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Art. 2959 codice civile: Ammissioni di colui che oppone la prescrizione

L’eccezione è rigettata, se chi oppone la prescrizione nei casi indicati dagli articoli 2954, 2955 e 2956 ha comunque ammesso in giudizio che l’obbligazione non è stata estinta (1).


Commento

Obbligazione: [v. Libro IV, Titolo I].

 

Eccezione: deduzione opposta da un soggetto che ha lo scopo di destituire di fondamento la pretesa che altro soggetto avanzi nei suoi confronti. In particolare, ciò avviene quando il convenuto eccepisce l’esistenza di un fatto estintivo, modificativo o impeditivo del diritto dell’attore, tale da comportare il rigetto della domanda [v. 2697].

 

(1) Nella pratica può avvenire che il debitore, di fronte alla richiesta del creditore di adempiere, eccepisca, oltre alla prescrizione del diritto, anche che il rapporto non è mai sorto, che è invalido, o che altri sia tenuto all’adempimento.

In questo caso, l’eccezione di prescrizione deve essere rigettata perché colui che afferma che il diritto non è mai sorto, che è invalido etc., non può nello stesso tempo affermare (vi sarebbe infatti una contraddizione in termini) che si è estinto per non esercizio.

 


Giurisprudenza annotata

Prescrizione e decadenza

L'art. 2959 c.c. impone il rigetto dell'eccezione di prescrizione dell'obbligazione laddove sia stato ammesso, sia pure implicitamente negli atti difensivi, che essa non è stata estinta, come nel caso di specie in cui l'opponente sostanzialmente fonda la sua tesi sulla propria carenza di legittimazione passiva assumendo che altri è il soggetto tenuto al pagamento.

Tribunale Salerno sez. II  21 novembre 2014 n. 5550  

 

L'ammissione del debitore di non aver estinto il debito ovvero la contestazione, da parte dello stesso, dell'entità del credito azionato, comporta, ai sensi dell'art. 2959 c.c. il rigetto dell'eccezione di prescrizione; in particolare, l'accoglimento dell'eccezione di prescrizione presuntiva è preclusa in tutte le ipotesi in cui il debitore ammetta di non aver estinto il debito ovvero contesti, anche per implicito, l'entità della somma richiesta, circostanza, quest'ultima, implicante, in ogni caso, il riconoscimento della sia pur parziale permanenza del rapporto controverso e l'incompatibilità col presupposto richiesto per l'applicazione della prescrizione presuntiva, costituito dalla presunzione di avvenuta estinzione del debito.

Cassazione civile sez. II  28 maggio 2014 n. 11991  

 

L'eccezione di prescrizione presuntiva di cui all'art. 2959 c.c. è incompatibile con qualsiasi condotta del debitore che importi, sia pure implicitamente, l'ammissione in giudizio che l'obbligazione non è stata estinta.

Cassazione civile sez. II  10 ottobre 2012 n. 17275  

 

In tema di prescrizione presuntiva (nella specie, del credito retributivo da lavoro), non costituisce motivo di rigetto dell'eccezione, ai sensi dell'art. 2959 c.c., l'ammissione del debitore che l'obbligazione non è stata estinta, qualora la stessa sia resa fuori del giudizio, assumendo valore, in questo caso, solo ad interrompere il corso della prescrizione ai sensi dell'art. 2944 c.c.

Cassazione civile sez. lav.  12 giugno 2012 n. 9509  

 

La prescrizione presuntiva non ha nulla a che fare con la prescrizione ordinaria, perché non incide né sul diritto e né sull'azione, ma semplicemente sull'onere probatorio, in quanto trattasi di una presunzione "iuris tantum" di pagamento di credito, che interviene a seguito di mancato reclamo della creditoria per oltre un triennio ed ha come unico effetto, se intervenuta, di invertire l'onere probatorio. Stando così le cose, la suddetta eccezione non può operare se il debitore alleghi fatti "incompatibili" con la presunzione stessa, poiché sia la giurisprudenza che la dottrina hanno da sempre ritenuto che la prescrizione presuntiva vada eccepita senza alcuna ammissione esplicita o implicita "di non aver estinto esattamente il credito" (art. 2959 c.c.), sicché, per avvalersi dell'eccezione, è "necessario limitarsi a dichiarare di aver adempiuto esattamente quanto vantato dal creditore".

Giudice di pace Bari  24 gennaio 2012 n. 291  

 

L'eccezione di prescrizione presuntiva va rigettata, ai sensi dell'art. 2959 c.c., ove il debitore contesti altresì l'esistenza del credito, riconoscendo cosi implicitamente la mancata estinzione dell'obbligazione.

Tribunale Modena sez. I  13 luglio 2011 n. 1146  

 

In forza dell'art. 2959 c.c., merita rigetto l'eccezione prescrizione del credito azionato da parte opposta ex art. 2956 c.c., se da un lato si eccepisce la prescrizione presuntiva del credito oggetto del giudizio, dall'altro però si contesta l'esistenza del credito, così implicitamente ammettendo che l'obbligazione non è stata estinta e altresì affermando che, ove sussistente, altri ne dovrebbero risponderne.

Giudice di pace Bari  16 febbraio 2011 n. 1103  

 

L'ammissione in giudizio della mancata estinzione dell'obbligazione, che a norma dell'art. 2959 c.c. impedisce l'accoglimento dell'eccezione di prescrizione presuntiva, è ravvisabile in tutte le ipotesi in cui il debitore affermi di aver pagato il dovuto, ma in un ammontare inferiore all'importo preteso dal creditore, giacché le contestazioni sul quantum debeatur ridondano per la differenza sull'an debeatur e implicano, quindi, il riconoscimento della sia pur parziale permanenza in essere del rapporto controverso.

Cassazione civile sez. II  21 giugno 2010 n. 14927  

 

L'eccezione di prescrizione presuntiva ai sensi dell'art. 2959 c.c. deve ritenersi inefficace e va respinta qualora la parte, con il comportamento serbato in giudizio e con le difese ivi svolte, ammetta, in modo esplicito od implicito, che il credito in tutto o in parte esista e, quindi, che l'obbligazione non sia stata estinta.

Tribunale Salerno sez. I  18 giugno 2010 n. 1447  

 

La disposizione dell'art. 2959 c.c. - per cui l'eccezione di prescrizione presuntiva è rigettata se chi la solleva ha comunque ammesso in giudizio che l'obbligazione non è stata estinta - è applicabile anche all'erede dell'obbligato originario, per il quale, però, la non conoscenza dell'obbligazione può avere idoneità a conferire a determinati comportamenti processuali (diversamente dal caso in cui siano stati tenuti dall'obbligato originario) una compatibilità logica e giuridica con l'eccezione di prescrizione presuntiva, compatibilità sussistente nel caso in cui l'erede, convenuto in giudizio per il pagamento di un debito del defunto, dichiari di non conoscere la sottoscrizione del proprio dante causa in calce ad una scrittura privata).

Cassazione civile sez. III  23 marzo 2010 n. 6940  

 

Nelle cause concernenti diritti di credito, la mera deduzione dell'avvenuto decorso del termine di prescrizione per l'esercizio del diritto, lungi dal costituire una condotta processuale compatibile, a norma dell'art. 2959 c.c., con la proposizione di un'eccezione di prescrizione presuntiva, costituisce invece una condotta suscettibile di essere interpretata quale implicita ammissione del mancato pagamento del debito, condotta che, pertanto, rende inefficace l'eccezione di prescrizione presuntiva eventualmente sollevata (la quale è fondata su una presunzione "iuris tantum" di avvenuto pagamento del debito ed espone colui che l'oppone al rigetto se ammette di non aver estinto l'obbligazione) e che si presta a essere intesa, invece, quale tacita proposizione di un'eccezione di prescrizione ordinaria.

Corte appello Potenza  18 gennaio 2010 n. 9  



 
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