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Art. 2942 codice civile: Sospensione per la condizione del titolare

La prescrizione rimane sospesa:

1) contro i minori non emancipati e gli interdetti per infermità di mente, per il tempo in cui non hanno rappresentante legale e per sei mesi successivi alla nomina del medesimo o alla cessazione dell’incapacità;

2) in tempo di guerra, contro i militari in servizio e gli appartenenti alle forze armate dello Stato e contro coloro che si trovano per ragioni di servizio al seguito delle forze stesse, per il tempo indicato dalle disposizioni delle leggi di guerra.


Commento

La sospensione si ha nei soli casi, tassativamente indicati negli articoli esaminati, in cui il legislatore ha ritenuto che non sarebbe stato possibile, o comunque sarebbe stato assai difficile, l’esercizio del diritto a causa: a) di particolari relazioni fra chi dovrebbe subire gli effetti della prescrizione e chi, invece, se ne avvantaggia (es.: tra componenti della famiglia, tra le persone giuridiche e i loro amministratori); b) della situazione soggettiva del titolare del diritto (minore o interdetto o militare in guerra).


Giurisprudenza annotata

Sospensione della prescrizione

L'ipotesi di sospensione della prescrizione prevista dall'art. 2942 n. 1, c.c. si verifica non solo quando il minore non emancipato o l'interdetto siano privi di rappresentante legale, ma anche quando tale rappresentante si trovi in conflitto di interessi con il rappresentato.

Cassazione civile sez. II  19 luglio 2012 n. 12490  

 

Nel nostro ordinamento le eccezioni in senso stretto (cioè quelle rilevabili soltanto ad istanza di parte) si identificano o in quelle per le quali la legge espressamente riservi il potere di rilevazione alla parte, ovvero in quelle in cui il fatto costitutivo dell'eccezione, corrispondendo alla titolarità di un'azione costitutiva, richiede, per svolgere l'efficacia modificativa, impeditiva od estintiva di un rapporto giuridico, il tramite di una manifestazione di volontà della parte (da sola o realizzabile attraverso un accertamento giudiziale). Ne consegue che l'eccezione di sospensione della prescrizione del diritto al risarcimento del danno nei confronti del vettore internazionale per perdita della merce, ai sensi dell'art. 32 della convenzione sul trasporto internazionale di merci su strada (stipulata a Ginevra il 19 maggio 1956, e resa esecutiva con l. 6 dicembre 1960 n. 1621), al pari dell'eccezione di sospensione ex art. 2941 e 2942 c.c., integra un'eccezione in senso lato e, pertanto, può essere rilevata d'ufficio dal giudice, purché sulla base di prove ritualmente acquisite agli atti.

Cassazione civile sez. III  24 novembre 2009 n. 24680

 

L'ipotesi di sospensione della prescrizione prevista dall'art. 2942 n. 1 c.c. (relativa ai minori non emancipati e agli interdetti per infermità di mente, per il tempo in cui non hanno rappresentante legale e per sei mesi successivi alla nomina del medesimo o alla cessazione dell'incapacità) si verifica non soltanto quando il minore non emancipato o l'interdetto siano privi di rappresentante legale, ma anche quando tale rappresentante si trovi in conflitto di interessi con il rappresentato, imponendosi un'interpretazione costituzionalmente orientata della norma, che altrimenti violerebbe l'art. 3 cost., per l'ingiustificata disparità di trattamento tra il minore non emancipato o l'interdetto privo di legale rappresentante ed il minore e l'interdetto il cui legale rappresentante si trovi in conflitto di interessi con il rappresentato.

Cassazione civile sez. I  01 febbraio 2007 n. 2211  

 

Il decorso del termine previsto dall'art. 13 l. n. 1646 del 1962, per la tempestiva presentazione della domanda di conferimento del trattamento di quiescenza delle Casse pensioni facenti parte degli istituti di previdenza, deve considerarsi sospeso, a termini dell'art. 2942, comma 1, n. 1, c.c. per il tempo in cui l'avente diritto, interdetto per infermità di mente, sia privo di rappresentante legale e per i sei mesi successivi alla nomina del medesimo.

Corte Conti reg. (Puglia) sez. giurisd.  31 agosto 2006 n. 745  

 

Nel caso che le stesse parti si succedano due o più contratti di lavoro a termine, ciascuno dei quali legittimo ed efficace, il termine prescrizionale dei crediti retributivi, di cui agli art. 2948, n. 4, 2955, n. 2 e 2956, n. 1, c.c., inizia a decorrere, per i crediti che sorgono nel corso del rapporto lavorativo, dal giorno della loro insorgenza e, per quelli che si maturano alla cessazione del rapporto, a partire da tale momento, dovendo, ai fini della decorrenza della prescrizione, i crediti scaturenti da ciascun contratto considerarsi autonomamente e distintamente da quelli derivanti dagli altri e non potendo assumere alcuna efficacia sospensiva della prescrizione gli intervalli di tempo correnti fra un rapporto lavorativo e quello successivo, stante la tassatività dell'elencazione delle cause sospensione, previste dagli art. 2941 e 2942 c.c.

Corte appello Roma  06 aprile 2005

 

Nell'assicurazione contro i danni (nel caso di specie, da furto), la pendenza di un procedimento penale sui fatti che integrano l'evento assicurato o su fatti che porterebbero ad escludere l'effettiva sussistenza del sinistro o la sua indennizzabilità non ha, di per sè, nessuna incidenza sul decorso della prescrizione del diritto all'indennizzo, che non ne rimane perciò sospeso, stante la tassatività delle cause di sospensione della prescrizione di cui agli art. 2941 e 2942 c.c., a meno che le parti, nella loro autonomia contrattuale, non l'abbiano espressamente elevata a condizione sospensiva del diritto all'indennizzo, nel qual caso l'avveramento di questa condizione è di ostacolo all'esercizio del diritto medesimo, ai sensi dell'art. 2935 c.c., fino al passaggio in giudicato della sentenza di proscioglimento dell'assicurato, col conseguente impedimento "medio tempore" della relativa prescrizione.

Cassazione civile sez. III  04 aprile 2003 n. 5322  

 

Nel caso che tra le stesse parti si succedano due o più contratti di lavoro a termine, ciascuno dei quali legittimo ed efficace, il termine prescrizionale dei crediti retributivi, di cui agli art. 2948, n. 4, 2955, n. 2, e 2956, n. 1, c.c., inizia a decorrere, per i crediti che sorgono nel corso del rapporto lavorativo dal giorno della loro insorgenza e, per quelli che si maturano alla cessazione del rapporto, a partire da tale momento, dovendo - ai fini della decorrenza della prescrizione - i crediti scaturenti da ciascun contratto considerarsi autonomamente e distintamente da quelli derivanti dagli altri e non potendo assumere alcuna efficacia sospensiva della prescrizione gli intervalli di tempo correnti tra un rapporto lavorativo e quello successivo, stante la tassatività della elencazione delle cause sospensive previste dagli art. 2941 e 2942 c.c., e la conseguente impossibilità di estendere tali cause al di là delle fattispecie da quest'ultime norme espressamente previste.

Cassazione civile sez. un.  16 gennaio 2003 n. 575  

 

Nel caso che tra le stesse parti si succedano due o più contratti di lavoro a termine, ciascuno dei quali legittimo ed efficace, il termine prescrizionale dei crediti retributivi, di cui agli art. 2948, numero 4, 2955, numero 2, e 2956, numero 1, c.c., inizia a decorrere, per i crediti che sorgono nel corso del rapporto lavorativo dal giorno della loro insorgenza e, per quelli che si maturano alla cessazione del rapporto, a partire da tale momento, dovendo - ai fini della decorrenza della prescrizione - i crediti scaturenti da ciascun contratto considerarsi autonomamente e distintamente da quelli derivanti dagli altri e non potendo assumere alcuna efficacia sospensiva della prescrizione gli intervalli di tempo correnti tra un rapporto lavorativo e quello successivo, stante la tassatività della elencazione delle cause sospensive previste dagli art. 2941 e 2942 c.c., e la conseguente impossibilità di estendere tali cause al di là delle fattispecie da quest'ultime norme espressamente previste.

Cassazione civile sez. un.  16 gennaio 2003 n. 575  

 

La pendenza di un procedimento penale per un reato la cui cognizione può influire sulla decisione di un giudizio civile da instaurare per la tutela di un diritto non incide sul corso della prescrizione del diritto stesso non rientrando tale circostanza tra le cause di sospensione e di interruzione dei termini prescrizionali tassativamente indicate negli art. 2941, 2942, 2943, 2944 c.c. (Nella specie la S.C., confermando la sentenza impugnata, ha ritenuto che il ricorrente avrebbe potuto far valere la sua pretesa ad essere assunto per effetto del superamento di apposito concorso e contestare la legittimità del rifiuto opposto dal datore di lavoro in relazione alla pendenza di un procedimento penale a suo carico anche nel periodo precedente la pronuncia della sentenza definitiva di assoluzione ponendo in essere atti adeguati a costituire in mora il datore di lavoro e ad interrompere quindi il corso della prescrizione).

Cassazione civile sez. lav.  11 dicembre 2001 n. 15622  

 

La pendenza di un procedimento penale per un reato la cui cognizione può influire sulla decisione di un giudizio civile da instaurare per la tutela di un diritto non sospende il decorso della prescrizione del diritto stesso, non rientrando tale circostanza tra le cause di sospensione dei termini prescrizionali tassativamente indicate dagli art. 2941 e 2942 c.c.

Cassazione civile sez. lav.  06 ottobre 2000 n. 13310  

 

 



 
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