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Art. 298 codice civile: Decorrenza degli effetti dell’adozione

L’adozione produce i suoi effetti dalla data del decreto che la pronunzia (1).
Finché il decreto non è emanato, tanto l’adottante quanto l’adottando possono revocare il loro consenso
Se l’adottante muore dopo la prestazione del consenso e prima dell’emanazione del decreto, si può procedere al compimento degli atti necessari per l’adozione (2).
Gli eredi dell’adottante possono presentare al tribunale memorie e osservazioni per opporsi all’adozione.
Se l’adozione è ammessa, essa produce i suoi effetti dal momento della morte dell’adottante (3).


Commento

Adottante e adottando: [v. 297]; Erede: [v. 457].

 

(1) Riguardo alla forma del provvedimento, v. art. 313. L’adozione dei minori è disposta con sentenza (art. 47, l. 184/1983).

 

(2) Alla base di questa disposizione vi è la volontà del legislatore di favorire la creazione del vincolo adottivo e garantire l’attuazione della volontà del defunto.

 

(3) L’adozione pronunziata dopo la morte dell’adottante produce i suoi effetti dal momento della morte e non da quello di pronunzia del provvedimento.

 


Giurisprudenza annotata

 

Adozione

L'adozione del maggiorenne dopo la morte dell'adottante può pronunziarsi solo ove risulti prestato da questi il consenso all'adozione (nella specie, la Suprema Corte ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso l'adozione, a fronte di una dichiarazione del preteso adottante - resa cinquanta anni prima la domanda di adozione - che si limitava ad attestare che il preteso adottando risiedeva presso la propria abitazione). Conferma App. Bologna, 19 agosto 2003

Cassazione civile sez. I  21 febbraio 2008 n. 4420  

 

Nell'adozione di persona maggiorenne, la revoca dei consensi prestati dall'adottante e dall'adottando è ammissibile fino all'emanazione del provvedimento, ed ancora, fino alla sua definitività, vale a dire fino alla scadenza del termine per il reclamo di cui all'art. 313 c.c.

Corte appello Genova  09 giugno 1997

 

Nel caso di adozione di persona maggiorenne i prescritti consensi manifestati dall'adottante e dall'adottando integrano meri presupposti (o, tutt'al più, mere "condiciones iuris") della adozione, che è atto giudiziale; dopo la conclusione del procedimento essi non presentano più alcuna autonoma rilevanza, e, ai sensi dell'art. 313 c.c., può impugnarsi il solo decreto d'azione, entro 30 giorni dalla comunicazione, con reclamo alla Corte d'appello.

Corte appello Genova  09 giugno 1997

 

Nel procedimento di adozione di persona maggiorenne disciplinato dagli art. 291 e ss. (nuovo testo) del codice civile, la revoca del consenso dell'adottante o dell'adottato deve essere espressa prima della pronuncia del tribunale e non anche prima della pronuncia della Corte d'appello in sede di reclamo, essendo questa ultima meramente eventuale e non potendosi consentire che un atto dispositivo della parte ponga nel nulla il provvedimento del tribunale.

Cassazione civile sez. I  04 febbraio 1988 n. 1133  

 

Nell'ipotesi in cui al momento della pronuncia del decreto di adozione ordinaria l'adottante abbia già contratto matrimonio canonico, ma questo non sia stato ancora trascritto nei registri dello stato civile, non è necessario il consenso del coniuge dell'adottante, non essendo il vincolo matrimoniale - contratto nell'ordinamento canonico - ed il relativo "status" di coniuge dell'adottante ancora sorto di fronte all'ordinamento statale; nè tale consenso si rende necessario per l'effetto retroattivo della successiva trascrizione effettuata ai sensi dell'art. 3 della legge n. 847 del 1929, non potendo questa incidere sullo "status" di adottante, acquisito in base ad un procedimento legittimamente svoltosi ed ormai concluso.

Cassazione civile sez. I  25 novembre 1986 n. 6925  

 

Nell'ipotesi in cui al momento della pronuncia del decreto di adozione ai sensi dell'art. 298 c.c. l'adottante abbia già contratto il matrimonio canonico, ma questo non sia stato ancora trascritto nei registri dello stato civile, l'effetto retroattivo della trascrizione effettuata ai sensi dell'art. 5 l. 27 maggio 1929 n. 847, non incide sulla legittimità dell'ormai concluso procedimento di adozione (ordinaria) e non può perciò togliere all'adottato l'ormai avvenuto acquisto del relativo "status".

Cassazione civile sez. I  25 novembre 1986 n. 6925

 

Nella ipotesi in cui al momento della pronunzia del decreto di adozione (art. 298 c.c.), l'adottante abbia già contratto matrimonio canonico, ma questo non sia stato ancora trascritto nei registri dello stato civile, non è necessario il consenso del coniuge dell'adottante, non essendo il vincolo matrimoniale - contratto nell'ordinamento canonico - ed il relativo "status" di coniuge dell'adottante ancora sorto di fronte all'ordinamento statuale; nè tale consenso si rende necessario per l'effetto retroattivo della successiva trascrizione effettuata ai sensi dell'art. 5 della l. 27 maggio 1929 n. 847, non potendo questa incidere sullo "status" di adottato acquisito in base ad un procedimento legittimamente svoltosi ed ormai concluso.

Cassazione civile sez. I  25 novembre 1986 n. 6925

 



 
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