secondo cui "il creditore che ha pegno su beni del debitore non può pignorare altri beni del debitore medesimo, se non sottopone a esecuzione anche i beni gravati dal pegno. Non può parimenti, quando ha ipoteca, pignorare altri immobili, se non sottopone a pignoramento anche gli immobili gravati dall'ipoteca. La stessa disposizione si applica se il creditore ha privilegio speciale su determinati beni") trova applicazione solo nel caso in cui beni sottoposti a pegno siano di proprietà del debitore. La sua applicabilità - in mancanza di una specifica considerazione normativa - al caso di pegno costituito dal terzo potrebbe avvenire solo in via analogica. Sul presupposto, cioè, della identità di ratio delle situazioni poste a raffronto e delle finalità perseguite dal legislatore con la esplicita previsione di cui all'art. 2911 c.c. Una simile evenienza, peraltro, deve escludersi. Deriva da quanto precede, pertanto, che ove il debitore faccia valere la disposizione di cui all'art. 2911 c.c., per la mancata esecuzione sul bene costituito in pegno a un terzo, la relativa opposizione non ha natura di opposizione all'esecuzione ma agli atti esecutivi.

Cassazione civile sez. I  17 gennaio 2007 n. 1033  

 

L'opposizione con cui il debitore faccia valere la disposizione di cui all'art. 2911 c.c., per la mancata esecuzione su beni costituiti in pegno da un terzo, deve qualificarsi come opposizione agli atti esecutivi, in quanto con essa non viene denunciato un limite legale all'esecuzione; infatti, l'art. 2911 c.c. non si applica al caso in cui il pegno sia costituito da un terzo, sicché l'esecuzione non incontra il limite della necessaria sottoposizione a pignoramento dei beni gravati da pegno.

Cassazione civile sez. I  17 gennaio 2007 n. 1033  

 

La riduzione del pignoramento, purché restino assoggettati ad esecuzione solo immobili ipotecati, può essere disposta in base all'art. 496 c.p.c., sebbene ciò comporti che ad essere liberati dal pignoramento siano altri beni ipotecati. Invero, da un lato, ciò non significa sottrarre il bene al vincolo della causa di prelazione, che potrà tornare ad essere fatta valere esclusivamente se il credito risulterà insoddisfatto; dall'altro, gli art. 2911 c.c. e 558 c.p.c. perseguono lo scopo che ad essere pignorati siano prima gli immobili ipotecati e poi gli altri immobili, ma, purché all'espropriazione restino assoggettati immobili ipotecati, non escludono che altri immobili, ipotecati o meno, vi siano sottratti, se si delinea una situazione di eccesso nel ricorso all'espropriazione.

Cassazione civile sez. III  16 gennaio 2006 n. 702  

 

Nell'ipotesi in cui il creditore ipotecario abbia iniziato l'esecuzione su altro immobile non ipotecato, il successivo pignoramento dell'immobile ipotecato vale a raggiungere lo scopo pratico dell'art. 2911 c.c. (purché sia ancora pendente l'esecuzione iniziata sull'immobile libero e quest'ultimo non sia stato ancora venduto) e determina la sopravvenuta infondatezza dell'eventuale opposizione nel frattempo presentata, giacché il debitore resta tutelato contro ogni eventuale aggravio della sua condizione dall'art. 558 c.p.c. e viene pertanto a godere di una tutela non inferiore a quella di cui avrebbe beneficiato se il creditore avesse fin dal principio pignorato sia il bene libero sia quello ipotecato.

Tribunale Torino  04 novembre 2003

 

Il ricorso con cui il debitore si lamenta del pignoramento di altri immobili da parte del creditore ipotecario che non abbia sottoposto ad esecuzione anche l'immobile ipotecato ai sensi dell'art. 2911 c.c., deve qualificarsi come opposizione all'esecuzione per impignorabilità dei beni e non quale opposizione agli atti esecutivi ed è quindi infondata l'eccezione di tardività del ricorso ex art. 617 c.p.c. poiché nessun limite di decadenza è previsto per tale opposizione.

Tribunale Torino  04 novembre 2003

 

Non è precluso, al creditore garantito dal pegno, di munirsi di un titolo esecutivo e di sottoporre (al fine di tentare di realizzare per intero la soddisfazione del credito) a pignoramento altri beni del debitore, purché, nel rispetto della disposizione contenuta nell'art. 2911 c.c., sottoponga ad esecuzione anche il bene gravato da pegno.

Cassazione civile sez. III  11 novembre 1997 n. 11122  

 

L'istanza con cui il debitore esecutato, senza contestare il diritto della controparte a procedere ad esecuzione forzata nè dedurre vizi formali della procedura, lamenti che il creditore abbia proceduto (nella specie sulla base di un titolo esecutivo fino ad allora non azionato, di cui peraltro era dedotta la connessione con titolo già fatto valere) al pignoramento di un ulteriore bene immobile, quando invece il credito avrebbe dovuto ritenersi sufficientemente garantito da un precedente pignoramento immobiliare, integrando una richiesta di limitare i beni sottoposti a pignoramento va inquadrata tra quelle misure speciali che sono previste dagli art. 483, 496, 504 e 508 c.p.c., nonché dall'art. 2911 c.c., per evitare eccessi nell'uso del procedimento di espropriazione forzata, e appartengono alla competenza del giudice dell'esecuzione. Il provvedimento, negativo o positivo, al riguardo emanato dal giudice dell'esecuzione, in quanto atto esecutivo, è impugnabile con l'opposizione ex art. 617 c.p.c. con riferimento sia ad irregolarità formali che alla sua inopportunità. Più specificamente l'istanza suindicata va ricondotta non alla previsione di cui all'art. 483 c.p.c., volta a disciplinare il cumulo di "diversi" mezzi di espropriazione (come, per esempio, il cumulo dell'espropriazione mobiliare con quella immobiliare), ma alla previsione di cui all'art. 496, la quale sotto la rubrica "riduzione del pignoramento" disciplina la limitazione dell'espropriazione nell'ambito di uno stesso mezzo di espropriazione, senza che rilevi la circostanza che i beni siano colpiti con un solo atto di pignoramento o con più successivi pignoramenti.

Cassazione civile sez. III  06 marzo 1995 n. 2604  

 



 
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