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Art. 2931 codice civile: Esecuzione forzata degli obblighi di fare

Se non è adempiuto un obbligo di fare, l’avente diritto può ottenere che esso sia eseguito a spese dell’obbligato nelle forme stabilite dal codice di procedura civile (1).


Commento

Esecuzione forzata degli obblighi di fare: forma di esecuzione forzata diretta a far conseguire al creditore la medesima prestazione specifica di fare, oggetto del suo diritto.

 

(1) Gli obblighi di fare cui si riferisce la norma sono soltanto quelli fungibili, ossia suscettibili di essere eseguiti anche da persona diversa dal debitore.


Giurisprudenza annotata

Esecuzione forzata per consegna o rilascio

In tema di risarcimento del danno conseguente all'ingiustificato procrastinarsi dell'esecuzione dello sfratto, il danno risarcibile è solo quello realizzato nel periodo compreso tra la prima e l'ultima data fissate per l'esecuzione in cui sarebbe dovuta essere fornita la forza pubblica, escludendosi il periodo successivo in cui si è soprasseduto all'esecuzione o in conseguenza di accordi tra le parti (se non proprio di cause di forza maggiore) o a seguito di provvedimento giudiziale di sospensione dello sfratto, ragioni tutte che avrebbero comunque reso indifferente la presenza o meno della forza pubblica.

Corte appello Firenze sez. II  11 luglio 2007 n. 1244  

 

Il privato portatore di un titolo esecutivo giudiziario ha un diritto soggettivo pieno ad ottenere dallo Stato le attività necessarie all'esecuzione forzata del provvedimento, comprese quelle relative all'uso della forza pubblica e nel giudizio promosso per il risarcimento del danno derivatogli dalla mancata o tardiva esecuzione dello sfratto, non è qui tenuto a dimostrare come il diniego fosse ingiustificato, quanto la p.a. convenuta è onerata della prova che l'autorità di P.S., richiesta dell'assistenza, era impossibilitata a prestarle per causa di forza maggiore o per ineludibili esigenze di servizi.

Corte appello Firenze sez. II  11 luglio 2007 n. 1244  

 

In tema di esecuzione di sfratti a seguito di convalida di licenza per finita locazione, richiesta dall'ufficiale giudiziario l'assistenza della forza pubblica per l'esecuzione del titolo, e non concessa tale assistenza da parte dell'autorità competente, nel giudizio promosso dal privato per il risarcimento del danno derivatogli dalla mancata o tardiva esecuzione dello sfratto, non il privato è tenuto a dimostrare come il diniego fosse ingiustificato, quanto la p.a. convenuta è onerata della prova che l'autorità di P.S. richiesta dell'assistenza era nell'impossibilità di prestarla, senza che, all'uopo, possa ritenersi sufficiente addurre la reiterazione di esigenze alternative o di mancanza del personale necessario perché la p.a. possa ritenersi esente da responsabilità, dovendosi, per converso, in relazione alla molteplicità dei compiti demandati alle forze di polizia, tener conto, nella valutazione della effettività delle ragioni addotte a sostegno della contingente impossibilità rappresentata, del complessivo comportamento della pubblica autorità, considerando 1) l'eventuale indicazione di date alternative (diverse da quelle stabilite dall'ufficiale giudiziario); 2) il numero delle volte in cui l'assistenza sia stata infruttuosamente richiesta; 3) la genericità o puntualità dei singoli motivi di diniego.

Cassazione civile sez. III  26 febbraio 2004 n. 3873  

 

Mentre il diritto soggettivo di credito al rilascio di un bene, previsto nell'art. 2930 c.c., riconosce al titolare del diritto di conseguire l'adempimento della obbligazione di consegna della cosa determinata, cioèl'adempimento di un'obbligazione di dare, il momento processuale della esecuzione per rilascio, attraverso il verbale di immissione redatto dall'ufficiale giudiziario ai sensi dell'art. 608 c.p.c. si esaurisce nella predisposizione dei mezzi tecnici di attuazione del trasferimento materiale del possesso dal debitore al creditore.

Cassazione civile sez. III  22 gennaio 1998 n. 607  

 

L'opposizione all'esecuzione per rilascio di un immobile promossa contro il terzo datore di ipoteca in forza di un decreto di trasferimento emesso dal giudice dell'espropriazione immobiliare, deve essere proposta, quando l'esecuzione sia già iniziata con ricorso al giudice dell'esecuzione stessa (art. 615, comma 2 c.p.c.) cioè al pretore, il quale, nel caso in cui la controversia ecceda la propria competenza per valore, provvederà alla rimessione delle parti dinanzi al giudice competente per valore. In tal caso, pertanto, il ricorso al giudice della espropriazione immobiliare è inammissibile e non può trovare applicazione la sanatoria della intervenuta nullità a termini dell'art. 156 c.p.c.

Cassazione civile sez. III  03 maggio 1980 n. 2913  

 

 



 
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