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Art. 2922 codice civile: Vizi della cosa. Lesione

Nella vendita forzata non ha luogo la garanzia per i vizi della cosa.

Essa non può essere impugnata per causa di lesione.


Commento

Vizi: imperfezioni materiali della cosa che incidono sulla sua utilizzabilità diminuendone il valore in modo apprezzabile o rendendola inidonea all’uso cui è destinata.

 


Giurisprudenza annotata

Lesione ed evizione

L'aggiudicatario di un bene pignorato ha l'onere di far valere l'ipotesi di aliud pro alio con il solo rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi e quest'ultima deve essere esperita entro il termine perentorio di venti giorni dalla legale conoscenza dell'atto viziato, ovvero dal momento in cui la conoscenza del vizio si è conseguita o sarebbe stata conseguibile secondo una diligenza ordinaria.

Cassazione civile sez. III  02 aprile 2014 n. 7708  

 

Nella vendita forzata l'aggiudicatario del bene pignorato, in quanto parte del processo di esecuzione, ha l'onere di far valere l'ipotesi di "aliud pro alio" con il solo rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi, che va esperita - nel limite temporale massimo dell'esaurimento della fase satisfattiva dell'espropriazione, costituito dalla definitiva approvazione del progetto di distribuzione - comunque entro il termine perentorio di venti giorni dalla legale conoscenza dell'atto viziato, ovvero dal momento in cui la conoscenza del vizio si è conseguita o sarebbe stata conseguibile secondo una diligenza ordinaria. Rigetta, Trib. Milano, 27/07/2011

Cassazione civile sez. III  02 aprile 2014 n. 7708  

 

Il frazionamento dell'immobile soggetto ad espropriazione forzata, in contrasto con la disciplina urbanistica, può essere fatto valere dal debitore esecutato soltanto a condizione che della mancanza delle prescritte autorizzazioni non si sia dato atto nel bando di vendita (giacché in tal caso non si applicherebbe l'esonero dalla garanzia per i vizi di cui all'art. 2922, secondo comma, cod. civ.) e che il vizio sia stato fatto valere non oltre la formazione dei lotti, superata la quale il debitore esecutato non ha più titolo per far valere il suddetto vizio, né con le opposizioni esecutive, né con l'azione generale di nullità. Rigetta, App. Salerno, 04/05/2009

Cassazione civile sez. III  11 ottobre 2013 n. 23140  

 

Le nullità di cui al comma 2 dell'art. 40 l. 28 febbraio 1985 n. 47 non si estendono ai trasferimenti derivanti da procedure esecutive immobiliari individuali (come confermato dall'art. 46 del d.P.R. n. 380/2001: in entrambe le norme citate, la facoltà di sanatoria non è concessa all'acquirente in via automatica, ma è subordinata all'esistenza delle relative condizioni), di talché anche l'immobile abusivo non sanabile può costituire oggetto di vendita forzata, purché ciò sia dichiarato nel bando di vendita. In caso contrario, si sarebbe, difatti, in presenza di un'alienazione di "aliud pro alio" rispetto alla quale non opera l'esclusione della garanzia per i vizi della cosa di cui all'art. 2922 comma 2 c.c.

Cassazione civile sez. III  11 ottobre 2013 n. 23140  

 

Ai sensi dell'art. 2922, comma 1, c.c., nella vendita forzata compiuta nell'ambito dei procedimenti esecutivi, e applicabile anche alla vendita disposta in sede di liquidazione dell'attivo fallimentare, non operano le garanzie per i vizi o la mancanza di qualità della cosa di cui agli art. 1490-1497 c.c. La norma non riguarda, però, l'ipotesi di vendita di "aliud pro alio", configurabile quando il bene aggiudicato appartenga a un genere del tutto diverso da quello indicato nell'ordinanza di vendita, ovvero manchi delle qualità necessarie per assolvere la sua naturale funzione economico-sociale, oppure quando risulti compromessa la destinazione del bene stesso all'uso che, preso in considerazione nell'ordinanza, abbia costituito elemento determinante per l'offerta di acquisto.

Cassazione civile sez. I  04 luglio 2012 n. 11151  

 

L'esclusione della garanzia per i vizi della cosa, prevista dall'art. 2922 c.c., in riferimento alla vendita forzata compiuta nell'ambito dei procedimenti esecutivi, applicabile anche alla vendita disposta in sede di liquidazione dell'attivo fallimentare, opera per le fattispecie previste dagli art. da 1490 a 1497 c.c., cioè nel caso di vizi della cosa e di mancanza di qualità, ma non riguarda l'ipotesi di vendita di "aliud pro alio", configurabile quando il bene aggiudicato appartenga ad un genere del tutto diverso da quello indicato nell'ordinanza di vendita, ovvero manchi delle qualità necessarie per assolvere la sua naturale funzione economico-sociale, ovvero risulti compromessa la destinazione del bene all'uso che abbia costituito elemento determinante per l'offerta di acquisto.

Tribunale Bari sez. I  19 marzo 2012 n. 991  

 

L'esclusione della garanzia per i vizi della cosa, stabilita dall'art. 2922 comma 1 c.c., in riferimento alla vendita forzata compiuta nell'ambito dei procedimenti esecutivi e applicabile anche alla vendita disposta in sede di liquidazione dell'attivo fallimentare, opera per le fattispecie previste negli art. 1490-1497 c.c., ossia per i casi di vizi o di mancanza di qualità della cosa venduta, ma non riguarda l'ipotesi di vendita di "aliud pro alio", configurabile quando il bene aggiudicato appartenga ad un genere del tutto diverso da quello indicato nell'ordinanza di vendita, ovvero manchi delle qualità necessarie per assolvere la sua naturale funzione economico-sociale, oppure quando risulti compromessa la destinazione del bene stesso all'uso che, preso in considerazione dall'ordinanza, abbia costituito elemento determinante per l'offerta di acquisto.

Cassazione civile sez. I  14 ottobre 2010 n. 21249  

 

In tema di vizi della cosa venduta, nell'ipotesi in cui il giudice delegato abbia emesso decreto di trasferimento d'immobile costituito da "terreno edificabile" che, invece, sia risultato, dopo la vendita forzata del bene, terreno "edificato" di valore notevolmente superiore al prezzo di aggiudicazione, ricorre l'ipotesi della vendita "aliud pro alio" trattandosi di un errore relativo ad un elemento determinante l'offerta di acquisto. Ne consegue la legittimazione attiva del curatore ad esercitare l'azione di annullamento ai sensi degli art. 1427-1429 c.c., non essendo applicabile, all'ipotesi di vendita "aliud pro alio", l'art. 2922 c.c. che, pur riguardando anche la vendita disposta in sede di liquidazione dell'attivo fallimentare, esclude la garanzia solo per gli altri vizi della cosa nella vendita forzata.

Cassazione civile sez. I  14 ottobre 2010 n. 21249  

 

In tema di esecuzione per espropriazione forzata, qualora l'immobile aggiudicato risulti gravato da diritti reali non apparenti nè indicati negli atti della procedura, senza che l'aggiudicatario sia a conoscenza della situazione reale, deve riconoscersi a questo il diritto a far valere non la garanzia per evizione, limitata al solo diritto di proprietà, ma quelle di cui all'art. 1489 c.c. secondo le regole comuni, tenuto conto che tali regole incontrano una deroga nella vendita forzata solo con riguardo alla garanzia per vizi, esclusa dall'art. 2922, comma 1, c.c. Altrettanto vale con riferimento al caso in cui l'immobile espropriato sia gravato da un diritto personale (nella specie locazione), sottoposto dall'art. 1489 c.c. allo stesso trattamento dei diritti reali.

Cassazione civile sez. III  04 novembre 2005 n. 21384  

 

L'esclusione della garanzia per i vizi della cosa, prevista dall'art. 2922, c.c., in riferimento alla vendita forzata compiuta nell'ambito dei procedimenti esecutivi, applicabile anche alla vendita disposta in sede di liquidazione dell'attivo fallimentare, opera per le fattispecie previste dagli art. da 1490 a 1497 c.c., cioè nel caso di vizi della cosa e di mancanza di qualità, ma non riguarda l'ipotesi di vendita di "aliud pro alio", configurabile quando il bene aggiudicato appartenga ad un genere del tutto diverso da quello indicato nell'ordinanza di vendita, ovvero manchi delle qualità necessarie per assolvere la sua naturale funzione economico-sociale, ovvero risulti compromessa la destinazione del bene all'uso che, preso in considerazione dalla succitata ordinanza, abbia costituito elemento determinante per l'offerta di acquisto. (Nella specie, la Corte cass. ha cassato, per difetto di motivazione, il decreto del tribunale che non aveva congruamente indicato le ragioni in virtù delle quali il vincolo idrogeologico gravante sull'immobile venduto, non menzionato negli atti della procedura, non comprometteva la naturale funzione economico-sociale del bene).

Cassazione civile sez. I  25 febbraio 2005 n. 4085  

 

L’esclusione della garanzia per i vizi della cosa prevista dall’art. 2922 c.c. con riferimento alla vendita forzata compiuta nell’ambito dei procedimenti esecutivi si riferisce solo alle ipotesi previste dagli art. da 1490 al 1497 c.c. e non all’ipotesi di consegna di "aliud pro alio" tra il bene oggetto dell’ordinanza di vendita e quello oggetto dell’aggiudicazione.

Tribunale Larino  08 febbraio 2005

 

In tema di esecuzione per espropriazione forzata, qualora l'immobile aggiudicato risulti gravato da diritti reali non apparenti nè indicati negli atti della procedura, senza che l'aggiudicatario sia a conoscenza della situazione reale, deve riconoscersi a questo non il diritto a far valere la garanzia per evizione, limitata al solo diritto di proprietà, ma a far valere le garanzie di cui all'art. 1489 c.c. secondo le regole comuni, tenuto conto che tali regole incontrano una deroga nella vendita forzata solo con riguardo alla garanzia per vizi, esclusa dall'art. 2922, comma 1, c.c.

Cassazione civile sez. III  13 maggio 2003 n. 7294  

 

L'esclusione della garanzia per i vizi della cosa, prevista dall'art. 2922 c.c. in riferimento alla vendita forzata compiuta nell'ambito dei procedimenti esecutivi, si riferisce alle fattispecie previste dagli art. da 1490 a 1497 c.c., e cioè ai vizi della cosa e alla mancanza di qualità, e non riguarda l'ipotesi di "aliud pro alio" tra il bene oggetto dell'ordinanza e quello oggetto dell'aggiudicazione, deducibile anche rispetto alla vendita forzata, con conseguente annullamento della vendita. Tuttavia, nell'ipotesi in cui il bene trasferito sia solo quantitativamente diverso da quello descritto nell'ordinanza di vendita, e la domanda dell'interessato sia diretta semplicemente alla restituzione di parte del prezzo, è escluso il ricorso al rimedio regolato dall'art. 1497 c.c. ed il conseguente annullamento della vendita. La parziale inesecuzione del contratto fa sorgere, invero, il diritto dell'acquirente alla ripetizione di parte del prezzo (obbligazione, questa, che si configura come debito di valuta e non di valore), rimedio ammissibile anche in caso di esecuzione forzata. Ed infatti, l'art. 2921, comma 2, c.c., consentendo all'aggiudicatario che non riesca a conseguire una parte del bene il diritto a ripetere una parte proporzionale del prezzo di aggiudicazione, impedisce che si verifichi un indebito arricchimento di coloro che dovranno ripartirsi il prezzo ricavato dalla vendita, in applicazione del principio generale della ripetizione dell'indebito.

Cassazione civile sez. I  09 ottobre 1998 n. 10015  

 

La disciplina dell'art. 2922 c.c. - applicabile anche alla vendita fallimentare - coinvolge le fattispecie degli art. da 1490 e 1497 c.c. ma non l'ipotesi dell'individuazione di un "aliud pro alio" tra il bene oggetto dell'ordinanza di vendita ed il bene oggetto dell'aggiudicazione che si ha non solo quando la cosa appartenga ad un genere del tutto diverso da quello indicato nell'ordinanza ovvero quando manchi delle particolari qualità necessarie per assolvere alla sua naturale funzione economico-sociale, ma anche quando risulti del tutto compromessa la destinazione all'uso che nell'ordinanza di vendita sia stato preso in considerazione e che abbia costituito situazione determinante per l'offerta all'acquisto (nella specie terreno risultato non edificabile come previsto invece nell'ordinanza). In tal caso l'aggiudicatario può domandare in giudizio l'annullamento della vendita.

Cassazione civile sez. I  21 dicembre 1994 n. 11018  

 

L'esclusione della garanzia per i vizi della cosa, prevista dall'art. 2922 comma 2 c.c. con riferimento alla vendita forzata compiuta nell'ambito dei procedimenti esecutivi, si riferisce alle fattispecie previste dagli art. da 1490 a 1497 c.c. (vizi della cosa e mancanza di qualità) e non riguarda quindi l'ipotesi di "aliud pro alio" tra bene oggetto dell'ordinanza di vendita e quello oggetto dell'aggiudicazione, configurabile sia quando la cosa appartenga a un genere del tutto diverso da quello indicato nell'ordinanza (ovvero manchi delle particolari qualità necessarie per assolvere la sua naturale funzione economico-sociale), sia quando risulti del tutto compromessa la destinazione della cosa all'uso che, preso in considerazione nell'ordinanza di vendita, abbia costituito elemento determinante per l'offerta d'acquisto. (Nella specie era stato impugnato un provvedimento del tribunale fallimentare relativo alla comminazione della decadenza dell'aggiudicatario ex art. 587 c.p.c. e la S.C., sulla base dell'esposto principio, ha annullato tale provvedimento, fondato sull'affermazione che la non edificabilità di un terreno - in ipotesi qualificato come edificabile nell'ordinanza di vendita - si traduce in un vizio della cosa non deducibile rispetto ad una vendita forzata.

Cassazione civile sez. I  21 dicembre 1994 n. 11018  



 
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