codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente
 

Art. 2969 codice civile: Rilievo d’ufficio

La decadenza non può essere rilevata d’ufficio dal giudice, salvo che, trattandosi di materia sottratta alla disponibilità delle parti, il giudice debba rilevare le cause d’improponibilità dell’azione (1).


Commento

Rilevabilità d’ufficio: [v. 2938].

 

(1) Sono i cd. diritti indisponibili come i diritti della personalità, gli status familiari, rispetto ai quali il titolare non può compiere atti di disposizione.

 

Sarà onere della parte eccepire la decadenza dal diritto, che non potrà essere rilevata d’ufficio.

 


Giurisprudenza annotata

Rilievo d'ufficio

In tema di contenzioso tributario, la decadenza del contribuente dal diritto di agire in giudizio, per inosservanza dei termini stabiliti dall'art. 16 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 636 (applicabile "ratione temporis") è rilevabile d'ufficio, ai sensi dell'art. 2969 cod. civ., trattandosi di materia sottratta alla disponibilità delle parti; tale regola opera anche in sede di legittimità, salvo che sulla questione non si sia formato il giudicato interno espresso, non essendo sufficiente ad impedire la rilevabilità d'ufficio il giudicato implicito. Peraltro il giudicato implicito sulla questione pregiudiziale della legittimazione ad agire non può formarsi qualora la questione non sia stata sollevata dalle parti ed il giudice (con implicita statuizione positiva sulla stessa) si sia limitato a decidere nel merito, restando in tal caso la formazione del giudicato sulla pregiudiziale impedita dall'impugnativa del capo della sentenza relativamente al merito. Ne consegue che il giudice del gravame può rilevare d'ufficio il difetto di uno dei presupposti della legittimazione ad agire e, ove il rilievo venga effettuato in sede di legittimità, la sentenza va cassata senza rinvio, esclusa ogni pronuncia nel merito trattandosi di impugnazione inammissibile. Cassa e decide nel merito, Comm. Trib. Reg. Roma, 10/11/2008

Cassazione civile sez. trib.  13 settembre 2013 n. 20978  

 

In tema di Totocalcio, l'eccezione di decadenza ex artt. 10 e 11 del regolamento di cui ai DD.MM. 23 marzo 1963 e 30 luglio 1998 deve essere sollevata tempestivamente entro il termine di cui all'art. 180, comma 2, c.p.c., essendo il c.d. contratto di Totocalcio di natura privatistica e le preclusioni e decadenze ivi contemplate soggiacciono al regime dettato dall'art. 2969 c.c. sulle eccezioni in senso stretto.

Cassazione civile sez. VI  08 novembre 2012 n. 19378  

 

In tema di contenzioso tributario, non è rilevabile di ufficio, né deducibile per la prima volta in appello la prescrizione per decorso del termine triennale di cui all'art. 221 del regolamento Cee n. 2913 del 1992, adottato dal Consiglio in data 12 ottobre 1992, posto che, a norma degli art. 2938 e 2969 c.c., sia l'eccezione di prescrizione dell'obbligazione tributaria sia l'eccezione di decadenza dell'Amministrazione finanziaria dal potere di chiedere al contribuente l'adempimento di tale obbligazione non sono rilevabili d'ufficio, e che in ordine a tale profilo nulla dispone la normativa comunitaria, così da rimettere lo stesso alla legislazione nazionale a condizione che, come costantemente sottolineato dalla Corte di Giustizia dell'Unione europea, il regime processuale adottato non sia deteriore rispetto a quello previsto dalla legge nazionale e non sia tale da rendere eccessivamente difficile l'esercizio delle pretese fondate sul diritto comunitario.

Cassazione civile sez. trib.  19 settembre 2012 n. 15740  

 

In tema di compravendita, l’alienante è tenuto alla garanzia ex art. 1490 ss. c.c., con le seguenti precisazioni:1) L’acquirente ha l’onere di denunciare i vizi al venditore, tranne che quest’ultimo li abbia occultati o espressamente (e chiaramente) riconosciuti (art. 1495 c.c.). 2) Il “dies a quo” per la denunzia "de qua" decorre dalla scoperta dei vizi nella loro manifestazione esteriore nel solo caso di vizi occulti, mentre in caso di vizi normalmente riconoscibili decorre da quando sia stato possibile acquisire, in base ad elementi obiettivi e con apprezzabile grado di approssimazione e certezza, e secondo buona fede, la conoscenza degli stessi, e cioè di regola dalla consegna. 3) L’onere della prova della tempestività della denuncia (pur non assoggettata a particolari formalità), ove tempestivamente eccepita, incombe sull’acquirente, poiché detta denunzia costituisce una condizione necessaria all’azione. 4) L’inadempimento all’obbligo di denunzia preclude l’esperimento di qualunque azione edilizia, e cioè non solo di quella di risoluzione prevista dall’art. 1492 cc ma anche da quella risarcitoria di cui all’art. 1494 c.c. 5) La decadenza dalla facoltà di denunzia non può essere rilevata d’ufficio dal giudice (art. 2969 c.c.).

Tribunale Modena sez. II  12 aprile 2012 n. 617  

 

In tema di contenzioso tributario, è rilevabile di ufficio ex art. 2969 c.c., per la prima volta anche in sede di legittimità la questione preliminare di merito, sottratta alla libera disponibilità delle parti, relativa alla decadenza sostanziale del contribuente dal diritto ad ottenere il rimborso Iva, che sia stata solo implicitamente affrontata e risolta nei precedenti gradi di giudizio con la decisione sul merito della fondatezza del diritto e, pertanto, non incontra il limite del giudicato interno, che richiede, a fini preclusivi, l'adozione di una pronuncia esplicita proprio su detta questione preliminare.

Cassazione civile sez. trib.  30 novembre 2011 n. 25500  

 

A norma dell'art. 2969 c.c., la decadenza prevista dall'art. 6 l. 15 luglio 1966 n. 604 — che impone al lavoratore l'onere dell'impugnativa del licenziamento entro il termine di sessanta giorni — non può essere rilevata d'ufficio, attenendo ad un diritto disponibile, ma necessita di un'eccezione (in senso stretto), che, nel rito del lavoro, deve essere proposta, dalla parte convenuta, nella memoria di costituzione.

Cassazione civile sez. lav.  23 settembre 2011 n. 19405

 

L'azione di reintegra nel possesso va necessariamente esperita entro il termine di un anno dal sofferto spoglio, ovvero, in ipotesi di spoglio clandestino, dal momento della scoperta dello stesso, tenendosi, tuttavia, presente che, anche nella fase interdittale, il decorso del termine di decadenza di cui all'art. 1168 c.c. non è rilevabile d'ufficio dal giudice, giacché, vertendosi in materia di diritti disponibili, deve essere eccepito, ai sensi dell'art. 2969 c.c., dalla parte interessata, la quale, nel sollevare l'eccezione, deve manifestare chiaramente la volontà di avvalersi dell'effetto estintivo dell'altrui pretesa, ricollegato dalla legge al decorso dell'anno dall'asserito spoglio.

Tribunale Nola sez. II  02 febbraio 2011

 

In tema di contenzioso tributario, la decadenza nella quale il contribuente sia incorso per mancato rispetto dei termini per richiedere il rimborso di un tributo pagato per «errore materiale, duplicazione o inesistenza totale o parziale dell'obbligazione», ai sensi dell'art. 38, comma 1, d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, è rilevabile d'ufficio, anche in sede di gravame, salvo che si sia già formato sul punto il giudicato interno, essendo quei termini dettati per finalità di interesse pubblico e di essi non potendo neppure l'amministrazione disporre, con la conseguenza che la decadenza può essere rilevata di ufficio, ai sensi dell'art. 2969 c.c., trattandosi di materia sottratta alla disponibilità delle parti, per tale ritenendosi non soltanto quella che riguarda i diritti indisponibili, ma anche quella disciplinata da un regime legale che escluda qualsiasi potere di disposizione delle parti, nel senso che esse non possono derogarvi, rinunciarvi o comunque modificarlo.



 
Art. precedente
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti