codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 2934 codice civile: Estinzione dei diritti

Ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge.

Non sono soggetti alla prescrizione i diritti indisponibili e gli altri diritti indicati dalla legge (1).


Commento

Prescrizione: causa di estinzione del diritto per inattività o non uso, da parte del titolare, per un periodo di tempo determinato dalla legge.

 

(1) Tali diritti sono imprescrittibili sia perché sottratti alla disponibilità del titolare sia perché rispondono ad un interesse della collettività. Essi sono: i diritti della personalità (es.: diritto al nome, all’immagine), i diritti di stato (es.: il diritto di cittadinanza) i poteri di diritto familiare (es.: responsabilità genitoriale), i diritti patrimoniali derivanti da rapporti familiari (es.: usufrutto legale, diritto agli alimenti etc.).

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Estinzione dei diritti

L'eccezione di interruzione della prescrizione, configurandosi diversamente dall'eccezione di prescrizione come eccezione in senso lato, può essere rilevata anche d'ufficio dal giudice in qualsiasi stato e grado del processo, ma sulla base di allegazioni e di prove ritualmente acquisite o acquisibili al processo.

Tribunale Torre Annunziata sez. I  16 ottobre 2014 n. 2777  

 

In tema di prescrizione estintiva, elemento costitutivo della relativa eccezione è l'inerzia del titolare del diritto fatto valere in giudizio, mentre la determinazione della durata di questa, necessaria per il verificarsi dell'effetto estintivo, si configura come una quaestio iuris concernente l'identificazione del diritto stesso e del regime prescrizionale per esso previsto dalla legge. Deriva da quanto precede, pertanto, che la riserva alla parte del potere di sollevare l'eccezione implica che a essa sia fatto onere soltanto di allegare il menzionato elemento costitutivo e di manifestare la volontà di profittare di quell'effetto, non anche di indicare direttamente o indirettamente (cioè attraverso specifica menzione della durata dell'inerzia) le norme applicabili al caso di specie, l'identificazione delle quali spetta al potere-dovere del giudice. La corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato, che vincola il giudice, infatti, riguarda il petitum che va determinato con riferimento a quello che viene domandato sia in via principale che in via subordinata, in relazione al bene della vita che l'attore intende conseguire, e alle eccezioni che in proposito siano state sollevate dal convenuto. Tale principio, peraltro, non osta a che il giudice renda la pronuncia richiesta in base a una ricostruzione dei fatti autonoma, rispetto a quella prospettata dalle parti, nonché in base alla qualificazione giuridica dei fatti medesimi e, in genere, all'applicazione di una norma giuridica diversa da quella invocata dalla parte. (In applicazione del principio che precede la Suprema corte ha osservato che nella specie non sussisteva alcuna preclusione, a carico della parte che aveva originariamente sollevato l'eccezione di prescrizione decennale, a invocare, nel giudizio di appello, la prescrizione quinquennale e che il riferimento dell'appellante al termine di prescrizione, quinquennale, ex art. 2947 comma 1 c.c., non privava il giudice di appello del potere officioso di applicazione - previa diversa qualificazione della domanda - della norma di cui all'art. 2948 c.c., di previsione peraltro di un termine di eguale durata).

Cassazione civile sez. III  13 giugno 2014 n. 13552  

 

In tema di espropriazione per pubblica utilità, ai fini della decorrenza del termine di prescrizione quinquennale per l'esercizio dell'azione risarcitoria a seguito di occupazione acquisitiva o appropriativa non è sufficiente la mera consapevolezza di avere subito un'occupazione e/o una manipolazione senza titolo dell'immobile, ma occorre che il danneggiato si trovi nella possibilità di apprezzare la gravità delle conseguenze lesive per il suo diritto dominicale anche con riferimento alla loro rilevanza giuridica e, quindi, in particolare, al verificarsi dell'effetto estintivo-acquisitivo definitivo perseguito dall'amministrazione espropriante. L'onere di provare la ricorrenza del presupposto richiesto dall'art. 2947 c.c., coincidente con il momento in cui il trasferimento della proprietà venga o possa essere percepito dal proprietario come danno ingiusto ed irreversibile, grava sull'amministrazione e, in mancanza di tale prova, si deve ritenere, in adesione all'indirizzo giurisprudenziale della Cedu, che tale momento coincida con quello della citazione introduttiva del giudizio nel quale il proprietario richieda il controvalore dell'immobile (con i relativi accessori), incompatibile con il perdurare del suo diritto dominicale su di esso. Cassa con rinvio, App. Salerno, 26/02/2008

Cassazione civile sez. I  17 aprile 2014 n. 8965  

 

L'esistenza di una causa di sospensione della prescrizione - ancorché non dedotta nelle fasi di merito - non integrando una eccezione in senso stretto, è rilevabile d'ufficio anche in sede di legittimità, sempre che le relative circostanze siano risultanti dagli atti già ritualmente acquisiti nel precedente corso del processo.

Cassazione civile sez. III  26 febbraio 2014 n. 4548  

 

L'onere della parte che propone l'eccezione di prescrizione è quello di indicare se intende avvalersi di quella presuntiva o di quella estintiva mentre - nell'ambito di questa ultima - non è necessario che la parte ne indichi il tipo e la durata, spettando al giudice, in base al principio iure novit curia identificare quale sia il termine di prescrizione applicabile, secondo le varie ipotesi previste dalla legge.

Cassazione civile sez. II  25 febbraio 2014 n. 4489  

 

In tema di prescrizione estintiva, l'elemento costitutivo della relativa eccezione è l'inerzia del titolare del diritto fatto valere in giudizio e la manifestazione della volontà di profittare dell'effetto ad essa ricollegato dall'ordinamento, mentre la determinazione della durata di questa configura una "quaestio iuris" sulla identificazione del diritto stesso e del regime prescrizionale applicabile, che, previa attivazione del contraddittorio sulla relativa questione, compete al giudice con la conseguenza che non incorre in preclusioni la parte che, proposta originariamente una prescrizione quinquennale (nella specie, in materia di diritto al risarcimento del danno da tardiva attuazione di direttiva comunitaria a favore dei medici specializzandi), invochi nel successivo corso del giudizio la prescrizione ordinaria decennale, o viceversa. Cassa e decide nel merito, App. Roma, 06/12/2010

Cassazione civile sez. VI  20 gennaio 2014 n. 1064  

 

Se il legato ha per oggetto un diritto non soggetto a prescrizione, come il diritto di proprietà su di un bene, il beneficiario non perde la (non esercitata) facoltà di chiederne la consegna nei confronti del detentore, sia esso o no l'erede, fino a quando non abbia perso il diritto di proprietà in conseguenza del suo acquisto da parte di un terzo secondo uno dei modi stabiliti dalla legge: non è, difatti, configurabile, alla stregua dell'art. 649, terzo comma, cod. civ., un diritto autonomo a richiedere il possesso della cosa legata, integrando la relativa richiesta un onere del legatario, rispetto al quale è estranea la prescrizione, che colpisce, a norma dell'art. 2934 cod. civ., i diritti soggettivi. Rigetta, App. Napoli, 26/10/2006

Cassazione civile sez. II  05 novembre 2013 n. 24751  

 

Il diritto alla reintegrazione della quota di riserva, o legittima, non può ritenersi indisponibile, quindi, imprescrittibile, a norma dell'art. 2934 c.c., in quanto il divieto dei patti successori, opera con riferimento alle successioni non ancora aperte e, ne consegue che, dopo l'apertura della successione, i diritti del legittimario sono liberamente disponibili, e le relative azioni, tra cui l'azione di riduzione, sono soggette a prescrizione.

Tribunale Nocera Inferiore sez. II  18 ottobre 2013 n. 1178  

 

Il decorso del termine di prescrizione dell'azione di cui all'art. 2934 c.c. può farsi risalire ad una data anteriore a quella della dichiarazione di fallimento nel caso di preesistenza di elementi oggettivi, conoscibili dal ceto creditorio, dai quali emerga il deficit patrimoniale.

Cassazione civile sez. I  05 aprile 2013 n. 8426  

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti