Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 31 codice civile: Devoluzione dei beni

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



I beni della persona giuridica, che restano dopo esaurita la liquidazione, sono devoluti in conformità dell’atto costitutivo o dello statuto (1).

Qualora questi non dispongano, se trattasi di fondazione, provvede l’autorità governativa, attribuendo i beni ad altri enti che hanno fini analoghi; se trattasi di associazione, si osservano le deliberazioni dell’assemblea che ha stabilito lo scioglimento e, quando anche queste mancano, provvede nello stesso modo l’autorità governativa.

I creditori che durante la liquidazione non hanno fatto valere il loro credito possono chiedere il pagamento a coloro ai quali i beni sono stati devoluti, entro l’anno (2) dalla chiusura della liquidazione, in proporzione e nei limiti di ciò che hanno ricevuto.

Commento

Devoluzione: trasferimento ad altri soggetti (enti o persone fisiche) dell’eventuale patrimonio residuo dopo la fase della liquidazione.

 

(1) La devoluzione realizza una forma di successione a titolo particolare [v. Libro II, Titolo I].

(2) Il termine è di decadenza [v. 2964].

 

Giurisprudenza annotata

Notificazioni

Qualora sussistano i requisiti richiesti dalla legge, ai sensi degli art. 44 c.c. e 31 disp. att. c.c., per opporre il trasferimento di residenza ai terzi di buona fede, ovvero la doppia dichiarazione fatta al comune che si abbandona e a quello di nuova residenza, con consequenziale cancellazione dall'anagrafe del comune di provenienza e iscrizione nell'anagrafe del comune di nuova residenza, aventi la stessa decorrenza, la notifica effettuata ex art. 140 c.p.c., in cui il piego relativo alla raccomandata ed attestante l'avvenuto compimento delle formalità previste dalla legge sia stato restituito al mittente per compiuta giacenza, è nulla, in quanto la notifica ex art. 140 c.p.c. non esclude ma al contrario postula che sia stato esattamente individuato il luogo di residenza, domicilio o dimora del destinatario, e che la copia non sia stata consegnata per mere difficoltà di ordine materiale, quali la momentanea assenza, l'incapacità o il rifiuto delle persone indicate dall'art. 139 c.p.c. di ricevere l'atto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, che aveva ritenuto valida la notifica dell'atto di integrazione del contraddittorio eseguita con le modalità indicate in precedenza, ritenendo che con l'uso dell'ordinaria diligenza, ovvero ricorrendo ad una normale ricerca anagrafica, il notificante avrebbe accertato, o avrebbe potuto accertare, che all'epoca della notifica il destinatario dell'atto aveva già da tempo trasferito altrove la propria residenza anagrafica).

Cassazione civile sez. II  16 novembre 2006 n. 24416  

 

 

Edilizia popolare ed economica

La successione degli Iacp nelle situazioni attive e passive e nei rapporti processuali inerenti agli immobili già appartenenti all'Ises (Istituto sviluppo edilizia sociale), non si è attuata per effetto automatico della soppressione del predetto ente attuata dal d.P.R. n. 1036 del 1972, ma si è realizzata, in conformità alle previsioni della legge n. 9 del 1974, in conseguenza del procedimento di liquidazione affidato agli appositi comitati istituiti presso il Ministero dei lavori pubblici e, poi, presso il Ministero del tesoro, a mano a mano che questi hanno provveduto ai singoli trasferimenti. Pertanto, al fine di accertare la soggettività passiva di un'obbligazione risarcitoria per illegittima occupazione di suoli privati, va verificato in concreto l'avvenuto trasferimento del bene dall'Ises all'Iacp, senza che i documenti, da cui risulti tale trasferimento, possano essere esibiti per la prima volta nel giudizio di cassazione.

Cassazione civile sez. I  18 agosto 1997 n. 7655  

 

La successione degli Istituti autonomi case popolari nelle situazioni attive e passive e nei rapporti processuali inerenti agli immobili già appartenenti alla GESCAL, non si è attuata per effetto automatico della soppressione del predetto ente attuata con l'art. 13 del d.P.R. n. 1036 del 1972, ma si è realizzata - in conformità alle previsioni della legge n. 9 del 1974 - in conseguenza del procedimento di liquidazione affidato agli appositi Comitati istituiti presso il Ministero dei lavori pubblici e, poi, presso il Ministero del tesoro, a mano a mano che questi hanno provveduto ai singoli trasferimenti. Pertanto, al fine di accertare la titolarità da parte di un IACP, di un alloggio in contestazione, va verificato in concreto l'avvenuto trasferimento di tale alloggio dalla GESCAL all'Istituto agente, senza che i documenti, da cui risulti detto trasferimento, possano essere esibiti per la prima volta in cassazione (ex art. 372 c.p.c.), in quanto attinenti non già alla capacità processuale dell'istituto, bensì alla titolarità del diritto azionato.

Cassazione civile sez. I  19 giugno 1990 n. 6171  

 

La successione degli istituti autonomi case popolari nelle situazioni attive e passive e nei rapporti processuali inerenti agli immobili già appartenenti alla GESCAL, all'ISEC e all'INCIS, non si attua per effetto automatico della soppressione dei predetti enti, attuata con l'art. 13 del d.P.R. 30 dicembre 1972 n. 1036, ma si è realizzata, in conformità delle previsioni della l. 19 gennaio 1974 n. 9, in conseguenza del procedimento di liquidazione affidato agli appositi comitati istituiti presso il ministero dei lavori pubblici, e, poi, presso il Ministero del tesoro, a mano a mano che questi hanno provveduto ai singoli trasferimenti. Ne consegue che anteriormente alla deliberazione del comitato di liquidazione la legittimazione all'impugnazione di una sentenza pronunciata contro la GESCAL appartiene al comitato per la GESCAL presso il ministero dei lavori pubblici, titolare all'epoca di ogni potere di liquidazione e, con esso, della condotta delle azioni in corso relative agli immobili poi devoluti all'IACP e non a quest'ultimo istituto.

Cassazione civile sez. I  18 giugno 1980 n. 3850  

 

 



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