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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2927 codice civile: Evizione della cosa assegnata

L’assegnatario, se subisce l’evizione della cosa, ha diritto di ripetere quanto ha pagato agli altri creditori, salva la responsabilità del creditore procedente per i danni e per le spese.

L’assegnatario conserva le sue ragioni nei confronti del debitore espropriato, ma non le garanzie prestate da terzi.


Giurisprudenza annotata

Evizione della cosa assegnata

In tema di azione revocatoria fallimentare ex art. 67 l. fall., il curatore, pur dovendo dimostrare la conoscenza effettiva e concreta da parte del convenuto dello stato di decozione dell’imprenditore poi dichiarato fallito, può fornire detta prova anche per il tramite di elementi presuntivi; ne deriva che a tal fine possono essere utilizzati anche elementi attinenti alla conoscibilità dell’insolvenza – nel senso di conoscibilità concreta e non meramente astratta – da cui desumerne presuntivamente la conoscenza effettiva, purché tale prova sia soggetta agli ordinari requisiti di gravità, precisione e concordanza di cui all’art. 2927 c.c. (Nella specie, è stata ritenuta dimostrata la sussistenza del suddetto presupposto soggettivo in capo all’istituto di credito convenuto sulla base di elementi quali l’andamento anomalo dei rapporti di conto corrente intrattenuti dalla società poi fallita; l’adozione da parte della banca di strumenti volti al rafforzamento della tutela del proprio credito, a fronte dell’esponenziale aumento, nel periodo precedente alla dichiarazione di fallimento, dell’esposizione debitoria della società poi fallita; le risultanze dei bilanci, specie in prossimità del fallimento, della società poi fallita, con la quale l’istituto di credito convenuto intratteneva diversi rapporti creditizi).

Tribunale Palermo sez. IV  22 gennaio 2013 n. 280  

 

È illegittimo per assoluto difetto di motivazione e deve essere, pertanto, annullato per violazione dell'art. 2927 c.c. e dell'art. 42 d.P.R. n. 600 del 1973, l'avviso d'accertamento di tipo induttivo che, a maggior ragione in presenza di una contabilità almeno formalmente regolare, non offra alcun riscontro probatorio, nemmeno in termini di presunzioni gravi, precise e concordanti, a sostegno delle rettifiche operate dall'ufficio accertatore e in contrasto con le tesi difensive del contribuente.

Cassazione civile sez. trib.  23 ottobre 2001 n. 13015  

 

Perché possa sussistere, ai sensi dell'art. 2927 comma 3 c.c. una rinuncia tacita o per fatti concludenti all'eccezione di prescrizione, deve verificarsi una piena incompatibilità tra il comportamento dell'amministrazione debitrice e la volontà di questa di avvalersi della causa estintiva del diritto dell'impiegato creditore.

Consiglio di Stato sez. VI  24 ottobre 1994 n. 1554  



 
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