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Art. 2953 codice civile: Effetti del giudicato sulle prescrizioni brevi

I diritti per i quali la legge stabilisce una prescrizione più breve di dieci anni, quando riguardo ad essi è intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato, si prescrivono con il decorso di dieci anni (1).


Commento

Passaggio in giudicato: [v. 2945].

 

Sentenza di condanna: provvedimento con il quale il giudice assolve alla sua funzione giurisdizionale decisoria condannando una parte ad un determinato comportamento.

 

(1) La conversione del termine breve in quello decennale opera anche nel caso di condanna generica al risarcimento del danno da illecito extracontrattuale.


Giurisprudenza annotata

Effetti del giudicato sulle prescrizioni brevi

La prescrizione decennale da "actio iudicati", prevista dall'art. 2953 cod. civ., decorre non dal giorno in cui sia possibile l'esecuzione della sentenza né da quello della sua pubblicazione, ma dal momento del suo passaggio in giudicato. Rigetta, Trib. Santa Maria Capua Vetere, 27/02/2008

Cassazione civile sez. III  10 luglio 2014 n. 15765  

 

In materia di contratto preliminare di vendita, ove il promissario acquirente abbia ottenuto, in sede giudiziale, la fissazione del termine entro cui stipulare il contratto definitivo, il successivo giudicato si forma anche sull'esistenza del credito che presuppone il suddetto termine. Ne consegue che, nella successiva causa instaurata dallo stesso promissario per l'emissione di una pronuncia costitutiva ai sensi dell'art. 2932 c.c., il promittente venditore può eccepire solo la prescrizione dell'"actio iudicati" ex art. 2953 c.c., e non anche del diritto di ottenere l'esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto, in quanto facoltà compresa nel credito accertato ed insuscettibile di autonoma prescrizione. Rigetta, App. Venezia, 11/01/2011

Cassazione civile sez. VI  19 giugno 2014 n. 14023  

 

La sentenza penale, con la quale è stata dichiarata la prescrizione dei reati in materia di evasione di accisa sul consumo di gas metano per uso domestico, destinato, invece, ad autotrazione (e soggetto, quindi, ad un'aliquota di imposta più elevata), da un lato, non incide sul potere impositivo dell'Amministrazione finanziaria, che viene meno solo per effetto di una pronuncia assolutoria e, dall'altro, non concretandosi in un accertamento del credito erariale o in una condanna dell'imputato al pagamento dell'imposta evasa, non comporta nemmeno l'applicabilità del termine di prescrizione decennale, secondo la disciplina dell'"actio iudicati" dettata dall'art. 2953 cod. civ., al posto di quello trentennale previsto dall'art. 19 del r.d.l. 28 febbraio 1939, n. 334, convertito nella legge 2 giugno 1939, n. 739 (applicabile "ratione temporis"). Rigetta, Comm. Trib. Reg. Napoli, 07/07/2009

Cassazione civile sez. trib.  11 dicembre 2013 n. 27674  

 

La prescrizione dei titoli posti a fondamento delle cartelle esattoriali (inerenti a somme dovute a titolo di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal Codice della Strada) è quinquennale ai sensi dell’art. 209 c.strad. e non già decennale ai sensi dell’art. 2953 c.c., norma che concerne unicamente gli effetti del giudicato sulle prescrizioni brevi e prevede che i diritti per i quali la legge stabilisce una prescrizione più breve di dieci anni, quando riguardo ad essi è intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato, si prescrivono con il decorso di dieci anni.

Tribunale Torino sez. III  10 maggio 2013 n. 3142  

 

Il diritto alla riscossione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste per la violazione di norme tributarie, derivante da sentenza passata in giudicato, si prescrive entro il termine di dieci anni, per diretta applicazione dell’art. 2953 c.c., che disciplina specificamente ed in via generale la cosiddetta “actio iudicati”, mentre, se la definitività della sanzione non deriva da un provvedimento giurisdizionale irrevocabile vale il termine di prescrizione di cinque anni, previsto dall'art. 20 d.lg. 18 dicembre 1997 n. 472, atteso che il termine di prescrizione entro il quale deve essere fatta valere l’obbligazione tributaria principale e quella accessoria relativa alle sanzioni non può che essere di tipo unitario.

Tribunale Torino sez. III  10 maggio 2013 n. 3142  

 

Una volta divenuto definitivo il ruolo, il termine di prescrizione non è più quello relativo al diritto dell’ente impositore (di cinque anni) ma quello relativo al diverso diritto dell’agente di riscossione il quale si prescrive nel termine di dieci anni ex art. 2946 e 2953 c.c.

Tribunale Varese sez. II  23 aprile 2013

 

In materia di prescrizione, la conversione della prescrizione breve in quella decennale per effetto della formazione del titolo giudiziale "ex" art. 2953 cod. civ. ha il proprio fondamento esclusivo nel titolo medesimo, sicché non incide sui diritti non riconducibili a questo e, dunque, non opera per i diritti maturati in periodi successivi a quelli oggetto del giudicato di condanna (nella specie, per differenze retributive maturate nel corso del rapporto di lavoro). Rigetta, App. Roma, 10/03/2008

Cassazione civile sez. lav.  20 marzo 2013 n. 6967  

 

L’art. 2953 cod. civ. prevede che i diritti per i quali la legge stabilisce una prescrizione più breve di dieci anni, quando riguardo ad essi è intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato, si prescrivono con il decorso di dieci anni. La norma disciplina gli effetti del giudicato sui diritti soggetti a prescrizione più breve di quella ordinaria. Affinché si abbia la conversione della prescrizione speciale in prescrizione ordinaria, è necessaria la pronuncia di una sentenza definitiva di condanna a favore del titolare del diritto, alla quale vengono equiparati il decreto ingiuntivo dichiarato esecutivo ex art. 647 c.p.c. e il lodo arbitrale reso esecutivo ex art. 825 c.p.c..

Tribunale Torino sez. lav.  12 marzo 2013 n. 606

 

In tema di opposizione avverso il preavviso di fermo amministrativo di veicolo, l'intervenuta prescrizione, conseguente al decorso del relativo termine quinquennale, dei crediti inerenti violazioni al codice della strada, rende illegittima l'azione esecutiva intrapresa per la riscossione di detti crediti, non trovando applicazione, in tal caso, né l'istituto della tacita rinuncia alla suindicata prescrizione, né il più ampio termine decennale di prescrizione ex art. 2953 c.c.

Giudice di pace Verona  28 settembre 2012

 

Il diritto di credito dell'Amministrazione finanziaria in relazione a tributi e sanzioni, quando sia stato accertato con sentenza passata in giudicato, si prescrive nel termine ordinario di dieci anni, anche se per esso la legge preveda specificamente un termine più breve, perché, determinando il giudicato una sorta di novazione giudiziaria generale del rapporto tributario in contestazione, trova applicazione la disciplina dell'actio iudicati dettata dall'art. 2953 c.c. (Fattispecie relativa a crediti derivanti da fatto illecito del contribuente in materia di imposte sulla fabbricazione degli oli minerali).

Cassazione civile sez. trib.  13 luglio 2012 n. 11941  

 

Nel caso in cui il giudizio penale si sia concluso con una sentenza che contiene anche la condanna generica al risarcimento dei danni a carico del responsabile civile ed in favore del danneggiato costituitosi parte civile, la successiva azione volta alla quantificazione del danno è soggetta al termine di prescrizione decennale ex articolo 2953 c.c., decorrente dalla data in cui la sentenza è divenuta irrevocabile, non già al termine quinquennale ex articolo 2947 comma 3 c.c., atteso che la condanna generica, pur difettando dell’attitudine all’esecuzione forzata, costituisce un’autonoma statuizione contenente l’accertamento dell’obbligo risarcitorio in via strumentale rispetto alla successiva determinazione del quantum (Nel caso di specie l’imputato, colpevole di omicidio doloso con sentenza passata in giudicato, veniva condannato al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali riconosciuti ai quattro attori, madre, padre, sorella e fratello della giovane ragazza ritrovata uccisa).

Tribunale Piacenza  30 gennaio 2012 n. 51  

 

Il credito relativo ai ratei mensili dell'assegno di mantenimento si prescrive in cinque anni (art. 2948 c.c.), mentre la prescrizione decennale di cui all'art. 2953 c.c. si applica solo se viene in contestazione la debenza di uno o più ratei e su tale debenza intervenga un accertamento giudiziale sul quale si formi il giudicato.

Tribunale Modena sez. II  03 maggio 2011 n. 729  

 

Il diritto alla riscossione di un'imposta, conseguente ad avviso di liquidazione divenuto definitivo, perché confermato con sentenza passata in giudicato, non è assoggettato ai termini di decadenza e prescrizione che scandiscono i tempi dell'azione amministrativo-tributaria, ma esclusivamente al termine di prescrizione generale previsto dall'art. 2953 c.c., in quanto il titolo sulla base del quale viene intrapresa la riscossione non è più l'atto amministrativo, ma la sentenza.

Cassazione civile sez. trib.  11 marzo 2011 n. 5837  

 



 
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