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Art. 2951 codice civile: Prescrizione in materia di spedizione e di trasporto

Si prescrivono in un anno i diritti derivanti dal contratto di spedizione e dal contratto di trasporto.

La prescrizione si compie con il decorso di diciotto mesi se il trasporto ha inizio o termine fuori d’Europa.

Il termine decorre dall’arrivo a destinazione della persona o, in caso di sinistro, dal giorno di questo, ovvero dal giorno in cui è avvenuta o sarebbe dovuta avvenire la riconsegna della cosa al luogo di destinazione.

Si prescrivono parimenti in un anno dalla richiesta del trasporto i diritti verso gli esercenti pubblici servizi di linea indicati dall’art. 1679 (4).


Commento

Contratto di spedizione: [v. Libro IV, Titolo III, Capo IX, Sez. III]; Contratto di trasporto: [v. 1680].

 

Esercenti pubblici servizi di linea: coloro cui è concesso l’esercizio, in regime di monopolio, del servizio di trasporto. Incombe, pertanto, sugli (—) il cd. obbligo legale di contrarre, ossia l’obbligo di concludere tutti i contratti di trasporto richiesti dagli utenti.

 

(1) L’ultimo comma ha riguardo alla responsabilità derivante dalla mancata accettazione delle richieste di trasporto da parte dei concessionari di servizi pubblici di linea: la previsione di uno specifico termine prescrizionale sottrae tale tipo di responsabilità, configurata come extracontrattuale [v. 2043], alla prescrizione quinquennale.


Giurisprudenza annotata

Prescrizione in materia di spedizione e di trasporto

Per tutti i diritti nascenti dai contratti di autotrasporto di cose per conto terzi, soggetti alle tariffe a forcella di cui alla legge 6 giugno 1974 n. 298, è applicabile la prescrizione breve di un anno, prevista dall'art. 2951 cod. civ., se tali contratti siano stati stipulati prima dell'entrata in vigore dell'art. 2 del d.l. 29 marzo 1993 n. 82, convertito, con modificazioni, in legge 27 maggio 1993 n. 162, la quale ha elevato a cinque anni il termine di prescrizione. Ne consegue che il termine breve si applica anche al diritto al risarcimento dei danni derivanti da ingiustificato recesso dal contratto stesso, trattandosi di ipotesi di responsabilità contrattuale. Rigetta, App. Ancona, 01/04/2011

Cassazione civile sez. III  03 luglio 2014 n. 15231  

 

L'art. 1680 cod. civ. stabilisce che le disposizioni generali sul contratto di trasporto si applicano anche ai trasporti per via d'acqua o per via d'aria, in quanto non siano derogate dal codice della navigazione: questo principio si deve ritenere che valga anche per il rapporto tra norme che regolano la prescrizione, per il contratto di trasporto in genere (art. 2951 cod. civ.) e per quello marittimo ed aereo (artt. 418 e 949 reg. nav. aerea). La prescrizione applicabile, nel caso di diritti derivanti dal contratto di trasporto di persone, per nave od aereo, non è dunque quella di un anno stabilita dall'art. 2951 cod. civ., ma quella di sei mesi, decorrenti dalla data dell'arrivo, che è prevista dal primo comma dell'art. 418 reg. nav. aerea, e che, in forza dell'art. 949 reg. nav. aerea, si applica anche al trasporto aereo. In particolare, il primo comma dell'art. 418 cod. nav. prevede che i diritti derivanti dal contratto di trasporto di persone e di bagagli non registrati si prescrivono con il decorso di sei mesi dall'arrivo a destinazione del passeggero o, in caso di mancato arrivo, dal giorno in cui il passeggero sarebbe dovuto arrivare.

Tribunale Salerno sez. II  14 febbraio 2014 n. 513  

 

Il contratto per “servizi logistici integrati” costituisce un figura unitariamente riconducibile, sotto il profilo causale, alla fattispecie tipica dell’appalto: sicché l’unico schema legale applicabile in concreto è quello dettato dagli art. 1655 ss. del codice civile, con conseguente applicazione del termine prescrizionale biennale previsto dall’art. 1667 c.c. e non invece quello annuale previsto in tema di trasporto dal combinato disposto degli art. 1698 e 2951 c.c.

Tribunale Parma  03 luglio 2013 n. 985  

 

L'azione di ripetizione di indebito, prevista dall'art 2033 cod. civ., ha per suo fondamento l'inesistenza dell'obbligazione adempiuta da una parte, o perché il vincolo obbligatorio non è mai sorto, o perché venuto meno successivamente, a seguito di annullamento, rescissione o inefficacia connessa ad una condizione risolutiva avveratasi. (Nel caso di specie, la Suprema Corte ha escluso l'operatività dell'istituto "de quo", atteso che la controversia, investendo la restituzione di corrispettivi versati per trasporti di merce per un chilometraggio effettivamente coperto diverso da quello oggetto di fatturazione, era stata correttamente inquadrata dal giudice di merito nell'alveo contrattuale, con conseguente applicazione, quanto alla prescrizione del diritto, dell'art. 2951 cod. civ.). Rigetta, App. Bologna, 25/08/2009

Cassazione civile sez. III  28 maggio 2013 n. 13207  

 

In tema di prescrizione dei diritti derivanti dal contratto di autotrasporto, l'art. 3 del d.lg. 21 novembre 2005 n. 286 ha abrogato l'art. 2 del d.l. 29 marzo 1993 n. 82, che prescriveva un termine quinquennale, ripristinando il termine annuale previsto dall'art. 2951 c.c. Tuttavia, per i diritti che erano già sorti al momento dell'entrata in vigore del d.lg. 286/2005, continua ad applicarsi il termine quinquennale, in ossequio al principio dell'irretroattività della legge ed al principio di affidamento del cittadino che lo ispira.

Tribunale Udine  27 agosto 2012 n. 1159  

 

In tema di ritardo nella riconsegna del bagaglio nel trasporto aereo, il termine annuale di prescrizione dei diritti, dettato dagli art. 2951 c.c. e 418 c. nav., decorre dal giorno in cui sarebbe dovuta avvenire la riconsegna del bagaglio.

Tribunale Roma  17 febbraio 2012

 

La prescrizione applicabile a un contratto di trasporto multimodale dall'Argentina all'Italia è quella di diciotto mesi prevista dall'art. 2951 cod. civ. secondo comma.

Tribunale Genova  11 gennaio 2011

 

La norma di cui all'art. 2 d.l. 29 marzo 1993 n. 82 (recante "Misure urgenti per il settore dell'autotrasporto di cose per conto di terzi", conv., con modificazioni, in l. 27 maggio 1993 n. 162), la quale ha elevato a cinque anni il termine di prescrizione dei diritti derivanti da contratti di autotrasporto di cose per conto terzi soggetti alle tariffe a forcella di cui alla l. 6 giugno 1974 n. 298, stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del suddetto decreto, costituendo un'eccezione al principio generale per cui il contratto di trasporto, autonomo o parasubordinato che sia, è soggetto alla disciplina del lavoro autonomo e non a quella del lavoro subordinato, va interpretato restrittivamente ed è quindi applicabile nei soli casi in cui è stata espressamente prevista, restando quindi escluso che essa trovi applicazione ai contratti stipulati prima della sua entrata in vigore, ai quali continua ad applicarsi invece la norma dell'art. 2951 del c.c.

Cassazione civile sez. III  30 novembre 2010 n. 24265  

 

Il termine annuale di prescrizione dei diritti nascenti dal contratto di trasporto, previsto dall'art. 2951 c.c., trova applicazione anche quando le varie prestazioni di trasporto siano rese in esecuzione di un unico contratto (misto) di appalto di servizi di trasporto, dovendosi in tale ipotesi far riferimento alla normativa in tema di trasporto per individuare quelle norme che, come la durata della prescrizione, sono intimamente collegate alla concreta tipologia della prestazione.

Cassazione civile sez. III  30 novembre 2010 n. 24265  

 

In tema di trasporto di merci su strada per conto terzi assoggettato alla disciplina delle c.d. tariffe «a forcella», ai contratti relativi a tale forma di trasporto, sorti sulla base dei d.l. n. 463 del 1992 e n. 19 del 1993, non convertiti ma i cui effetti siano stati fatti salvi dal successivo d.l. n. 82 del 1993 (art. 2), conv. nella legge n. 162 del 1993, si applica il maggior termine di prescrizione quinquennale (rispetto a quello annuale stabilito dall'art. 2951 c.c.) già previsto dai suddetti decreti-legge non convertiti, poiché l'istituto della prescrizione è collegato alla finalità di garanzia della certezza del diritto, con la conseguenza che la scelta legislativa di un maggior termine rispetto a quello codificato dal citato art. 2951 c.c. e la scelta della salvaguardia degli effetti della novellazione anche per gli indicati decreti legge non convertiti, rende evidente l'interpretazione, costituzionalmente orientata, che tende, per un principio di uguaglianza, come parità di trattamento, a considerare unico il termine prescrizionale che consolida e prolunga l'esercizio del diritto verso colui che presta una costosa operazione di trasporto.

Cassazione civile sez. III  11 febbraio 2010 n. 3082  

 

Al contratto con cui un vettore aereo si obbliga a trasportare da un luogo ad un altro una persona ed i suoi bagagli si applica il termine prescrizionale breve di sei mesi, decorrenti dalla data dell'arrivo o, in caso di mancato arrivo, dalla data in cui il passeggero avrebbe dovuto arrivare, che è prevista dal comma 1 dell'art. 418 c.nav. e che, in forza dell'art. 949 dello stesso codice, si applica anche al trasporto aereo, mentre non trova applicazione il termine annuale stabilito dall'art. 2951 c.c.

Cassazione civile sez. III  20 maggio 2009 n. 11704  



 
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