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Art. 2952 codice civile: Prescrizione in materia di assicurazione

Il diritto al pagamento delle rate di premio si prescrive in un anno dalle singole scadenze.

Gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione si prescrivono in due anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda, ad esclusione del contratto di assicurazione sulla vita i cui diritti si prescrivono in dieci anni.

Nell’assicurazione della responsabilità civile, il termine decorre dal giorno in cui il terzo ha richiesto il risarcimento all’assicurato o ha promosso contro di questo l’azione.

La comunicazione all’assicuratore della richiesta del terzo danneggiato o dell’azione da questo proposta sospende il corso della prescrizione finché il credito del danneggiato non sia divenuto liquido ed esigibile oppure il diritto del terzo danneggiato non sia prescritto.

La disposizione del comma precedente si applica all’azione del riassicurato verso il riassicuratore per il pagamento dell’indennità.


Commento

Premio di assicurazione: [v. 1882]; Contratto di assicurazione: [v. Libro IV, Titolo III, Capo XX]; Contratto di riassicurazione: [v. 1928]; Assicurazione della responsabilità civile: [v. 2767].

 

Gli effetti del contratto di assicurazione della responsabilità civile sono circoscritti all’assicurato e all’assicuratore. Il terzo danneggiato non ha azione diretta contro quest’ultimo. Per quanto riguarda, invece, la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli, l’art. 144 attribuisce al terzo danneggiato un’azione diretta nei confronti dell’assicuratore, il quale risponde nei limiti del massimale di polizza. Il successivo art. 145, d.lgs. 209/2005 subordina la proponibilità della domanda giudiziale nei confronti dell’autore del sinistro alla previa richiesta di risarcimento all’assicuratore e al decorso di 60 giorni da tale richiesta.

L’ente assicuratore — obbligato a risarcire il terzo danneggiato in solido con l’assicurato — ha, tuttavia, diritto di rivalersi verso quest’ultimo «nella misura in cui avrebbe avuto contrattualmente diritto di rifiutare o ridurre la propria prestazione».


Giurisprudenza annotata

Prescrizione in materia di assicurazione

Nel caso in cui le condizioni generali di un contratto di assicurazione contro gli infortuni demandino ad apposita perizia medica l'accertamento dell'entità delle lesioni per cui l'assicurato chiede l'indennizzo, questa previsione paralizza il decorso del termine di prescrizione ex art. 2952, comma 2, c.c. fino alla conclusione della perizia. L'unica condizione è che il sinistro sia stato denunciato alla compagnia di assicurazioni entro l'anno dal giorno in cui si è verificato il fatto generatore di danno.

Cassazione civile sez. III  27 gennaio 2015 n. 1428

 

A norma dell’art. 2952 c.c. comma 2, i diritti derivanti dal contratto di assicurazione si prescrivono in un anno a decorrere dall’evento coperto da garanzia e, come eccepito da parte del terzo chiamato, gli atti di costituzione in mora versati nella produzione degli attori non appaiono idonei ad interrompere la prescrizione. L’atto di costituzione in mora del debitore, per produrre i suoi effetti e, in particolare, l’effetto interruttivo della prescrizione, deve essere diretto al suo legittimo destinatario; esso può avere efficacia interruttiva della prescrizione, ai sensi dell’art. 2943, comma 4, c.c., anche qualora sia indirizzato al rappresentante del debitore, ovvero ad un soggetto che abbia agito in tale qualità, benché privo del potere di rappresentanza, qualora risulti applicabile il principio dell’apparenza del diritto.

Tribunale Salerno sez. II  01 luglio 2014 n. 3243  

 

La questione relativa alla natura finanziaria o assicurativa di una polizza stipulata con un istituto di credito non rileva ai fini del decorso del termine prescrizionale stabilito dall’art. 2952 c.c. in materia di assicurazione, rilevando la natura della polizza solo ai fini dell’applicazione alla stessa del TUF sia con riferimento alle regole informative afferenti il momento della stipula del contratto che il corso del rapporto.

Tribunale Roma sez. III  17 giugno 2014 n. 13169  

 

Va qualificata come ripetizione di indebito, ai sensi dell'art. 2033 cod. civ., qualunque domanda avente ad oggetto la restituzione di somme pagate sulla base di un titolo inesistente, sia nel caso di inesistenza originaria, che di inesistenza sopravvenuta o di inesistenza parziale. Ne consegue che il diritto alla restituzione dell'indennizzo assicurativo, per la parte che l'assicuratore assuma di aver pagato in eccedenza rispetto al dovuto, è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale e non a quella breve di cui all'art. 2952 cod. civ., in quanto scaturente dall'indebito e non dal contratto di assicurazione. Cassa con rinvio, App. Roma, 22/10/2007

Cassazione civile sez. III  04 aprile 2014 n. 7897  

 

In tema di assicurazione, l'art. 2952, quarto comma, cod. civ., regolando in ogni suo aspetto il rapporto tra assicurato e assicuratore, stabilisce, quale regime speciale, la sospensione del termine di prescrizione sino alla definitiva liquidità ed esigibilità del credito del terzo danneggiato, con decorrenza non già dalla denuncia del sinistro, ma dalla comunicazione all'assicuratore della richiesta di risarcimento proposta dal danneggiato, che è efficace anche se proveniente dallo stesso danneggiato o da un terzo. Cassa con rinvio, App. Cagliari, 13/09/2007

Cassazione civile sez. III  26 febbraio 2014 n. 4548  

 

In tema di assicurazione, la norma generale dell'art. 2935 c.c., secondo cui la prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere, viene derogata dall'art. 2952, comma 4, c.c., il quale detta una disciplina speciale della sospensione del termine di prescrizione fino alla definitiva liquidità ed esigibilità del credito del danneggiato. Tale sospensione si verifica non già con la denuncia del sinistro, bensì con la comunicazione, efficace anche se proveniente dallo stesso danneggiato o da un terzo, all'assicuratore, della richiesta di risarcimento.

Cassazione civile sez. III  26 febbraio 2014 n. 4548  

 

In tema di assicurazione, alla norma generale dettata, in materia di prescrizione, dall'art. 2935 c.c. (secondo la quale la prescrizione stessa comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere), viene apportata una deroga dalla norma di cui all'art. 2952, comma 4, c.c., la quale, regolando in ogni suo aspetto il rapporto tra assicurato e assicuratore, detta, altresì, la disciplina speciale della sospensione del termine di prescrizione sino alla definitiva liquidità ed esigibilità del credito del terzo danneggiato; tale sospensione si verifica non già con la denuncia del sinistro, bensì con la comunicazione, efficace anche se proveniente dallo stesso danneggiato o da un terzo, all'assicuratore, della richiesta di risarcimento proposta dal danneggiato.

Cassazione civile sez. III  26 febbraio 2014 n. 4548  

 

Nell'assicurazione della responsabilità civile costituisce richiesta di risarcimento valida ai sensi dell'articolo 2952, comma 3, del Cc, soltanto quella proveniente dal terzo danneggiato; nel caso di assicurazione della responsabilità civile contratta da un appaltatore per i danni arrecati a terzi nell'esercizio della propria attività d'impresa, non è idonea allo scopo la missiva con la quale il committente dei lavori denuncia all'appaltatore i danni sofferti dal terzo e dichiari di voler agire in manleva nei suoi confronti.

Cassazione civile sez. III  19 novembre 2013 n. 25897  

 

Con riferimento al termine di prescrizione del diritto all'indennizzo, come previsto dall'art. 2952 c.c., comma 2, la prescrizione del diritto dell'assicurato all'indennità decorre dalla data in cui il diritto medesimo può essere esercitato.

Tribunale Nocera Inferiore sez. II  23 ottobre 2013 n. 1198  

 

In tema di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli e natanti, il diritto dell’assicurato di essere rilevato dalla propria assicurazione per il pagamento della differenza tra la somma da lui pagata al danneggiamento, in forza di sentenza di condanna al risarcimento del danno, e quella che avrebbe versato se l’assicuratore, fin dall’origine in possesso degli elementi attestanti l’esclusiva attribuibilità del sinistro all’assicurato, avesse tempestivamente messo il massimale a disposizione del danneggiato, si prescrive nel termine breve di un anno previsto dall’art. 2952 c.c., trattandosi di diritto nascente direttamente dal contratto di assicurazione (Nella specie, rilevata l’estinzione per prescrizione del diritto fatto valere dall’assicurato, il Trib. ha disatteso la domanda di ammissione al passivo della Assicurazione).

Tribunale Roma sez. III  08 maggio 2013 n. 9876  

 

Il contratto di assicurazione della responsabilità civile con clausola a richiesta fatta (claims made) non rientra nella fattispecie tipica prevista dall'art. 1917 c.c., ma costituisce un contratto atipico, generalmente lecito ex art. 1322 c.c., poiché del suindicato art. 1917 c.c. l'art. 1932 c.c. prevede la inderogabilità - se non in senso favorevole all'assicurato - dei commi 3 e 4, ma non anche del primo, in base al quale l'assicuratore assume l'obbligo di tenere indenne l'assicurato di quanto questi deve pagare a un terzo in conseguenza di tutti i fatti (o sinistri) accaduti durante il tempo della assicurazione, di cui il medesimo deve rispendere civilmente, per i quali La connessa richiesta di risarcimento del danno, da parte del danneggiato, sia fatta in un momento anche successivo al tempo di efficacia del contratto e non solo nel periodo di efficacia cronologica del medesimo. Al riguardo, inoltre, non assume rilievo l'art. 2952 c.c., relativo alla richiesta di risarcimento fatta dal danneggiato all'assicurato o alla circostanza che sia stata promossa l'azione, trattandosi di norma che ha differente oggetto e diversa rafio, volta solamente a stabilire la decorrenza del tefIllÌn di prescrizione dei diritti dell'assicurato nei confronti dell'assicuratore. Da ultimo, infine, spetta al giudice di merito accertare - caso per caso - se la clausola a richiesta fatta riducendo l'ambito oggettivo della responsabilità dell'assicuratore fissato dall'art. 1917 c.c., configuri una clausola vessatoria.

Cassazione civile sez. III  22 marzo 2013 n. 7273  

 

In tema di assicurazione della responsabilità civile, il diritto dell'assicurato verso assicuratore è prescritto quando la richiesta di rimborso all'assicurazione viene formulata dopo un anno dalla cessazione della sospensione di cui all'art. 2952 c.c., corrispondendo quest'ultima alla data della transazione stipulata con i prossimi congiunti della vittima nella quale il credito risarcitorio è diventato liquido ed esigibile.

Tribunale Roma sez. XII  15 ottobre 2012 n. 19330  

 



 
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