codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 296 codice civile: Consenso per l’adozione

Per l’adozione (1) si richiede il consenso dell’adottante e dell’adottando  (2).


Commento

(1) L’attuale configurazione della norma è frutto dell’abrogazione dei commi 2 e 3 ad opera della legge 184/1983 (art. 67).

 

(2) Il consenso è valido soltanto se prestato da un soggetto dotato della piena capacità di agire.


Giurisprudenza annotata

Adozione

In tema di adozione di persone maggiori di età, ai fini della prova del consenso dell'adottante, non può essere applicata la normativa regolante l'istituto del cosiddetto domicilio di soccorso, previsto dall'art. 72 l. 17 luglio 1980 n. 6972, abrogato dalla l. 8 novembre 2000 n. 328, che, in quanto riconducibile al sistema di assistenza sociale, non è invocabile con riferimento ad una richiesta di adozione di maggiorenne.

Cassazione civile sez. I  21 febbraio 2008 n. 4420  

 

Nell'adozione di persona maggiorenne, la revoca dei consensi prestati dall'adottante e dall'adottando è ammissibile fino all'emanazione del provvedimento, ed ancora, fino alla sua definitività, vale a dire fino alla scadenza del termine per il reclamo di cui all'art. 313 c.c.

Corte appello Genova  09 giugno 1997

 

Nel caso di adozione di persona maggiorenne i prescritti consensi manifestati dall'adottante e dall'adottando integrano meri presupposti (o, tutt'al più, mere "condiciones iuris") della adozione, che è atto giudiziale; dopo la conclusione del procedimento essi non presentano più alcuna autonoma rilevanza, e, ai sensi dell'art. 313 c.c., può impugnarsi il solo decreto d'azione, entro 30 giorni dalla comunicazione, con reclamo alla Corte d'appello.

Corte appello Genova  09 giugno 1997

 

 

Intervento del PM

Il p.m. non è legittimato a proporre l'azione di annullamento dell'adozione (ordinaria) per vizio del consenso, ma deve obbligatoriamente intervenire nel giudizio; pertanto, deve essere cassata la sentenza pronunciata in esito a procedimento d'appello nel quale il p.m. non sia intervenuto e, comunque, non sia stata disposta alcuna comunicazione a detto ufficio.

Cassazione civile sez. I  03 ottobre 2000 n. 13062  

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti