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Art. 2944 codice civile: Interruzione per effetto di riconoscimento

La prescrizione è interrotta dal riconoscimento del diritto da parte di colui contro il quale il diritto stesso può essere fatto valere (1).


Commento

(1) Non è richiesta, per effettuare il riconoscimento, la piena capacità di agire del soggetto che la compie, rientrando esso tra gli atti di ordinaria amministrazione (ossia tra gli atti che, senza alterare l’integrità del patrimonio, hanno per scopo la conservazione e il miglioramento dello stesso). Il riconoscimento, infine, può essere effettuato anche da colui che, pur non essendo titolare del debito, abbia interesse all’estinzione dello stesso, come il fideiussore.


Giurisprudenza annotata

Interruzione della prescrizione

In tema di usucapione, ai sensi dell'art. 1165 cod. civ. in relazione all'art. 2944 cod. civ., il riconoscimento del diritto altrui da parte del possessore, quale atto incompatibile con la volontà di godere il bene "uti dominus", interrompe il termine utile per l'usucapione. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, è stata confermata la sentenza impugnata, la quale aveva attribuito valore di riconoscimento alla sottoscrizione, da parte del possessore, della domanda di ammissione al concordato preventivo presentata dal proprietario, nonché all'adesione prestata dal medesimo possessore ad una domanda di divisione presupponente l'altrui proprietà del bene). Rigetta, App. Napoli, 31/10/2012

Cassazione civile sez. VI  18 settembre 2014 n. 19706  

 

Ai fini della configurabilità del riconoscimento del diritto del proprietario da parte del possessore, idoneo ad interrompere il termine utile per il verificarsi dell'usucapione, ai sensi degli artt. 1165 e 2944 c.c.., non è sufficiente un mero atto o fatto che evidenzi la consapevolezza del possessore circa la spettanza ad altri del diritto da lui esercitato come proprio, ma si richiede che il possessore, per il modo in cui questa conoscenza è rivelata o per fatti in cui essa è implicita, esprima la volontà non equivoca di attribuire il diritto reale al suo titolare, ben potendo la sua iniziativa essere ispirata dalla volontà di evitare lungaggini di carattere giudiziale, ovvero essere improntata a spirito conciliativo.

Cassazione civile sez. VI  29 luglio 2014 n. 17213  

 

La presentazione all’INPS, da parte del datore di lavoro, delle denunce contributive compilate sui c.d. “modelli DM 10/M” non può essere configurata come riconoscimento del debito contributivo, idoneo ad interrompere la prescrizione, ex art. 2944 c.c., trattandosi di un atto che interviene in un momento che precede l’inizio della prescrizione del credito dell’Istituto previdenziale e che qualora la denuncia contributiva venga inoltrata dal datore di lavoro dopo la scadenza del termine previsto dalla legge, la denuncia stessa ben può essere considerata come atto di riconoscimento del debito.

Tribunale Roma sez. II  20 giugno 2014 n. 6962  

 

In tema di compravendita, l'impegno del venditore ad eliminare i vizi che rendano il bene inidoneo ali suo cui è destinato (ovvero che ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore) di per sé non dà vita ad una nuova obbligazione estintiva-sostitutiva (novazione oggettiva art 1230 c.c.) della originaria obbligazione di garanzia (art 1490 c.c.), ma consente al compratore di non soggiacere ai termini di decadenza ed alle condizioni di cui all'art 1495 c.c. ai fini dell'esercizio delle azioni previste in suo favore (art 1492 c.c.), sostanziandosi tale impegno in un riconoscimento del debito, interruttivo della prescrizione (art. 2944 c.c.). Pertanto, se l'acquirente non agisce per la risoluzione del contratto o per la riduzione del prezzo ma chiede l'esatto adempimento dell'obbligo, il termine prescrizionale è quello decennale di cui all'articolo 1496 c.c.

Tribunale Milano sez. IV  16 maggio 2014 n. 5092  

 

In tema di rimborso dell'IVA, l'atto con cui l'amministrazione richieda al contribuente, che abbia presentato la corrispondente istanza ex art. 38 bis del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, vigente "ratione temporis", anche la prestazione di una garanzia fideiussoria implica inequivocabilmente, benché tacitamente, l'ammissione della pretesa creditoria, con effetti interruttivi della prescrizione ex art. 2944 cod. civ., a differenza della mera richiesta di documentazione che, effettuata al fine di verificare la fondatezza della pretesa stessa, difetta del requisito dell'univocità. Rigetta, Comm. Trib. Reg. Taranto, 16/06/2010

 

Mentre il riconoscimento dell'altrui diritto che valga ad interrompere la prescrizione ai sensi dell'art. 2944 c.c. costituisce una dichiarazione di scienza, la rinunzia alla prescrizione, integra un atto negoziale caratterizzato dalla manifestazione della volontà di dismettere definitivamente il proprio diritto alla liberazione di un obbligo. Ne consegue che al riconoscimento non si applicano le regole proprie dei negozi giuridici dettate in tema di volontà e di rappresentanza. La rinunzia alla prescrizione della servitù implica la consapevolezza dell'avvenuta maturazione del termine prescrizionale della servitù. La rinuncia tacita della prescrizione presuppone un comportamento del soggetto da cui risulti inequivocabilmente la volontà di non avvalersi della causa estintiva del diritto altrui.

Cassazione civile sez. II  01 agosto 2013 n. 18425  

 

Anche le trattative per comporre bonariamente la vertenza possono comportare l’interruzione della prescrizione ai sensi dell’art. 2944 c.c., quando dal comportamento di una delle parti risulti il riconoscimento del contrapposto diritto di credito e che la transazione è, quindi, mancata solo per questioni attinenti alla liquidazione, e non anche all’esistenza, di tale diritto.

Tribunale Modena sez. I  19 febbraio 2013 n. 242  

 

A norma dell'art. 2944 c.c., la prescrizione è interrotta dal riconoscimento del diritto da parte di colui contro il quale il diritto stesso può essere fatto valere, e, pertanto, il riconoscimento deve provenire dal soggetto che abbia poteri dispositivi del diritto, e non già da un terzo, che non sia stato autorizzato dal primo, né risulti comunque abilitato ad agire in suo nome o per suo conto, quale il professionista di fiducia incaricato dalla compagnia assicurativa di sottoporre l'assicurato contro gli infortuni a visita medico-legale. (In applicazione di questo principio, la S.C. ha affermato che le note, redatte dal medico legale incaricato di sottoporre a visita medica il paziente, non costituiscono riconoscimento del diritto dell'assicurato e non sono quindi idonee ad interrompere la prescrizione).

Cassazione civile sez. III  29 novembre 2012 n. 21248  

 

Nelle polizze di assicurazioni contro i danni, il riconoscimento del diritto all'indennizzo, ai fini dell'interruzione della prescrizione ex art. 2944 c.c., deve provenire dal soggetto che abbia la capacità di disporre del medesimo e non già da un terzo, che non sia stato espressamente autorizzato ad agire in suo nome e per suo conto, quale il professionista di fiducia incaricato dalla compagnia assicurativa di sottoporre il danneggiato a visita medico-legale (nella specie, la Corte ha respinto il ricorso proposto dagli eredi di un soggetto assicurato con polizza per invalidità e malattie, negando loro la liquidazione dell'indennizzo per il decesso del proprio congiunto in ragione della estinzione del diritto per prescrizione).

Cassazione civile sez. III  29 novembre 2012 n. 21248  

 

Appare di tutta evidenza che la nota emanata dal settore ispettorato compartimentale agricoltura e alimentazione, ufficio zootecnia e riequilibrio Territoriale, dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Puglia, sottoscritta sia dal Dirigente del suddetto settore che dal Dirigente del suddetto ufficio, indirizzata a talune Comunità montane infraregionali, ed avente ad oggetto il pagamento indennità compensativa anni 1989-1993, non s'inserisce, in una riavviata istruttoria amministrativa volta alla concessione del beneficio in favore di soggetti determinati della sottocategoria interessata, ossia gli imprenditori agricoli a titolo principale, ma collocati in pensione, bensì nell'iter di un'eventuale modifica legislativa apposita. E proprio in tale ottica alle Comunità montane destinatarie della nota erano richiesti i dati di loro pertinenza specificati nella stessa, e, cioè, a fini di studio della realizzabilità della modifica in questione in base alle risorse finanziarie individuate in prima battuta. È altrettanto evidente perciò che nella fattispecie, si è in presenza, non già di un riconoscimento attuale del diritto in questione, bensì di un riconoscimento solo eventuale, futuro ed in termini generali in favore della categoria degli imprenditori agricoli pensionati, salva comunque, nell'ipotesi di modifica legislativa effettivamente intervenuta, la verifica delle singole posizioni di ognuno degli interessati. Di conseguenza, non è chi non veda come la nota in esame non risponde praticamente a nessuno dei requisiti occorrenti per la ricorrenza di un riconoscimento efficace ex art. 2944 c.c.

Tribunale Bari sez. I  12 settembre 2012 n. 2840  

 



 
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