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Art. 2928 codice civile: Assegnazione di crediti

Se oggetto dell’assegnazione è un credito, il diritto dell’assegnatario verso il debitore che ha subito l’espropriazione non si estingue che con la riscossione del credito assegnato.


Commento

Oggetto dell’assegnazione forzata può essere un credito che il debitore sottoposto ad esecuzione aveva nei confronti di un terzo. La particolarità è che il diritto del creditore non si estinguerà fino a quando non avrà ottenuto il pagamento del credito a lui assegnato.

Se, però, l’assegnatario compie sul credito atti di disposizione, l’assegnazione si converte in pro soluto, cioè sarà sufficiente il trasferimento del credito perché egli si intenda soddisfatto, indipendentemente dall’effettivo adempimento.


Giurisprudenza annotata

Assegnazione dei crediti

In tema di revocatoria fallimentare, è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, del combinato disposto degli artt. 553, primo comma, cod. proc. civ., e 2928 cod. civ., nella parte in cui, subordinando il trasferimento del credito assegnato al pagamento del terzo ed escludendo la possibilità di far retroagire la soddisfazione del creditore al momento dell'assegnazione, determinerebbe un'ingiustificata disparità di trattamento tra il creditore assegnatario e quello che abbia ottenuto la cessione volontaria del credito, il pagamento spontaneo o l'assegnazione di beni mobili, giustificandosi la dilatazione del periodo sospetto (fino all'avvenuto pagamento da parte del terzo debitore) per la diversità strutturale tra la situazione del primo e quella derivante dalla cessione del credito, da cui l'inutilizzabilità quale "tertium comparationis". Rigetta, App. Roma, 03/04/2006

Cassazione civile sez. I  20 agosto 2014 n. 18051  

 

In tema di espropriazione presso terzi, l'ordinanza di assegnazione al creditore del credito spettante verso il terzo al debitore esecutato, non impugnata con l'opposizione agli atti esecutivi nei termini di cui all'art. 617 c.p.c., opera il trasferimento coattivo ed attuale del credito al creditore pignorante, producendo una modificazione soggettiva del rapporto creditorio e la conclusione dell'espropriazione. Peraltro l'assegnazione del credito, in quanto disposta in pagamento salvo esazione ai sensi dell'art. 553 c.p.c., cioè pro solvendo, non opera anche l'immediata liberazione del debitore esecutato verso il creditore pignorante, la quale si verifica soltanto con il pagamento che il debitore assegnato esegua al creditore assegnatario (art. 2928 c.c.), momento nel quale questi realizza il pieno effetto satisfattivo dell'assegnazione che, quindi, integra una "datio in solutum" condizionata al pagamento integrale.

Cassazione civile sez. I  11 dicembre 2007 n. 25946  

 

Poiché le somme dovute dal terzo sono assegnate in pagamento ai creditori «salvo esazione» (art. 553 c.p.c.), il debito dell'insolvente (art. 2928 c.c.) sopravvive all'assegnazione e l'effetto satisfattivo per il creditore procedente è rimesso alla successiva esazione; ne consegue che il pagamento che il terzo «assegnato» abbia eseguito dopo la dichiarazione di fallimento (e che vale ad estinguere il persistente debito del fallito) è soggetto alla sanzione d'inefficacia prevista dall'art. 44 l. fall.

Tribunale Catania  30 marzo 2006

 

In tema di pagamenti coattivi di debiti del fallito nell'ambito di procedure di espropriazione presso terzi, come è revocabile, ai sensi dell'art. 67, comma 2, l. fall., il pagamento - e non già l'ordinanza di assegnazione emessa dal giudice dell'esecuzione - eseguito dal terzo debitore "assegnato" in favore del creditore "assegnatario" nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento, così pure è inefficace, ai sensi dell'art. 44 l. fall., il medesimo pagamento ove sia intervenuto successivamente a tale dichiarazione, ancorché in base a provvedimento di assegnazione di data anteriore. Né vale opporre che, ai fini sia della revoca che dell'inefficacia, sarebbe determinante non già il soddisfacimento del creditore, ma il depauperamento del debitore, che si realizza con l'assegnazione coattiva del credito: giacché, al contrario, oggetto tanto dell'una che dell'altra è il pagamento - cui si connette la violazione della par condicio creditorum - il quale si perfeziona solo con l'adempimento da parte del debitor debitoris, come risulta dall'inequivoco disposto degli art. 553, comma 1, c.p.c. e 2928 c.c..

Cassazione civile sez. I  12 gennaio 2006 n. 463  

 

Poiché le somme dovute dal terzo sono assegnate in pagamento ai creditori "salvo esazione" (art. 553 c.p.c.), alla assegnazione sopravvive il debito dell'insolvente (art. 2928 c.c.) e l'effetto satisfattivo per il creditore procedente è rimesso alla successiva esazione. Ne consegue che il pagamento che il terzo "assegnato" abbia eseguito dopo la dichiarazione di fallimento (e che vale ad estinguere il persistente debito del fallito) incontra la sanzione d'inefficacia prevista dall'art. 44 l. fall.

Cassazione civile sez. I  14 febbraio 2000 n. 1611  

 



 
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