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Art. 301 codice civile

ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 4 MAGGIO 1983, N. 184


Giurisprudenza annotata

Avvocati

La cancellazione dall'albo professionale del difensore di una delle parti nel corso di un giudizio (nella specie, di appello) non comporta nè l'interruzione del processo se ignota al giudice procedente ed alle altre parti, nè, conseguentemente, la nullità della sentenza per mancata declaratoria di una interruzione causata da un evento ignoto al giudice procedente.

Cassazione civile sez. II  23 maggio 2000 n. 6684  

 

La nullità della costituzione in giudizio del convenuto, avvenuta a mezzo di procuratore sospeso o radiato dall'albo, si estende, per il principio di propagazione della nullità ai soli atti legati da un rapporto di conseguenzialità necessaria, agli atti successivamente posti in essere dallo stesso procuratore, senza produrre conseguenze sul rapporto processuale già validamente instaurato, nè sulla sentenza che ne segna la conclusione.

Tribunale Roma  20 dicembre 1994

 

 

Adozione

A seguito della l. 4 maggio 1983 n. 184, recante una nuova disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori, vanno restituiti al giudice "a quo" per una nuova valutazione della rilevanza gli atti relativi alla questione di costituzionalità dell'art. 301 c.c. nella parte in cui attribuisce all'adottante la titolarità esclusiva della potestà sull'adottando, anche se questi è figlio naturale del coniuge dell'adottante, in riferimento agli art. 2, 29, comma 1, e 30, comma 1 e 3 cost.

Corte Costituzionale  21 dicembre 1983 n. 345  

 

Vanno restituiti al giudice "a quo", per nuovo esame della rilevanza, gli atti del giudizio incidentale di legittimità costituzionale concernente l'art. 301 comma 1 e 3 c.c. (in quanto attribuisce all'adottante la titolarità esclusiva della potestà genitoriale sull'adottando anche se costui è figlio naturale del coniuge dell'adottante medesimo, e non prevede che quest'ultimo, in tal caso, conservi la potestà in concorrenza col coniuge adottante, in riferimento agli art. 2 e 29 comma 1, 30 comma 1 e 3 cost.), essendo sopravvenuta la l. 4 maggio 1983 n. 184, che detta una nuova disciplina al riguardo dopo avere abrogato la norma denunciata.

Corte Costituzionale  21 dicembre 1983 n. 345

 

Poiché l'art. 5 l. 5 giugno 1967 n. 431 ha una portata generale, l'acquisto della cittadinanza italiana da parte del minore straniero adottato da coniugi cittadini italiani si verifica sia nell'ipotesi di adozione ordinaria, sia in quella di adozione speciale; è pertanto fondata la richiesta degli adottanti per la formazione dell'atto di nascita del minore ai sensi dell'art. 169 r.d.l. 9 luglio 1939 n. 1238, che contempla l'ipotesi di formazione degli atti, ricevuti od omessi dall'autorità straniera, riferibili a persone in possesso della cittadinanza italiana.

Corte appello Palermo  05 gennaio 1982

 

Non è manifestamente infondata (e se ne rimette quindi l'esame alla Corte costituzionale) la questione di costituzionalità dell'art. 301, comma 1 e 3 c.c., nella parte in cui stabilisce che l'adottante è titolare esclusivo della potestà sull'adottando anche quando quest'ultimo è figlio naturale del coniuge dell'adottante, in riferimento agli art. 2, 29 comma 1, 30 comma 1 e 3 cost.

Tribunale minorenni Firenze  14 novembre 1980

 

Qualora, intervenuta l'adozione ordinaria nel corso di procedimento di adozione speciale dello stesso minore, i genitori adottivi, nell'ambito di tale procedimento, propongano istanza diretta a conseguire la declaratoria di cessazione dello stato di adottabilità, la competenza territoriale va determinata in base al luogo in cui si trovava il minore al momento iniziale della procedura (art. 314/4 c.c.), ed il rito da seguire è quello camerale.

Cassazione civile sez. I  19 gennaio 1979 n. 399



 
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