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Art. 2963 codice civile: Computo dei termini di prescrizione

I termini di prescrizione contemplati dal presente codice e dalle altre leggi si computano secondo il calendario comune (1).

Non si computa il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine e la prescrizione si verifica con lo spirare dell’ultimo istante del giorno finale.

Se il termine scade in giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo.

La prescrizione a mesi si verifica nel mese di scadenza e nel giorno di questo corrispondente al giorno del mese iniziale.

Se nel mese di scadenza manca tale giorno, il termine si compie con l’ultimo giorno dello stesso mese (2).


Commento

Prescrizione: [v. 2934].

 

(1) Il conto del termine di prescrizione va fatto in base al calendario comune, con esclusione del «dies a quo» (cioè del giorno iniziale) e computando, invece, il giorno finale. Se scade in un giorno festivo, il termine è spostato di diritto al giorno seguente non festivo.

 

(2) Se il periodo viene espresso in anni, mesi o giorni, esso è compiuto allo scadere dell’anno, del mese, del giorno senza tener conto se il mese sia di 28 o 31 giorni o se l’anno sia bisestile (es.: un mese dal 15 febbraio, scadrà a mezzanotte del 15 marzo).

 


Giurisprudenza annotata

Computo dei termini di prescrizione

Per i termini mensili o annuali, fra i quali è compreso quello di decadenza dall'impugnazione ex art. 327 cod. proc. civ., si osserva, a norma degli artt. 155, secondo comma, cod. proc. civ. e 2963, quarto comma, cod. civ., il sistema della computazione civile, non "ex numero" bensì "ex nominatione dierum", nel senso che il decorso del tempo si ha, indipendentemente dall'effettivo numero dei giorni compresi nel rispettivo periodo, allo spirare del giorno corrispondente a quello del mese iniziale; analogamente si deve procedere quando il termine di decadenza interferisca con il periodo di sospensione feriale dei termini: in tal caso, infatti, al termine annuale di decadenza dal gravame, di cui all'art. 327, primo comma, cod. proc. civ., devono aggiungersi 46 giorni computati "ex numeratione dierum", ai sensi del combinato disposto dell'art. 155, primo comma, stesso codice e dell'art. 1, primo comma, della legge 7 ottobre 1969, n. 742, non dovendosi tenere conto dei giorni compresi tra il primo agosto e il quindici settembre di ciascun anno per effetto della sospensione dei termini processuali nel periodo feriale. Ne consegue che si verifica il doppio computo del periodo feriale nell'ipotesi in cui, dopo una prima sospensione, il termine iniziale non sia decorso interamente al sopraggiungere del nuovo periodo feriale. Dichiara inammissibile, Comm. Trib. Reg. Milano, 02/07/2007

Cassazione civile sez. trib.  04 ottobre 2013 n. 22699  

 

Ai sensi del combinato disposto della disciplina processuale contenuta nell'art. 155 c.p.c. e dell'art. 2963, comma 4, c.c., il decorso del termine computato a mesi - come quello relativo all'appello di sentenza non notificata - si verifica nel mese di scadenza e nel giorno di questo corrispondente al giorno del mese assunto a termine iniziale, seguendo in tal modo la c.d. regola di computo ex nominatione e non già quella c.d. ex numeratione dierum .

Consiglio di Stato sez. V  08 agosto 2014 n. 4250  

 

L'art. 2963 del c.c., e segnatamente il secondo comma in base al quale"dies a quo non computatur", disciplina il “computo dei termini di prescrizione”, ossia la misura del tempo entro il quale va esercitato un diritto. Ma non costituisce il criterio di computo per l'attività lavorativa, dove - in ragione della regola della corrispettività tra prestazione e contro prestazione - va necessariamente ricompreso anche il momento iniziale del periodo di effettivo lavoro: un mese di servizio prestato inizia il primo giorno e termina con l'ultimo, non con il primo giorno del mese successivo. (Riforma Tar Calabria, Reggio Calabria, 678/2012).

Consiglio di Stato sez. VI  24 maggio 2013 n. 2875  

 

La proroga della scadenza di un termine che cade in un giorno festivo al successivo giorno non festivo rappresenta un principio di carattere generale, disciplinato dalla vigente legislazione. Infatti, la previsione, d'ordine generale, della suesposta proroga è contenuta nel secondo e terzo comma dell'art. 2963 c.c. che stabilisce, con riferimento alle modalità di computo del termine di prescrizione, che "non si computa il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine e la prescrizione si verifica con lo spirare dell'ultimo istante del giorno finale. Se il termine scade in un giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo". Il principio della posticipazione "ipso iure" al primo giorno seguente non festivo è, altresì, evidenziato dall'art. 1187 c.c., in tema di obbligazioni, che sancisce, al secondo comma, che "la disposizione relativa alla proroga del termine che scade in giorno festivo si osserva se non vi sono usi diversi" e dall'art. 155, comma 3 e 4, del c.p.c. secondo cui "i giorni festivi si computano nel termine. Se il giorno di scadenza è festivo, la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo". Il disposto dell'art. 155, comma 4, del c.p.c. e dell'art. 2963 del c.c. trovano applicazione anche nel procedimento di controllo, essendo espressione di un principio di carattere generale e l'esercizio del potere di controllo di legittimità sulle autorizzazioni paesaggistiche attribuito all'Amministrazione statale, ai sensi dell'art. 159 del d.lg. n. 42 del 2004, è sottoposto al termine decadenziale di sessanta giorni decorrente dalla ricezione della documentazione completa. (Riforma Tar Campania Salerno, sez. II, n. 1100/2008).

Consiglio di Stato sez. VI  07 settembre 2012 n. 4752

 

Per i termini mensili o annuali, fra i quali è compreso quello di decadenza dall'impugnazione ex art. 327 c.p.c., si osserva, a norma degli art. 155, comma 2, c.p.c. e 2963, comma 4, c.c., il sistema della computazione civile, non ex numero bensì ex nominatione dierum, nel senso che il decorso del tempo si ha, indipendentemente dall'effettivo numero dei giorni compresi nel rispettivo periodo, allo spirare del giorno corrispondente a quello del mese iniziale; analogamente si deve procedere quando il termine di decadenza interferisca con il periodo di sospensione feriale dei termini: in tal caso, infatti, al termine annuale di decadenza dal gravame, di cui all'art. 327, comma 1, c.p.c., devono aggiungersi 46 giorni computati ex numeratione dierum, ai sensi del combinato disposto dell'art. 155, comma 1, stesso codice e 1, comma 1, della legge n. 742 del 1969, non dovendosi tenere conto dei giorni compresi tra il 1º agosto e il 15 settembre di ciascun anno per effetto della sospensione dei termini processuali nel periodo feriale. (Fattispecie in materia di giudizio di equa riparazione per irragionevole durata del processo).

Cassazione civile sez. VI  09 luglio 2012 n. 11491  

 

Ai sensi dell'art. 22 comma 1 l. 24.11.1981 n.689, nel testo vigente prima dell'entrata in vigore d.lg. 1 settembre 2011 n.150 e qui applicabile "ratione temporis", l'opposizione avverso l'ordinanza ingiuntiva emessa dalla direzione provinciale del lavoro va proposta entro trenta giorni dalla notificazione del provvedimento, con la precisazione che è escluso dal computo il giorno iniziale (quello di notifica dell'ingiunzione) ai sensi degli art. 155 comma 1 c.p.c. e 2963 comma 2 c.c.

Tribunale Bari sez. III  14 giugno 2012 n. 1834  

 

In tema di imposte sui redditi, l'aliquota applicabile all'indennità di fine rapporto si determina, ai sensi dell'art. 17, comma 1, d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (nel testo vigente ratione temporis) con riferimento all'anno in cui è maturato il diritto alla percezione, che si individua avendo riguardo non alla data dell'ultimo giorno di servizio del lavoratore, ma a quella del giorno immediatamente successivo, attesa la previsione di cui all'art. 2963, comma 2, c.c., che esclude la computabilità del giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine: infatti, tale disposizione, sebbene dettata in tema di prescrizione estintiva, fissa un criterio generale per il computo del tempo e trova, pertanto, applicazione anche relativamente al termine stabilito per l'acquisto di un diritto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione impugnata che aveva ritenuto applicabili all'indennità relativa ad un rapporto di lavoro cessato il 31 dicembre 2002, le aliquote entrate in vigore dal 1ºgennaio 2003, anziché quelle vigenti al 31 dicembre 2002)

Cassazione civile sez. trib.  02 marzo 2012 n. 3269  

 

L'art. 2963 c.c. prevede che il termine da calcolare a giorni viene a scadenza con lo spirare dell'ultimo istante utile del giorno finale, per cui è da escludere che la stazione appaltante possa fissare un orario anticipato per l'adempimento dell'onere prescritto al concorrente.

T.A.R. Napoli (Campania) sez. I  08 febbraio 2012 n. 661  

 

Secondo quanto prescritto dall'art. 48, codice dei contratti pubblici, le stazioni appaltanti, prima di procedere all'apertura delle buste delle offerte presentate, richiedono ad alcuni concorrenti, scelti a campione con sorteggio pubblico, di comprovare entro dieci giorni dalla data della richiesta medesima il possesso dei requisiti di capacità economico — finanziaria e tecnico — organizzativa richiesti nel bando di gara. Tale termine di dieci giorni, entro il quale l'impresa concorrente è tenuta ad ottemperare alla richiesta della stazione appaltante ha carattere perentorio, per cui la sua inosservanza determina l'esclusione del concorrente interessato. Tuttavia, i criteri di computo dei termini del procedimento amministrativo sono quelli che si rinvengono nella disciplina generale dettata dagli artt. 155 ss. c.p.c. e 2963 c.c. Pertanto, il termine va calcolato escludendo il dies a quo e comprendendo il dies a quem e con la proroga di diritto della scadenza nel giorno festivo al giorno lavorativo seguente, tenendo conto che l'art. 155 c.p.c. equipara il sabato ad un giorno festivo.

T.A.R. Napoli (Campania) sez. I  08 febbraio 2012 n. 661

 

 



 
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