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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 2941 codice civile: Sospensione per rapporti tra le parti

La prescrizione rimane sospesa:

1) tra i coniugi;

2) tra chi esercita la responsabilità genitoriale di cui all’articolo 316 o i poteri a essa inerenti e le persone che vi sono sottoposte;

3) tra il tutore e il minore o l’interdetto soggetti alla tutela, finché non sia stato reso e approvato il conto finale, salvo quanto è disposto dall’art. 387 per le azioni relative alla tutela;

4) tra il curatore e il minore emancipato o l’inabilitato;

5) tra l’erede e l’eredità accettata con beneficio d’inventario;

6) tra le persone i cui beni sono sottoposti per legge o per provvedimento del giudice all’amministrazione altrui e quelle da cui l’amministrazione è esercitata, finché non sia stato reso e approvato definitivamente il conto;

7) tra le persone giuridiche e i loro amministratori, finché sono in carica, per le azioni di responsabilità contro di essi;

8) tra il debitore che ha dolosamente occultato l’esistenza del debito e il creditore, finché il dolo non sia stato scoperto.


Giurisprudenza annotata

Sospensione dei rapporti tra le parti.

L'impossibilità di far valere il diritto, alla quale l'art. 2935 cod. civ. attribuisce rilevanza di fatto impeditivo della decorrenza della prescrizione, è solo quella che deriva da cause giuridiche che ne ostacolino l'esercizio e non comprende anche gli impedimenti soggettivi o gli ostacoli di mero fatto, per i quali il successivo art. 2941 cod. civ. prevede solo specifiche e tassative ipotesi di sospensione, nel cui ambito, salva l'ipotesi di dolo prevista dal n. 8, non rientra l'ignoranza, da parte del titolare, del fatto generatore del suo diritto, né il dubbio soggettivo sulla esistenza di tale diritto od il ritardo indotto dalla necessità del suo accertamento. (Nella specie, relativa alla responsabilità di un notaio per redazione di un atto rivelatosi errato, la S.C. ha confermato la sentenza con la quale il giudice di merito aveva ritenuto che il conseguente danno si era verificato con la redazione della scrittura, da cui decorreva il termine di prescrizione del diritto al risarcimento). Rigetta, App. Venezia, 14/12/2009

Cassazione civile sez. III  06 ottobre 2014 n. 21026

 

È manifestamente inammissibile, per difetto di motivazione sulla rilevanza, la q.l.c. dell'art. 2941, comma 1 n. 7), c.c., censurato, in riferimento agli art. 3 e 24 cost., nella parte in cui “non prevede la sospensione della prescrizione tra la società in nome collettivo e i suoi amministratori per le azioni sociali di responsabilità nei loro confronti finché sono in carica”. Infatti, premesso che rientra tra i poteri della Corte costituzionale il sindacato, in sede di ammissibilità, sulla validità dei presupposti di esistenza del giudizio principale, qualora risultino manifestamente carenti, ovvero manchi una plausibile motivazione in ordine agli stessi, e tenuto conto della modalità di designazione degli arbitri quale esposta nell'ordinanza di rimessione valutata alla luce del costante orientamento della giurisprudenza di legittimità secondo cui la mancata previsione della nomina degli arbitri da parte di un soggetto estraneo alla società, come stabilito dall'art. 34, comma 2, d.lg. 17 gennaio 2003 n. 5, comporta la nullità della clausola compromissoria, il mancato esame, sotto questo profilo, della validità della clausola compromissoria si risolve in una carenza argomentativa in ordine alla “potestas iudicandi” degli stessi (sent. n. 376 del 2001, 270 del 2010, 61 del 2012, 223 del 2013; ord. n. 269, 325 del 2013).

Corte Costituzionale  09 maggio 2014 n. 123  

 

In tema di separazione dei coniugi, posto che il diritto all'assegno di mantenimento ha ad oggetto più prestazioni autonome, distinte e periodiche, il termine di prescrizione non decorre, unitariamente, dal provvedimento che ha previsto quell'assegno, bensì da ciascuna delle singole scadenze di pagamento, senza che operi tra i coniugi separati la sospensione della prescrizione disposta dall'art. 2941, n. 1, c.c.

Cassazione civile sez. I  04 aprile 2014 n. 7981  

 

Ritenuto che l'esistenza di una chiara formulazione grammaticale della norma non è sufficiente per limitare l'interpretazione all'elemento letterale, occorrendo, altresì, che il senso reso palese dal significato proprio delle parole, secondo la loro connessione, non si ponga in contrasto con le argomentazioni logiche sull'intenzione del legislatore; ritenuto che da tempo è divenuto desueto il noto canone in claris non fit interpretatio e l'art. 12 disp. prel. c.c. non privilegia più il criterio interpretativo letterale perché, facendo riferimento alla intenzione del legislatore, evidenzia un riferimento essenziale alla coerenza della norma e del sistema; ritenuto che la dottrina e la giurisprudenza dominanti hanno rilevato l'inadeguatezza della stessa idea di interpretazione letterale, dovendo l'interpretazione della legge avere anche una funzione evolutiva ed adeguatrice; ritenuto, altresì, che in tema di sospensione del termine prescrizionale, il diritto alla corresponsione dell'assegno di mantenimento tra coniugi separati (o divorziati), avente ad oggetto più prestazioni autonome, distinte e periodiche, si prescrive non a decorrere da un unico termine, bensì dalle singole scadenze di pagamento; ritenuto, infine, che la norma di cui all'art. 2941, n. 1 c.c. vada ormai inquadrata nel generale e progressivo fenomeno di valorizzazione delle posizioni individuali dei membri della famiglia rispetto al principio della conservazione dell'unità familiare: ritenuto tutto quanto precede, deve ritenersi che in tema di diritto del coniuge separato (o divorziato) beneficiario di un assegno di mantenimento, alla luce dell'evoluzione del quadro normativo e della coscienza sociale, la sospensione della prescrizione non opera nell'ipotesi di separazione personale tra coniugi di cui all'art. 2941 c.c.

Cassazione civile sez. I  04 aprile 2014 n. 7981  

 

La sospensione della prescrizione tra coniugi di cui all'art. 2941 n. 1, c.c. non trova applicazione al credito dovuto per l'assegno di mantenimento previsto nel caso di separazione personale, dovendo prevalere sul criterio ermeneutico letterale un'interpretazione conforme alla "ratio legis", da individuarsi tenuto conto dell'evoluzione della normativa e della coscienza sociale e, quindi, della valorizzazione delle posizioni individuali dei membri della famiglia rispetto alla conservazione dell'unità familiare e della tendenziale equiparazione del regime di prescrizione dei diritti post-matrimoniali e delle azioni esercitate tra coniugi separati. Nel regime di separazione, infatti, non può ritenersi sussistente la riluttanza a convenire in giudizio il coniuge, collegata al timore di turbare l'armonia familiare, poiché è già subentrata una crisi conclamata e sono già state esperite le relative azioni giudiziarie, con la conseguente cessazione della convivenza, il venir meno della presunzione di paternità di cui all'art. 232 c.c. e la sospensione degli obblighi di fedeltà e collaborazione. Rigetta, App. Torino, 15/07/2008

Cassazione civile sez. I  04 aprile 2014 n. 7981  

 

Lo stato di separazione, pur rivelando una incrinatura dell'unità familiare, non ne implica la definitiva frattura, potendo anche evolversi nel senso della ricostituzione (mediante la conciliazione) della coesione familiare, di talché non è irrazionale che, per salvaguardare, nei limiti del possibile, siffatta eventualità, il legislatore comprenda nella disciplina della sospensione della prescrizione dettata dall'art. 2941, n. 1, c.c. l'ipotesi che i coniugi siano separati, esonerandoli così dal compiere atti - come quelli necessari ad interrompere la prescrizione dei rispettivi diritti - che potrebbero, invece, inasprire le ragioni del contrasto.

Cassazione civile sez. III  01 aprile 2014 n. 7533  

 

La regola della sospensione del decorso della prescrizione dei diritti tra i coniugi, prevista dall'art. 2941, primo comma, n. 1, cod. civ., deve ritenersi operante sia nel caso che essi abbiano comunanza di vita, sia ove si trovino in stato di separazione personale, implicando questa solo un'attenuazione del vincolo. Cassa con rinvio, Trib. Palermo, 22/05/2007

Cassazione civile sez. III  01 aprile 2014 n. 7533  

 

L'impossibilità di far valere il diritto, alla quale l'art. 2935 c.c., che attribuisce rilevanza di fatto impeditivo della decorrenza della prescrizione, è solo quella che deriva da cause giuridiche che ostacolino l'esercizio del diritto e non comprende anche gli impedimenti soggettivi o gli ostacoli di mero fatto, per i quali il successivo art. 2941 prevede solo specifiche e tassative ipotesi di sospensione, tra le quali, salva l'ipotesi di dolo prevista dal n. 8 del citato articolo, non rientra l'ignoranza, da parte del titolare, del fatto generatore del suo diritto, né il dubbio soggettivo sulla esistenza di tale diritto ed il ritardo indotto dalla necessità del suo accertamento.

Tribunale Milano sez. X  12 febbraio 2014 n. 2093  

 

Secondo le regole generali la prescrizione decorre dal momento in cui al locatore è data la possibilità giuridica di agire, che, per il singolo condomino è dato dalla delibera condominiale di approvazione del bilancio consuntivo e dalla approvazione del suo riparto. Sennonché l'art. 2941 n. 8 del c.c. segnala agli operatori giuridici che la "sospensione" della prescrizione in favore del creditore ricorre solo se il debitore gli ha nascosto "dolosamente" la propria condizione debitoria. In ogni altro caso l'ignoranza del creditore o del diritto da parte del titolare, costituendo mero impedimento di fatto non giuridico, non impedisce il decorso della prescrizione.

Corte appello Bari sez. III  21 gennaio 2014 n. 40  

 

La semplice dichiarazione del venditore di un immobile circa l'assenza di interventi edilizi non assentiti non integra dolo per mendacio, ai fini della sospensione della prescrizione delle azioni di garanzia, dovendo il giudice di merito verificare, agli effetti dell'art. 2941, n. 8, cod. civ., se la dichiarazione, obiettivamente contraria al vero, sia stata caratterizzata da consapevolezza dell'esistenza della circostanza taciuta e da conseguente volontà decipiente, in quanto intenzionalmente resa con la coscienza che potesse derivarne la legittima convinzione del compratore circa la regolarità urbanistica dell'immobile. Cassa con rinvio, Trib. Bologna, 28/07/2006

Cassazione civile sez. II  20 agosto 2013 n. 19240  

 

La prescrizione del diritto di accettare l'eredità, di cui all'art. 480 cod. civ., rimane sospesa nei soli casi espressamente stabiliti da detta norma, non sussistendo altri fatti impeditivi del suo decorso. (Nella specie, la S.C., alla luce dell'enunciato principio, ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto inapplicabile alla prescrizione del diritto di accettazione ereditaria la causa di sospensione di cui all'art. 2941, n. 8, cod. civ.). Rigetta, App. Perugia, 05/09/2006

Cassazione civile sez. II  10 aprile 2013 n. 8776  

 

La sospensione della prescrizione di cui all'art. 2941, n. 8, c.c., relativa all'ipotesi del debitore che ha dolosamente occultato l'esistenza del debito, non si può applicare al diritto di accettazione dell'eredità, in quanto nella fattispecie non è configurabile una posizione di creditore e debitore.

Cassazione civile sez. II  10 aprile 2013 n. 8776  



 
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